CHI TOCCA LE TOGHE MUORE! – I MAGISTRATI BOCCIANO SU TUTTA LA LINEA LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA – “TAGLIARE I 4 GIORNI DI FERIE È UN INSULTO” – CRITICHE ANCHE SULLA PRESCRIZIONE E SULLE INTERCETTAZIONI

Enrico Paoli per "Libero Quotidiano"

 

Andrea OrlandoAndrea Orlando

«Pericolo, chi tocca le toghe muore». La scritta, anzi l’avvertimento, dovrebbe far bella mostra di sé all’ingresso delle aule dei tribunali. Perché l’Associazione nazionale magistrati, con un assalto frontale riservato solo ai governi di altri tempi, ha seppellito quintali di pagine dedicate alla presunta guerra fra Silvio Berlusconi e le toghe, in nome delle presunte leggi ad personam.

 

L’ex premier voleva cambiare la giustizia, le toghe vogliono fermare Matteo Renzi, con tutti i mezzi a loro disposizione pur di salvare il loro status, nonostante i cronici ritardi nell’amministrazione della giustizia e nello svolgimento dei processi: fra penale e civile sono quasi nove milioni le cause pendenti.

 

 La differenza è tutt’altro che sottile, al punto che la riforma della Giustizia, approvata dal Consiglio dei ministri, non è ancora arrivata al Quirinale e in Aula non se ne discuterà prima di ottobre, sempre che il Parlamento non vada in apnea per il bilancio. Un ritardo inaccettabile, frutto del fuoco di sbarramento dei magistrati, che stanno mettendo a rischio anche un altro provvedimento importante come lo Sblocca Italia. In attesa di sciogliere questo rebus, le toghe hanno suonato la carica, bollando come «deludente» la riforma varata dal governo, al cui interno ci sono «norme punitive», frutto in parte di «logiche del passato», provocando la dura reazione della maggioranza.

 

TRIBUNALE LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI TRIBUNALE LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI

 Insomma, l’Anm boccia senza mezzi termini il progetto di riforma della giustizia dell’esecutivo, presentato lo scorso 29 agosto a Palazzo Chigi dal premier e dal Guardasigilli Andrea Orlando. Una stroncatura contestata dall’esecutivo e definita «ingenerosa» dal viceministro alla Giustizia, l’alfaniano Enrico Costa. Segno che l’assalto delle toghe non salva nessuno, a partire proprio dal Pd, divenuto il vero avversario delle toghe.

 

E Renzi, ovviamente, ha replicato secondo il suo stile: «Che paura, ma noi andremo avanti. E il tema delle ferie è un fatto di giustizia». Non a caso i magistrati definiscono gli interventi di Palazzo Chigi «di scarso respiro» e contestano alcuni provvedimenti come quello dell’annunciata riduzione delle ferie che, se confermata, «sarebbe un grave insulto non per l’intervento in se stesso ma per il metodo usato e per il significato che esso esprime», anche perché arriverebbe «con un decreto legge a efficacia differita (cioè un ossimoro) quando altre riforme ben più urgenti sono incerte o rimandate al disegno di legge o addirittura alla legge delega». Insomma, perché a noi subito e agli altri no. Un atteggiamento da casta, più che da esperti di legge.

sede csm consiglio superiore della magistratura sede csm consiglio superiore della magistratura

 

 L’altro duro attacco portato dall’Anm al governo riguarda il capitolo della prescrizione e le intercettazioni. «L’annunciata modifica», spiega la nota dell’Anm, «non tocca la riforma del 2005, prodotto di una delle varie leggi ad personam: si risolve invece nella debole scelta di introdurre due nuove ipotesi di sospensione temporanea ed eventuale del suo decorso» e rileva come «l’inerzia della politica vada in parallelo con periodiche, violente accuse rivolte ai magistrati di volersi sostituire al legislatore».

 

Il confronto con il ministro Orlando, che ha più volte incontrato i vertici dell’Anm, non sembra dunque servito ad arrivare ad una riforma condivisa. Il provvedimento prevede, nelle linee generali, nuove norme sul falso in bilancio e sulla prescrizione, norme sulle responsabilità civile dei magistrati, il dimezzamento della pausa estiva per i tribunali con l’obiettivo di arrivare al «dimezzamento dell’arretrato della giustizia civile».

Intercettazioni Intercettazioni

 

Il presidente del Consiglio illustrerà al Senato il programma dei mille giorni di governo il prossimo 16 settembre. Intanto riappare all’orizzonte, con richiesta di voto segreto, la norma sulla responsabilità civile dei magistrati, in versione Lega, nella legge comunitaria (2013 bis) all’esame dell'Aula del Senato. E così si ripropone anche l’ipotesi che il governo possa mettere la questione di fiducia sul provvedimento. Il Carroccio ha depositato un emendamento con oltre 22 firme per ripristinare la «norma Pini».

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…