1- COME ERA GENEROSA LA FONDAZIONE DI ALLEANZA NAZIONALE. CEDEVA IN COMODATO D’USO QUASI GRATUITO IMMOBILI AI GIOVANI DEL PDL (LE STORICHE SEZIONI DEL MSI) E PRESTAVA DENARO SENZA CHIEDERE INTERESSI (IN SPREGIO AI DIRITTI DEGLI ASSOCIATI) ANCHE AL PARTITO RIVALE IN TEMPI (QUELLI DEL “CHE FAI, MI CACCI?”) CHE AVREBBERO CONSIGLIATO DECISIONI DIFFERENTI. QUASI 4 MILIONI DI EURO DATI SENZA FIATARE AL PDL A MARZO DEL 2010 E POI RESTITUITI MESI DOPO CON UNA SORPRESA. IL VERSAMENTO DI RITORNO DEL PARTITO DI SILVIO BERLUSCONI PROVENIVA DA UN CONTO ESTERO 2- SCUSATE: E’ NORMALE CHE UN PARTITO ABBIA UN CONTO IN BANCA NEL LIECHTENSTEIN? 3- FINI CONTRO GLI EX COLONNELLI PER UN PATRIMONIO ENORME DI 400 MILIONI, DI CUI 70 CASH

Alessandro Ferrucci e Malcom Pagani per "il Fatto Quotidiano"

La segretaria della Federazione romana minaccia di pignorare un appartamento ad Alemanno? Nessun problema, ci pensa la Fondazione An. Manca un milioncino per foraggiare le regionali 2010? Basta chiedere.

La segretaria della Federazione romana Patrizia Cancelli minaccia di pignorare un appartamento ad Alemanno? Nessun problema, ci pensa la Fondazione An. I parlamentari-avvocati del Pdl come Filippo Berselli battono cassa per migliaia di euro? Mani in tasca e portafogli aperto: copre sempre la Fondazione An. Manca un milioncino di euro per foraggiare le regionali del 2010? Basta chiedere.

Era generosa la Fondazione. Erogava soldi a pioggia. Cedeva in comodato d'uso quasi gratuito immobili ai giovani del Pdl (le storiche sezioni del Msi) e prestava denaro senza chiedere interessi (in spregio ai diritti degli associati) anche al partito rivale in tempi (quelli del "che fai, mi cacci?") che avrebbero consigliato decisioni differenti. Quasi 4 milioni di euro dati senza fiatare al Pdl a marzo del 2010 e poi restituiti mesi dopo con una sorpresa. Il versamento di ritorno del partito di Silvio Berlusconi proveniva da un conto estero. Da una banca europea. Forse solo perché, in questa storia nebbiosa e fosca, non mancasse un ulteriore mistero.

Il Pdl si appoggiò finanziariamente a un istituto bancario sopranazionale nonostante "di tale movimentazione" non ci fosse traccia nel rendiconto della Fondazione di An chiuso il 31 dicembre dello stesso anno. Persino inevitabile che i fratelli di ieri, impegnati ad accoltellarsi politicamente oggi, arrivassero (dopo l'avvio della causa civile) al procedimento penale. Sulla vicenda dei 26 milioni di euro "scomparsi" dalla Fondazione di Alleanza Nazionale, nata nell'aprile 2009 dopo il congresso in cui si decise di far confluire l'eredità post-missina nel Pdl, si addensano nubi.

Se ne stanno occupando in Procura a Roma, mentre lo scenario è quello del tutti contro tutti. I vecchi compagni, anzi camerati di strada come Storace, si dicono "indigna-ti", La Russa minimizza, Granata attacca.

Scenario di guerra. Finiani e truppe pidielline duellano per un patrimonio stimato (tra liquidi e immobili) in circa 400 milioni di euro. Denunce di appropriazioni indebite e addirittura di furti di reliquie, come quella presentata da Roberto Menia di Fli a fine 2011 in cui il capogruppo alla Camera lamentava "la sottrazione di beni custoditi nella sede di Trieste". Il clima è pessimo e non è più tempo di conciliazioni. Sembra chiaro che la Fondazione (inizialmente in mano ai finiani, poi estromessi dai colonnelli folgorati da Berlusconi) non agisse in regime di liquidazione, ma gestisse l'esistente.

Quando i due periti del tribunale di Roma si sono trovati di fronte alle migliaia di pagine prodotte dalle controparti hanno scoperto angoli interessanti. Il cambio delle governance delle società immobiliari della Fondazione, ad esempio. Un atto incongruo più utile a cambiare la composizione dei Cda e ad assumere che alla dismissione delle stesse. O l'inserimento "coatto" nei bilanci della Fondazione del 2011 della cessione dei titoli derivanti dall'eredità della contessa Anna Maria Colleoni (di cui faceva parte la casa di Montecarlo) per 365.000 euro. Peccato che la cessione fosse avvenuta un anno e mezzo prima e di alcune allegre distrazioni, la relazione sull'attività di liquidazione dell'associazione "Alleanza Nazionale", sia piena.

Sui rendiconti c'è enorme confusione. Gli esercizi di chiusura non risultano corredati dalla necessaria (e prevista) relazione del collegio dei revisori. Quando l'aria intorno alla Fondazione si fa salata ed appare chiaro che "non siano stati soddisfatti creditori né fornitori", il comitato dei garanti si preoccupa di dare forma definitiva al termine "liquidazione".

Reagiscono con due anni di ritardo sulle previsioni. Il 17 novembre 2011 autorizzano il neo presidente, il senatore Mugnai, a costituire la Fondazione An e a trasferire in suo favore 55 milioni (divisi tra fondo di dotazione iniziale e fondo di gestione iniziale) oltre a una serie di immobili e terreni sparsi tra Latina, Roma, Crema e Monterotondo. Un'assoluta stranezza che si lega a quella dell'inventario dei beni. In nessuna delle due occasioni in cui viene stilato (a marzo del 2009 e a novembre del 2011) si può scorgere la firma del rappresentante legale, né di alcun soggetto legittimato. E inoltre, gli inventari "non consentono la puntuale individuazione dello stato d'uso dei beni" impedendo così ai periti di accertarne l'esattezza del contenuto.

In questa vicenda, come in tutte quelle legate al finanziamento dei partiti, balla un oceano di liquidità. Quello dei tormentati eredi di Giorgio Almirante e dei figli illegittimi del Pentapartito emigrati in Forza Italia è frutto della cartolarizzazione ottenuta grazie alla Biis, la banca guidata da Mario Ciaccia, attuale sottosegretario alle infrastrutture e vice di Corrado Passera. Tradotto: Forza Italia e An nel 2008 transarono con l'istituto l'immediato pagamento dell'intero rimborso elettorale per fruire immediatamente di oltre 40 milioni di euro. Soldi per cui si litiga, come dopo ogni funerale, ferocemente, senza ombra di memoria o di pietà.

 

Filippo Berselli1T38 storace alemannofini e berlusconila russaFABIO GRANATA Roberto Menia fini_casa_montecarlogiorgio almirante manifesto MSI DNMARIO CIACCIA La banca del fare

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...