IN IRAN COME IN UCRAINA, È SEMPRE STATI UNITI CONTRO RUSSIA - GLI AMERICANI CREDONO CHE MOSCA FORNISCA INFORMAZIONI A TEHERAN SU COME ABBATTERE I JET MILITARI DI WASHINGTON: NEI GIORNI PRIMA DELLA TREGUA, I PASDARAN SONO RIUSCITI A COLPIRE QUATTRO AEREI ULTRA-MODERNI USA, TRA CUI UNO TEORICAMENTE INVISIBILE AI RADAR - LE INCURSIONI AMERICANE HANNO DEMOLITO GLI INGRESSI DELLE GALLERIE DOVE SONO CUSTODITE LE ARMI IRANIANE CHE, PERO', SONO ANCORA INTATTE. NELL'ULTIMO MESE, I GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE HANNO RIMOSSO LE MACERIE E TRASFERITO LANCIATORI DI RAZZI IN ALTRE POSTAZIONI (SECONDO ALCUNE STIME, TRA IL 40% E IL 60% DEI MISSILI È ANCORA OPERATIVO)
Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"
Nelle guerre c'è una componente darwiniana: vince chi riesce ad adattarsi all'evoluzione dei combattimenti. E tutti i segnali indicano che gli iraniani lo stiano facendo molto meglio dei rivali statunitensi. C'è la convinzione che ora conoscano le procedure d'attacco dei cacciabombardieri americani, riuscendo così a organizzare delle vere e proprie imboscate.
Negli ultimi giorni prima della tregua sono riusciti ad abbattere un F15E Strike Eagle, buttare giù un A10 Warthog, danneggiare un F35 teoricamente invisibile ai radar e sfiorare un F18 Hornet. Il timore è che le manovre dei jet siano diventate prevedibili e quindi possano contrastarle con facilità.
Il New York Times cita fonti militari che avanzano un sospetto: sono stati i russi a consegnare queste informazioni a Teheran, che potrebbero rivelarsi fondamentali se Donald Trump ordinerà la ripresa dei bombardamenti.
Non è l'unica preoccupazione. Al Pentagono circolano rapporti allarmanti sulla resilienza della Repubblica islamica, che si sta preparando a rispondere a un'eventuale nuova ondata di raid. Durante la prima fase del conflitto i pasdaran hanno subìto danni pesanti, ma sono stati capaci di nascondere una parte significativa dell'arsenale missilistico nei tunnel scavati nel granito.
vladimir putin mediatore tra iran e israele - vignetta by osho
Le incursioni americane hanno demolito gli ingressi delle gallerie, senza distruggere le armi custodite all'interno. È già accaduto nel 1999 nel Kosovo: le squadriglie della Nato hanno tirato di tutto contro il grande bunker dell'aeroporto di Pristina. Hanno colpito gli accessi, ma alla fine delle ostilità tutti i Mig serbi sono stati tirati fuori intatti e sono volati via. Allo stesso modo, nel corso del mese di pausa i Guardiani della Rivoluzione avrebbero rimosso le macerie per poi trasferire lanciatori e ordigni balistici in altre postazioni.
Quanti? Secondo alcune stime, tra il 40 e il 60 per cento dei missili sono ancora operativi. L'ammiraglio Brad Cooper che dirige le azioni statunitensi ha respinto queste valutazioni, ribadendo che «l'85 per cento è stato danneggiato» e che le notizie sul recupero dai cunicoli sono «inaccurate». Ci sono però foto satellitari che mostrano i lavori per ripristinare le porte, come sarebbe avvenuto pure nei laboratori nucleari sotterranei di Isfahan.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
[...] Parafrasando la minaccia di Trump sull'età della pietra, Mehdi Kharatian, un analista vicino al regime, ha detto che l'Iran può «riportare gli Emirati all'era in cui cavalcano i cammelli». Sono frasi di propaganda che però trasmettono l'atteggiamento dei pasdaran che hanno sostituito i capi uccisi dai raid: sono sicuri di potere resistere, scatenando una ritorsione feroce sugli Usa e soprattutto sui loro alleati. È per questo che sauditi e qatarini, seguiti con riluttanza dagli emiratini, hanno fermato l'offensiva programmata dalla Casa Bianca: si sarebbero ritrovati a pagare un prezzo altissimo. [...]
Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi
vladimir putin ali khamenei
donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran
vladimir putin arriva in iran
VLADIMIR PUTIN - DRONI - IRAN RUSSIA
VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E IL DISASTRO IN IRAN
