salvini isoardi

SNIFF! - LA “JENA” BARENGHI SU “LA STAMPA” LANCIA LA ZAMPATA: “È PIENO DI GENTE CHE SI INDIGNA PER UNA CANNA E "PIPPA" COCAINA”. OVVIAMENTE MARCO GIALLINI NON PARLAVA DI SALVINI - LA POLEMICA DEL MINISTRO DELL’INTERNO CON IL GRILLINO MANTERO E IL SUO DDL PER LIBERALIZZARE LA CANNABIS: “NON PASSERA’ MAI”

RICCARDO BARENGHI

1 - OVVIAMENTE

Jena per “la Stampa”

 

«È pieno di gente che si indigna per una canna e "pippa" cocaina». Ovviamente Marco Giallini non parlava di Salvini.

 

2 - CANNABIS, MANTERO (M5S): ‘DISCUTERE LA LEGGE PER LIBERALIZZARLA AL PIÙ PRESTO’. SALVINI: ‘NON PASSERÀ. NON È NEL CONTRATTO’

Da https://www.ilfattoquotidiano.it

 

“Non passerà mai e non è nel contratto di governo”. Così il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha commentato la proposta di legge del Movimento 5 stelle sulla liberalizzazione della cannabis, presentata al Senato da Matteo Mantero. Il leader del Carroccio ha parlato a margine dell’inaugurazione della sede dell’Ugl a Milano ribadendo un concetto espresso già da molti esponenti sia della Lega che di Forza Italia.

 

salvini isoardi

Immediata la risposta del senatore: “Esiste il contratto  – ha detto all’Adnkronos – ma anche la Costituzione, che dà al Parlamento la centralità del potere legislativo. Il governo dovrebbe farsi da parte senza mettere in forse l’equilibrio della maggioranza e lasciare che il Parlamento faccia il suo percorso, con maggioranze anche trasversali”. Irremovibile però il titolare del Viminale che ha ulteriormente ribattuto in una diretta Facebook: “Se dobbiamo sconfiggere davvero la criminalità togliamo dalle strade la prostituzione a cielo aperto, come fanno in altri paesi. Pensiamo a questo piuttosto che pensare a legalizzare le canne”.

salvini isoardi

 

Sulla stessa linea il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio: “Non perché l’ha detto Salvini, ma semplicemente perché tutte le volte che Gian Marco Centinaio esce dal contratto di governo si alza il collega dei 5 Stelle e dice ‘non è nel contratto di governo’, e quindi quello che dirò ai colleghi è ‘non è nel contratto di governo’. Facciano un governo con qualcun altro”.

 

Il disegno di legge è arrivato a Palazzo Madama il 9 gennaio e propone di consentire l’autoproduzione e la detenzione di piccole quantità di marijuana da poter usare a scopo ricreativo. “La notizia del ddl cannabis è sbarcata anche in Brasile. Manca solo più la Kamcatka e abbiamo raggiunto (quasi) tutti gli obiettivi. Detto questo conto di iniziare a parlarne in Parlamento il prima possibile, con buona pace di Fontana”, ha scritto ieri sera su Facebook Mantero, rispondendo al ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, che aveva bocciato il provvedimento.

 

centinaio

Anche Fontana come Salvini aveva sostenuto che la proposta “non era stata concordata”. “Si tratta di un tema che non è nell’agenda della Lega. Ci sorprende quindi che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro”, aveva detto non appena presentato il documento.

 

Anche il forzista Stefano Mugnai aveva commentato l’idea: “Il senatore Mantero gioca su un terreno scivolosissimo che riguarda la salute dei cittadini e dei nostri giovani in particolare”. Critica anche la Comunità di San Patrignano: “Se fa male perché legalizzarla? È una contraddizione. No a qualsiasi shop di droga, a qualsiasi utilizzo, a qualsiasi modalità di assunzione”, aveva detto il responsabile comunicazione e prevenzione, Antonio Tinelli.

 

Matteo Mantero

Appoggio invece dai Radicali Italiani e dall’Associazione Luca Coscioni, tra i principali sostenitori della liberalizzazione, e da Beppe Grillo. “Trovate qualche motivo per non legalizzare la marijuana?”, ha twittato ieri il fondatore del Movimento, sostenendo Mantero e la sua proposta. “Siamo certi che molti sostenitori, ed eletti, della Lega sono privatamente a favore, in politica occorre assumersi delle responsabilità, niente di meglio che discuterne liberamente e apertamente nelle sedi opportune” ha scritto l’ex senatore Radicale Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni.

 

cannabis 2

“Noi abbiamo raccolto oltre 68mile firme – ha sottolineato Perduca – per chiedere una regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e per depenalizzare l’uso e detenzione di tutte le altre sostanze. Tutte misure che, tra le altre cose, aiuterebbero il lavoro di chi vuole garantire sicurezza anche attraverso la lotta alla criminalità organizzata. Il Parlamento ne discuta e vedremo quel che succede“.

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…