GRAN CABARET “FARSA ITALIA” - IL BANANA CONTRO FITTO E LA CARFAGNA: “L’HO CREATA IO E ORA MI TRATTA COSÌ”- TOTI VA IN TOUR AL SUD PER ACCREDITARSI - IL TESORIERE BIANCONI: “QUI AFFONDA TUTTO E QUELLI CANTANO CON DUDÙ”

Paola Di Caro per il "Corriere della Sera"

raffaele fitto silvio berlusconi raffaele fitto silvio berlusconi

Avanti, ma piano. Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di concedere a Raffaele Fitto una vittoria, né sostanziale né di immagine. E ieri, in un vertice a palazzo Grazioli con lo stato maggiore del partito, ha ribadito tutta la sua irritazione per le uscite che «non servono ad altro che a danneggiarci» e la sua convinzione che non si debba dare soddisfazione né al «ribelle», né a chi — deludendolo molto come Mara Carfagna «una che io ho creato e adesso mi tratta così» — pretende di avere con lui l’ultima parola.

TORTA DI COMPLEANNO PER BERLUSCONI NITTO PALMA CARFAGNA TORTA DI COMPLEANNO PER BERLUSCONI NITTO PALMA CARFAGNA

L’ordine di scuderia ai suoi è quello di tenere bassi i toni, di non provocare tensioni né rotture. Ma, ad oggi, l’ex premier non sembra avere alcuna intenzione di muovere passi verso Fitto per ricucire lo strappo: «Ha deciso di isolarsi, non mi fido di lui, ormai agisce per conto suo».

Certo, da qui all’Ufficio di presidenza, che si terrà non prima della fine della prossima settimana e forse anche dopo proprio per far decantare la situazione, è possibile che i contatti tra Berlusconi e l’ex ministro riprendano. Anche se, fra i fedelissimi dell’ex Cavaliere, non c’è alcuna intenzione di favorirli: «Non bisogna legittimarlo, non è uno scontro tra lui e te presidente, se vuole parla con noi», è stata l’opinione comune.

BERLU E CARFAGNABERLU E CARFAGNA

Sì, perché, e lo capiscono bene i big del partito, far passare lo scontro sulle Primarie chieste da Fitto come un duello tra lui e il leader è già un modo per mettere l’ex governatore sul piedistallo. Mossa pericolosissima, che potrebbe anche far crescere i consensi dello sfidante, ad oggi certamente minori di quelli sui quali può contare non solo Berlusconi, ma anche il gruppo di big che gli è accanto, da Toti a Verdini.

Dunque, non bisogna «cadere nella trappola» del botta e risposta, ma nemmeno concedere alcunché. Ieri, nel vertice, si è ribadito che si andrà avanti sulla linea che era stata tracciata allo scorso Ufficio di presidenza, ma che poi non era stata ufficializzata proprio per l’opposizione di Fitto.

berlusconi alfano santanche verdini lupi berlusconi alfano santanche verdini lupi

Berlusconi — questa potrebbe essere l’unica concessione — dovrebbe solo illustrarla (senza presentare un documento che andrebbe votato e sancirebbe la spaccatura) assicurando che dall’autunno si aprirà la stagione dei congressi comunali e provinciali e contestualmente procederà l’operazione di scouting di volti nuovi e di selezione sul territorio del meglio della classe dirigente. Obiettivo, un ricambio visibile ma non traumatico, che salvaguardi la struttura di partito ma permetta innesti di forze fresche.

BERLUSCONI E GIOVANNI TOTI ALLA BEAUTY FARMBERLUSCONI E GIOVANNI TOTI ALLA BEAUTY FARM

Già dalla prossima settimana, infatti, partiranno le prime riunioni dei comitati territoriali, e Toti è pronto per una sorta di «tour del Sud», a partire da Napoli e fino alla Sicilia (ieri al vertice c’erano i coordinatori campano e siciliano, De Siano e Gibiino), con l’obiettivo di far capire anche sul territorio che il referente del partito non può essere Fitto.

Ma Berlusconi confermerà anche la sua disponibilità a Primarie di coalizione, sia per mandare un messaggio ai possibili alleati, sia per dimostrare all’esterno che lo strumento preteso da una parte dei suoi per lui non è tabù.

laura ravetto ierilaura ravetto ieri

Ma solo a patto che non crei «divisioni interne e non sia usato per scalate ai vertici, che si possono scordare». E proprio ieri l’incaricata Laura Ravetto ha finito di redigere il regolamento — chiesto dallo stesso Berlusconi — sui diversi tipi di Primarie possibili.

Ma l’ex premier vorrebbe guardare oltre: «Non ci sono elezioni in vista, dobbiamo tornare ai temi programmatici, dobbiamo alzare il tiro contro gli errori del governo, rendere visibile la nostra opposizione». È previsto che si organizzino convention tematiche già entro l’estate, una sul fisco, e da oggi l’ex premier riprenderà le interviste televisive.

Antonio Martino Antonio Martino

Il tutto mentre l’opposizione interna si organizza. Perché il malessere c’è e resta. Antonio Martino consiglia a Fitto di «non raccogliere le polemiche e di continuare per la sua strada con serenità», Maurizio Bianconi si dispera: «È una cosa avvilente, mentre il Titanic va a fondo, quelli cantano con Dudù». E Fitto va avanti.

Nonostante i fedelissimi dell’ex premier — pur temendo qualche «scherzetto dei suoi in Parlamento, magari sulle riforme» — lo vedano all’angolo e si attendano da lui toni bassi e marcia indietro, l’ex ministro non si ferma. Oggi è il momento della campagna per i ballottaggi, poi si tornerà alla lotta. Con quale esito, si vedrà. 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…