antonio scurati benito mussolini adolf hitler

“LI UCCIDO E SALVO MILIONI DI VITE OPPURE NON LI UCCIDO E SALVO LA MIA?” – ANTONIO SCURATI IN “M. GLI ULTIMI GIORNI DELL’EUROPA” RACCONTA LA STORIA DI RANUCCIO BIANCHI BANDINELLI, L’ARCHEOLOGO "ANTIFASCISTA GENERICO" CHE VOLEVA FAR SALTARE IN ARIA HITLER E MUSSOLINI ALLA STAZIONE OSTIENSE DI ROMA – “SE LA GUERRA È STORICAMENTE NECESSARIA, VALE LA PENA DI SACRIFICARSI PER RIMANDARLA DI QUALCHE MESE? I POPOLI CHE SOTTRARREBBE AL MACELLO, GLIENE SAREBBERO GRATI?” - VIDEO

 

Incipit di “M. Gli ultimi giorni dell’Europa”, di Antonio Scurati (ed. Bompiani), pubblicato da “La Stampa”

 

M. GLI ULTIMI GIORNI DELL EUROPA

Ranuccio Bianchi Bandinelli

Roma, 3 maggio 1938

Stazione Ostiense

 

Li uccido e salvo milioni di vite oppure non li uccido e salvo la mia?

Questo il menu del secolo. Morire, essere ammazzati, scannati, scuoiati, farciti per il banchetto degli dei pestilenziali, quella è un'ovvietà. Uccidere, però, è ben altra cosa. Uccidere o non uccidere, il dilemma è tutto qui.

 

L'attesa è stata lunga, spossante, settimane di fantasticherie e impotenza.

Lui è soltanto un professore - un archeologo, uno studioso di arte antica, bassorilievi romani e sarcofagi etruschi - che l'ottusità di burocrati ministeriali ha catapultato dalla sua cattedra dell'Università di Pisa sulla ribalta della storia. E per far cosa, poi? La guida turistica ai carnefici in visita di Stato.

 

ANTONIO SCURATI GLI ULTIMI GIORNI DELL EUROPA

Per settimane si è tormentato. Foderarsi di esplosivo (ma chi glielo dava l'esplosivo)? Affidarsi alla vibrazione sicura delle armi da taglio (ma chi glielo dava il coraggio di squarciare una gola)? Indicare a un complice il punto esatto in cui l'auto presidenziale avrebbe, su sua indicazione, rallentato e abbassato i finestrini per ammirare un palazzo o un panorama? Ma complici non ne aveva.

 

Ha perfino fatto le prove, il professore. È uscito di casa a orari improbabili per scoprire se era sorvegliato. Nulla. Si è mostrato in pubblico con notori antifascisti, persino a piazza Venezia e nelle trattorie vicine, per accertare l'eventuale controllo di polizia. Niente di niente. Tutto sarebbe stato possibile. Possibile e inverosimile. Ora, però, la vigilia è finita.

antonio scurati foto di bacco

 

Tre convogli speciali provenienti dalla Germania sono entrati in orario nella stazione di Roma Ostiense, costruita apposta per ricevere con massima pompa i barbari calati dal Nord di fronte alla Porta San Paolo. È una stazione grandiosa, magniloquente, monumentale, una stazione di carta pesta.

 

Ci vorranno anni prima che sia pronta per ricevere il traffico passeggeri ma questo non importa, importa che lo scenario sia allestito, che i lampioni, gli alberi, le traversine siano piegati sotto la massa di bandiere, orifiamme, fasci littori e croci uncinate.

 

Antonio Scurati 1

Eccolo il condottiero, la "guida" (niente affatto turistica). Il suo piede è il primo a saggiare il predellino. Atteso da un re, dai dignitari della sua corte, da un dittatore, dai gerarchi del suo Partito, da principi e da ministri, da generali dell'esercito, della marina, dell'aeronautica, da mogli e concubine, dal corteo dei vivi e dei morti; salutato con gioia dalle Reichsfrauen, le mogli dei pezzi grossi del Terzo impero germanico, affacciate ai finestrini; scortato da un nugolo di SS armate di pugnale, il Cancelliere risale la banchina ferroviaria verso la città eterna.

adolf hitler e benito mussolini in italia nel maggio 1938

 

A prima vista, per quanto ci si sforzi, non si riesce a trovarlo repulsivo. Composto, ordinato, quasi modesto. Quasi servile, anche. Una personalità di aspetto subordinato: qualcosa come un controllore del tram.

 

Le mani guantate di grigio, incrociate sul ventre con il pollice all'altezza del cinturone, un po' curvo di dorso, piegato in avanti, l'occhio vago e acquoso, sospeso in una sorta di atonia. Insomma, Adolf Hitler non ha il physique du rôle del tiranno da assassinare.

Riguardo all'altro, invece, il professore non avrebbe dubbi.

 

RANUCCIO BIANCHI BANDINELLI

A Ranuccio Bianchi Bandinelli Benito Mussolini appare odioso, grottesco e bruttissimo. Gli pare cammini come un burattino, con curve e mosse oblique del capo, che vorrebbero mitigare la sua mole massiccia ma sono soltanto goffe e sinistre. Il suo viso turgido, lo sguardo lucido, la pelle grassa, il sorriso forzato sono, secondo il professore, al costante servizio di un'incessante commedia puerile.

 

benito mussolini adolf hitler

Lo studioso di belle arti, gran borghese con sangue aristocratico, esteta raffinato con velleità di redentore, non prova repulsione per il Führer del nazismo ma non esiterebbe a uccidere il Duce del fascismo, e soltanto perché questi ha la presenza antipatica di certi boriosi agenti di campagna che sanno di essere i più abili sul mercato del bestiame.

 

Non esiterebbe se fosse l'uomo delle sue fantasticherie ma, essendo quello che è, il professor Bianchi Bandinelli esita. Esita perché per lui l'antifascismo è una manifestazione spontanea di talune vaghezze morali, un'espressione del suo gusto estetico, una questione di aristocrazia, di nobiltà, di stile, ma niente di più.

 

Esita perché lui è l'antifascista generico. Senza una precisa direttiva politica, senza un programma, senza un destino. Fino a oggi, la sua dissidenza si è limitata a disertare le cerimonie d'inaugurazione dell'anno accademico, a deridere i colleghi che vi tenevano discorsi encomiastici, al sarcasmo e alla sprezzatura.

adolf hitler e benito mussolini

 

Non è con questo armamentario che si fa la Storia. La Storia la fanno gli altri, i commedianti puerili, i burattini sgraziati, le mani guantate di grigio con i pollici incrociati all'altezza del cinturone.

 

E, poi, che diamine è questa Storia? Si lascia condurre per mano come un ragazzino, la Storia? Può bastare il clangore di un'esplosione, il sibilo di una coltellata a deviarne il corso? Non dubita il professore che Adolf Hitler e Benito Mussolini, i suoi due allievi d'occasione, precipiteranno presto il mondo in un'altra guerra mondiale, ma si chiede: la loro scomparsa improvvisa e violenta, la eviterebbe?

adolf hitler e benito mussolini 6

 

Se la guerra è storicamente necessaria, vale la pena di sacrificarsi solo per rimandarla di qualche mese? E se anche lui si sacrificasse, i popoli che sottrarrebbe al macello, gliene sarebbero grati o troverebbero solo parole di compianto per le sue vittime?

 

adolf hitler e benito mussolini 4

Troppe domande. Hitler e Mussolini, sospinti dal loro codazzo, si sono già mossi verso l'uscita della stazione. Il professore, risucchiato nel centro gravitazionale del loro magnetismo, dimentica di colpo ogni sua tenebrosa macchinazione.

 

adolf hitler e benito mussolini 2

Avendo scelto da molto tempo di prendere posto tra gli spettatori anziché tra gli attori, resta in lui soltanto la curiosità di poter veder da vicino. Quella curiosità, e l'orrore della creatura al pensiero della propria distruzione.

Ranuccio Bianchi Bandinelli con Mussolini e Hitler Ranuccio Bianchi Bandinelli

mussolini hitler

Ultimi Dagoreport

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...