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PRESIDENZIALI FATTE A MAGLIE - UN PAIO DI MATTANE DA RICORDARE: LE NAZIONI UNITE CHE ESORTANO GLI AMERICANI ALL'ESTERO A VOTARE CONTRO TRUMP (E POI CANCELLANO IL TWEET) E ''USA TODAY'' CHE ENDORSA HILLARY LINCIANDO TRUMP - L'ANALISI DEGLI 11 STATI IN BILICO, GLI UNICI CHE DECIDERANNO LE ELEZIONI: CHI È AVANTI, QUALI SONO I MARGINI

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

Un paio di mattane  di quelle che verranno ricordate  tra le perle del 2016: il quotidiano Usa-today si lancia in un endorsement della Clinton che più che altro è un linciaggio di Donald Trump, scelta già stravagante;  tra le accuse che  gli muove c’è quella di non essere adatto a fare il comandante in capo e di essere un bugiardo. Sono accuse legittime, non fosse che dall'altra parte c'è la Signora delle bugie su mail e salute, c’è un comandante in capo futuro decisamente criticabile come ex segretario di Stato sul disastro della Libia. Di ciò si tace.

 

nazioni unite schierate anti trump
nazioni unite schierate anti trump

 L'agenzia di stampa delle Nazioni Unite invece trasmette un tweet, che poi cancella dopo 20 minuti e nega di aver mai emesso, in cui invita 8 milioni di americani che vivono all'estero a bloccare Trump usando un link che li aiuterà a tutti a votare. Il link è una pagina web intitolata “la sorpresa di ottobre che farà fuori Trump”; consente di iscriversi e registrarsi per votare e far votare l’8 novembre dall'estero. A giornalisti increduli ,ma niente deve stupire quest'anno, il capo della sezione notizie delle Nazioni Unite, Ari Gaitanis, ha detto che si è trattato di un errore, che non è mai stata una iniziativa delle Nazioni Unite. Ah, crederci……

 

Scampoli  di sondaggi nervosetti di fine settembre. Il Los Angeles Times non ha dubbi: Hillary Clinton finisce il mese male, 41,7% contro il 47,3 di Donald Trump; Rasmussen reports continua sulla sua linea di sostanziale parità, ma la Clinton sale al 43% Trump è al 42, il terzo incomodo, il libertario Gary Johnson, scende al 6%. I sondaggisti di Rasmussen precisano che  quell’ 1 percento è insignificante, ma di nuovo c'è che ormai l'82 per cento degli elettori dicono di essere sicuri,sanno per chi voteranno l’8  novembre, e tra costoro la Clinton ha un 49% di vantaggio rispetto al 47% di Tramp. Invece tra quelli che fanno sapere di essere ancora disponibili a cambiare idea, Trump è al 38% la Clinton al 34.

 

HILLARY CLINTON ALLE NAZIONI UNITEHILLARY CLINTON ALLE NAZIONI UNITE

Se i dati sono più o meno questi, e anche sulle issues sembrerebbe registrarsi una sostanziale parità o testa a testa perché gli elettori ritengono la candidata democratica più qualificata del repubblicano per fare il presidente, ma sono profondamente in sintonia con Trump sulla politica di sicurezza e di polizia, e temono un aumento delle tasse ulteriore con lei, ecco, se i dati sono questi, invece Stato per Stato di quelli  ritenuti campo di battaglia, di quelli che oscillano nell'assegnare la maggioranza a repubblicani o democratici, Hillary Clinton viene da giornali e tv data in avanzata e con maggiori possibilità di diventare presidente.

 

E’ la verità, o ancora una volta c’è l’aiutino? Negli Stati Uniti I cittadini non votano direttamente per il presidente, ma per i cosiddetti “grandi elettori“, che sono quanti il numero di deputati più i senatori. Negli Stati Uniti i deputati, 438,sono in proporzione agli abitanti degli Stati, i senatori, 100, sono 2 per Stato indipendentemente dalla popolazione. E’ un criterio, e un numero complessivo, che andrebbero segnalati a PittiBimbo e ai suoi comitati per il Si, ma sarebbe fiato sprecato. Il voto è Stato per Stato,riflette la struttura federale del Paese, e il sistema è maggioritario in tutti gli Stati tranne che in Maine e Nebraska.

la clinton su florida tvla clinton su florida tv

 

Ciò significa che, anche per un solo voto di differenza, un candidato si aggiudica  tutti i grandi elettori di uno Stato perché la regola è che ‘winner-takes-all’, chi vince prende tutto. Contano quindi Stati particolarmente popolosi come Ohio o Florida che, proporzionalmente al numero dei loro residenti, scelgono rispettivamente 18 e 29 grandi elettori. Il Collegio elettorale degli Stati Uniti, composto dai grandi elettori, sceglie poi presidente e vicepresidente. Questo è il numero dei grandi elettori Stato per Stato.

 

 – California (55), Texas (38), Florida (29), New York (29), Illinois (20), Pennsylvania (20), Ohio (18), Georgia (16), Michigan (16), North Carolina (15), New Jersey (14), Virginia (13), Washington (12), Arizona (11), Indiana (11), Massachusetts (11), Tennessee (11), Maryland (10), Minnesota (10), Missouri (10), Wisconsin (10), Alabama (9), Colorado (9), South Carolina (9), Kentucky (8), Louisiana (8), Connecticut (7), Oklahoma (7), Oregon (7), Arkansas (6), Iowa (6), Kansas (6), Mississippi (6), Nevada (6), Utah (6), Nebraska (5), New Mexico (5), West Virginia (5), Hawaii (4), Idaho (4), Maine (4), New Hampshire (4), Rhode Island (4), Alaska (3), Delaware (3), District of Columbia (3), Montana (3), North Dakota (3), South Dakota (3), Vermont (3), Wyoming (3).

 

donaldtrumpthemoviedonaldtrumpthemovie

Vince chi ottiene almeno 270 voti elettorali. Prendiamo cinque Stati  battleground fondamentali come la Florida, Ohio, Iowa, Nevada e North Carolina. Complessivamente eleggono 74  grandi elettori. La Florida nel 2000 assegnò una contestatissima vittoria a George Bush, rivelatasi dopo un anno di indagine indipendente del tutto legittima, ma certamente quell'anno Al Gore prese mezzo milioni di voti popolari in più e si cominciò a porre il problema della schizofrenia tra voto popolare e voto elettorale. Nel 2008 e nel 2012 La Florida ha votato per Barack Obama; la Clinton ci ha speso 20 milioni di dollari solo di spot pubblicitari contro 700 mila in tutto spesi da Donald Trump.

 

È uno Stato prevalentemente abitato da pensionati, abbastanza impermeabili alle crisi economiche di identità, ma gli accordi con Cuba incideranno sulla decisione dei cubano americani. Tra gli elettori registrati la candidata democratica è avanti di 8 punti, un recente sondaggio sugli elettori probabili li dà invece alla pari. Dello Ohio si dice che chi vince qui vince in tutta la nazione, ma non è l'unico stato a detenere questa convinzione. Certo, è uno Stato che ha votato dal 1960 sempre il candidato che ha vinto.

 

La Clinton ci ha speso i soliti 20 milioni di dollari in spot tv, Trump ha speso quasi 2 milioni, è lo stato in cui ha investito di più. Ed è lui ad essere avanti, 46 a 41. ln Iowa 7 milioni di dollari spesi da lei in tv, 200mila da lui, nei sondaggi 47% lei e 44% a lui. In Nevada tutti e due i candidati hanno speso molto perché è proprio uno Stato non sicuro per nessuno dei due: per lei siamo intorno ai soliti venti milioni mentre Trump ha superato il milione e 200mila.

donald e melania trumpdonald e melania trump

 

Gli ultimi sondaggi danno il repubblicano a 45, la democratica al 44. Infine il North Carolina è un vero battleground State, che di solito vota repubblicano ma le ultime due lezioni ,anche perché ci sono arrivati un sacco di giovani, ha dato la vittoria a Barack Obama. Nel 2016, con 17 milioni di dollari spesi d lei  e cerca 3 spesi da Trump,è avanti Hillary Clinton, ma il vantaggio si è ridotto negli ultimi tempi e secondo l'ultimo  sondaggio della Winnipiac University, lei  è al 47, lui è il 43, con un margine di errore del 3,5 %.

 

I margini di errori sono più o meno sempre gli stessi in tutti i sondaggi, i soldi che ho elencato finora sono solo quelli spesi per spot pubblicitari televisivi, perché la spesa complessiva dei candidati è infinitamente più alta se tenete conto che ci sono centinaia di volontari, impiegati e funzionari, con uffici in ognuno degli Stati. I cinque Stati  presi in esame sono tra gli undici che di solito decidono chi vince perché a differenza degli altri 39 non sono solidamente e storicamente o repubblicani o democratici, chiunque sia il candidato del partito; ma  ancora una volta danno un risultato sostanzialmente di testa a testa  o comunque di vantaggio non sufficiente, una realtà modificabile di qui al voto.

donald trump convention 2donald trump convention 2

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