1. MA CHE MALE ABBIAMO FATTO PER MERITARCI AIRONE PASSERA? PER L’ENNESIMA VOLTA ANNUNCIA AL CORRIERE DEL FIDO DE BORTOLI IL PROPRIO INGRESSO IN POLITICA 2. DA ALITALIA AL SULCIS, DALL’AGENDA DIGITALE ALLE FREQUENZE TV (ASTA E RIORDINO), PASSANDO PER DERIVATI E TRENI PRIVATI, ILVA E SOLDI A MADEIRA, TRENI SMONTEZEMOLATI NTV E SCELTA CIVICA, ECCO I DIECI BUONI MOTIVI PER CUI IL MARITO DI GIOVANNONA SALZA DOVREBBE APRIRE UNA BELLA PIZZERIA E GODERSI LA PENSIONE

DAGOREPORT

1. AGENDA DIGITALE - Annunciata in pompa magna più volte dal ministro dello Sviluppo del governo Monti. Promessa e spacciata come "operativa" in decine di interviste. Dopo otto mesi di governo, lo stesso Enrico Letta sta ancora tentando di capire che cos'è, tra decreti mancanti e stanziamenti sospesi o inutilizzati.

2. ALITALIA - Primavera 2008, Alitalia come al solito è al tracollo e Romano Prodi come al solito sta per venderla a qualche straniero, nella fattispecie Airfrance. Ma arriva Silvio Berlusconi e ci fa sopra la campagna elettorale chiamando a raccolta "i Patrioti". S'incarica di organizzare la crociata il nostro eroe, all'epoca ad di Banca Intesa. Il risultato è il disastro che oggi è sotto gli occhi di tutti. Mentre è meno noto che se l'operazione si è accompagnata alla fusione-sparizione di Air One è solo perché bisognava salvare le banche creditrici da un bagno di sangue tutto privato.

3. DERIVATI E NON SOLO - Mentre con Renzie arriva finalmente al potere un politico senza problemi giudiziari pregressi e che non deve guardarsi le spalle dal "partito delle procure", Passera rischia nelle prossime settimane il processo a Trani per lo scandalo dei derivati venduti a piccole imprese e famiglie. E' in buona compagnia (da Abramo Bazoli a Luigi Abete) e vale anche per lui la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Ma in politica un passato troppo corposo ti si ritorce continuamente contro. Come quello da ad della Olivetti nei primi anni Novanta, che gli è appena costato un avviso di garanzia per i morti a causa dell'amianto.

4. FREQUENZE TV (ASTA E RIORDINO) - Da ministro, fin dal dicembre del 2011, Passera ha fatto ricche promesse sull'assegnazione delle frequenze tv. Ha bloccato la cessione gratuita che stava organizzando il governo Berlusconi e ha annunciato incessantemente per mesi un'asta che poi non si è mai tenuta. Bloccata da burocrazie nazionali ed europee, certo. Ma alla fine la faccia non doveva mettercela lui?

5. ILVA - Totalmente impalpabile il ruolo di Passera ministro anche sul dossier Ilva. Rilascia per mesi e mesi roboanti dichiarazioni sulla salute dei cittadini e sull'Iva che però non deve chiudere perché "sarebbe un danno da 8 miliardi". Polemizza con i giudici che fanno le inchieste, ma non mette soldi sul tavolo per soluzioni alternative perché l'Austerity del governo Monti non lo consente. Come al solito, viene fuori che da banchiere ha riccamente finanziato anche le imprese di Emilio Riva.

6. MADEIRA - Nell'estate del 2010 un bravo segugio del Corriere, Mario Gerevini, scova una società della famiglia Passera con un tesoretto da 10 miliardi a Madeira. Il futuro ministro spiega che la società, attiva nel settore alberghiero e gestita dal fratello, in realtà aveva ottenuto un mutuo dal San Paolo per fare un'operazione a Madeira che poi purtroppo è sfumata. Benissimo. Tenere i soldi in un noto paradiso fiscale, anziché in una gestione privata di Intesa San Paolo, non è stata però una scelta da apprendista statista.

7. NTV - Ed è sempre del 2010 un'altra coraggiosa impresa di Corrado Passera, sul finire della sfolgorante epoca della "banca di sistema": i treni privati. Il manager comasco si mette al fianco di Luchino di Monteprezzemolo e del suo giro per far nascere Ntv, la società dei treni Italo. Piani di crescita spettacolari e capitali a iosa dalle banche, a cominciare da Intesa che si prende anche una quota del 20%. Dopo tre anni, nessun piano centrato, management cambiato, rosso da paura e il micidiale monopolio di Trenitalia che aspetta con il ghigno "l'Alitalia del binario". Con Passera a Palazzo Chigi, potrebbero giusto nazionalizzarla.

8. SALERNO-REGGIO CALABRIA - Non è ovviamente colpa sua se l'autostrada è quello che è. Ma un manager "che viene dal privato", una volta ministro, poteva almeno astenersi da annunciare la fine dei cantieri come un Pomicino o un Gaspari. E invece anche Passera ha promesso in varie occasioni "la fine dei lavori entro il 2013".

9. SCELTA CIVICA - Il Passera che da mesi e mesi prepara "uomini e progetti" per un'Italia migliore aveva l'occasione di entrare in Parlamento abbastanza comodamente. Mario Monti lo voleva in Scelta Civica e Comunione & Fatturazione anche, ma lui rifiutò sdegnosamente. Quella che oggi potrebbe sembrare una scelta lungimirante, visto lo spappolamento del partito che sfiorò il 10%, in realtà si spiega molto semplicemente: Passera voleva esserne "l'amministratore delegato", ma gli altri non erano d'accordo.

10. SULCIS - Nel pieno delle proteste dei minatori sardi, il ministro Passera va finalmente nel Sulcis "a portare l'attenzione del governo". E' il 13 novembre e la missione è un tale successo di vicinanza umana che il signor ministro scappa via in elicottero. "Ho dovuto usare l'elicottero perché c'era un blocco stradale", si giustificò qualche giorno più avanti.

11. TAXI - Come ogni buon ministro moderno, anche Passera ha annunciato il suo bel pacchetto di liberalizzazioni. E naturalmente ha iniziato dai taxi, uno dei grandi poteri forti della nazione. Solo che appena loro hanno fatto bau - e ai tassisti va detto che viene parecchio bene - il pacchetto di misure governativo ha perso per strada un buon 60% dell'impatto previsto. Ma c'è da scommettere che, se tornerà in politica, Passera questa volta non lascerà più scampo a questi maledetti taxi che non si trovano mai.

 

 

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