COSA MANCAVA AL “FRONT NATIONAL” PER SFONDARE? UN PO’ DI FROCERIA! IL NUMERO DUE DI MARINE LE PEN, FLORIAN PHILLIPOT, ACCUSATO DI ESSERE A CAPO DI UNA LOBBY GAY!

Alessandro Oppes per "Il Fatto Quotidiano"

Per il filosofo Bernard Henry-Levy è solo "l'operazione di marketing politico più rozza degli ultimi tempi". Ma, in tutta evidenza, è un'operazione che comincia a far breccia nel cuore e nelle menti dei francesi, se hanno un senso i sondaggi che assegnano ormai un posto di primissimo piano al Front National, indicato come possibile primo partito in vista delle Europee della prossima primavera, e che riconoscono in Marine Le Pen uno dei leader politici più popolari di Francia, quasi alla pari con il polemico ministro dell'Interno Manuel Valls.

C'è chi nega persino che l'estrema destra abbia davvero portato a compimento quel presunto "maquillage" politico di cui viene accreditata (e in effetti, a lavorare d'emeroteca, è ancora facile trovare in abbondanza dichiarazioni dei suoi dirigenti intrise di spirito xenofobo o razzista).

Ma quel che conta, in politica, è la percezione. E nel caso del Fn, il partito fondato 40 anni fa - sul modello dell'Msi di Almirante, con tanto di simbolo della fiamma - dal padre dell'attuale leader, Jean-Marie Le Pen, fascista ed ex militare, accusato di tortura durante la guerra d'Algeria, la percezione attuale è quella di un movimento "presentabile". Una formazione seria e rispettabile, la considerano ormai - a torto o a ragione - milioni di elettori, dopo che è stata sdoganata, in modo anche traumatico, sulla stampa e nel dibattito politico.

Appena due anni fa, faceva scandalo, prima ancora che venisse dato alle stampe, un pamphlet dal titolo "Vive Le Pen" scritto da Robert Ménard, fondatore ed ex-segretario generale di Reporters sans Frontières, algerino di nascita figlio di pieds-noirs rientrati in Francia nei primi anni Sessanta e, in gioventù, militante trotskista.

"Non ho mai votato e non voterò Le Pen", si affannava a spiegare a chi lo accusava di un'improvvisa deriva fascista. E giustificava la provocazione come una sfida a quella "piccola élite politico-mediatica che tratta gli elettori del Front National come dei cretini perduti". Oggi Ménard è candidato sindaco nella sua Béziers, nel Midi francese, e l'Fn si sdebita garantendogli un sostegno convinto.

Sul carro della destra sono salite negli ultimi tempi, più o meno a sorpresa, vecchie glorie dl calibro di Alain Delon e Brigitte Bardot. Dimostrazione ulteriore dell'efficacia della strategia d'immagine adottata da Marine Le Pen, che pur senza rimuovere del tutto la vecchia guardia del partito (nell'ombra, l'85enne Jean Marie vigila e svolge ancora le funzioni di grande suggeritore) ha creato una classe dirigente nuova di zecca, in cui riesce a far convivere, sapientemente, l'ala estrema con una più vagamente moderata. Tra i "duri", spicca il suo compagno Louis Aliot. Ma il vero numero due del partito è il giovanissimo (32 anni) e brillantissimo Florian Philippot, formato all'Ena e rappresentante del volto amabile del Front. Più "mariniste" che "lepéniste".

I suoi rivali dell'ala più estremista del partito lo accusano di essere alla guida di una presunta "lobby gay" che avrebbe un'enorme influenza su Marine.

 

marine le pen Marine Le Pen marine le pen Alain Delon e Marine Lorphellin a Cannes gigi rizzi e brigitte bardot Gigi Rizzi e Brigitte Bardot ALAIN DELON

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