massimo mantellini calenda

SOCIAL POLITICS – MANTELLINI E LE STRATEGIE SUI SOCIAL NETWORK DEI POLITICI: “CON SALVINI QUALCOSA STA CAMBIANDO. NON CONTANO SOLO I NUMERI, MA LA QUALITÀ DELLE INTERAZIONI. CALENDA È INGENUO. CON LA FOTO NEL LAGHETTO VOLEVA FARE AUTOIRONIA MA HA SOTTOVALUTATO GLI EFFETTI” – “DI MAIO È PIÙ ISTITUZIONALE, MA LA COMUNICAZIONE DIGITALE È UN PICCOLO MONDO, FUORI C’È LA VITA REALE E…”

Concetto Vecchio per “il Venerdì di Repubblica”

 

CALENDA IN COSTUME APPENA USCITO DAL LAGHETTO DI MONTAGNA

Quando telefoniamo a Massimo Mantellini i social sono in ebollizione per la foto postata su Twitter da Carlo Calenda in costume da bagno davanti al laghetto alpino con il cigno sullo sfondo.

«I social possono dare alla testa?», gli chiediamo. «Può capitare», ride.È un esperto della rete, autore di Bassa risoluzione (Einaudi, pp.144, euro12).

 

Dopo l' ultimo flop della piattaforma online M5S Rousseau sul processare o meno Salvini per la nave Diciotti, ha fatto discutere il suo blog sul Post dove sosteneva che ai Cinquestelle dell' affidabilità del loro sito in fondo importa poco.

 

Che cosa voleva dire?

SALVINI MANGIA LA NUTELLA

«Che da sempre il sito web del M5S ha importanti problemi di sicurezza e di funzionalità. E il fatto che non si riesca a migliorarlo fa pensare che quella piattaforma sia prevalentemente un oggetto estetico, utile per mostrare all' opinione pubblica che loro ascoltano la base. Ma se vuoi davvero presentarti come il campione della democrazia orizzontale la tua trasparenza dovrebbe essere totale, l' aspetto tecnologico riveste la massima importanza».

 

Non è sorprendente per un partito che è nato nella rete?

«Ma era già così ai tempi del blog di Grillo. Non c' era vera interazione nemmeno allora. Grillo, per esempio, non ha mai risposto a un commento».

 

rousseau voto sul processo a salvini 4

E quindi la retorica che li ha accompagnati fin qui è immeritata?

«Non del tutto. Però Casaleggio continua a teorizzare idee - uno vale uno, la democrazia elettronica, l' inutilità del giornalismo - nate con internet ma che in America sono tramontate già alla fine degli anni Novanta. Se sopravvivono qui da noi è perché la nostra cultura digitale rimane modesta».

 

La profezia di Grillo e Casaleggio sul declino del giornalista però non si è avverata.

grillo e casaleggio

«Sì, si è polverizzata la mediazione. Non solo sono precipitate le vendite dei giornali, ma anche i siti di informazione tra il 2006 e il 2016 sono cresciuti appena del 4 per cento. La gente s' informa soprattutto su Facebook: ogni giorno in Italia ci sono 30 milioni di profili aperti».

 

Delle votazioni online su Rousseau ci si può fidare?

«No, almeno fino a quando non accetteranno reali certificazioni esterne».

 

Quindi non possiamo sapere se gli esiti delle votazioni corrispondano ai dati reali?

MATTEO SALVINI SELFIE

«Purtroppo è così».

 

Ma le votazioni online le fanno anche altri partiti nel mondo?

«Che io sappia, no. Del resto è un' infrastruttura che può essere facilmente adulterata. Rousseau ha subito rimproveri sulla privacy dei dati anche dal Garante».

 

Perché Matteo Salvini ha così successo sui social?

«Perché ha puntato molto sulla comunicazione sentimentale. Aveva cominciato Barack Obama, quando si candidò la prima volta. Ma al massimo mostrava una sua foto su Flickr mentre giocava col cane. Oggi Salvini, ma non solo lui, ha estremizzato questo approccio di identificazione e tutto diventa macchietta e cabaret».

 

Cabaret?

«Sì, un teatrino grossolano per avvicinare il racconto di sé agli elettori. Anche Matteo Renzi a un certo punto fece qualcosa di analogo».

 

Però per Salvini sta pagando.

PIATTAFORMA ROUSSEAU

«Difficile dirlo. Qualcosa sta cambiando, a ben vedere. Non contano solo numeri, ma la qualità delle interazioni. Nel caso di Salvini, ma anche dei Cinquestelle, le critiche sono diventate più frequenti, più ruvide».

 

I social sono sopravvalutati?

«La comunicazione digitale resta un piccolo mondo. Ti dà l' illusione di una visibilità che è fallace.

Fuori, per fortuna, c' è ancora la vita reale. È quello che i politici di secondo piano, adusi a comprare i follower, non vogliono capire».

 

MATTEO SALVINI SELFIE A VENEZIA

Piuttosto sorprendente quello che sta dicendo...

«Quando Ivan Scalfarotto, nel 2005, si candidò alle primarie del centrosinistra, in rete ci fu un' ondata di entusiasmo. Tutti i blogger erano schierati per lui, salvo poi scoprire che aveva preso lo 0,62 per cento. E tutti a chiedersi: ma com' è stato possibile?».

 

Perché 40 mila italiani mettono un like alla foto delle frittelle di Salvini?

«Difficile dirlo. Forse per un meccanismo di identificazione. O forse molti amano le frittelle».

 

Luigi Di Maio è troppo magro per essere un buongustaio?

ivan scalfarotto

«In effetti Di Maio è più istituzionale nel raccontarsi. Però in genere il canone è ormai uguale per tutti, che siano politici di destra, di sinistra o Cinquestelle. E questa uniformità è deprimente. Il grillismo comunicativo ha fatto scuola.

 

Penso alla famosa card di Renzi accanto a Francesco Totti e la scritta: "Ci sono due capitani". Nessun politico comunica più in maniera sobria».

luigi di maio e alessandro di battista in auto 4

 

Calenda ha sbagliato per eccesso di narcisismo?

«Sarei indulgente. Credo che davvero volesse fare dell' autoironia, prendendo per i fondelli le pose dei sovranisti. Purtroppo ha sottovalutato gli effetti di quella foto».

 

Ma è un politico smaliziato, ogni giorno ingaggia colluttazioni verbali su Twitter.

«Invece penso che da un punto di vista social sia un po' ingenuo. Per esempio, rispondere sempre a tutti non è una buona idea. L' equivoco è dietro l' angolo».

 

Salvini e Di Maio non hanno mai postato la foto di un libro letto.

SALVINI SELFIE CON L'ASINO

«Sarei cauto nel trarre le conclusioni. È probabile che ciò significhi il fatto che non abbiano alcuna relazione con i libri. O forse è una scelta narrativa precisa».

 

Perché Di Battista ha esibito il figlio in quasi ogni post?

«Forse perché cinicamente funziona. Crea identità».

 

Sappiamo più noi follower, di questo bimbo, che i nonni.

«È un modo per raccontare sé stessi. Come quando Salvini si fa un selfie con una birretta».

grillo di maio casaleggio

 

L' aura che circonda i grandi della Prima Repubblica non sarebbe stata intaccata dal sapere cosa mangiavano, come dormivano, come si divertivano?

«C' è la famosa foto di Aldo Moro in spiaggia col vestito. Ho un ruolo da rispettare, diceva. Era una scelta. Sospetto che Enrico Berlinguer non avrebbe mai postato una foto del ragù».

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO