MINISTRI SERPENTI - PASSERA E FRIGNERO SI STANNO UFFICIALMENTE SULLE PALLE - LUI FA LA COLOMBA DELLA PACE INVITANDO AL DIALOGO LE PARTI SOCIALI SULL’ART. 18 (E PREPARA LA SVOLTA CATTOLICA), LEI FA L’ARPIA: “VA BENE IL PARERE DEI SINDACATI, MA ALLA FINE DECIDIAMO NOI” - I RUMORS PARLANO DI ANTIPATIE ANCHE TRA IL MINISTRO DEGLI ESTERI, TERZI DI SANT’AGATA, E IL TITOLARE DELLA DIFESA, L’AMMIRAGLIO DI PAOLA, COME SEMBRA NON CORRA BUON SANGUE TRA IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI ORNAGHI E QUELLO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE RICCARDI…

G.L.R. per "Libero"

Prima o poi doveva succedere. E infatti è successo. Anche i tecnici, in modo felpato, s'incazzano. E così pure nel sobrio governo di Mario Monti sono iniziati i primi screzi. Il più noto, avvenuto alla luce del sole, è quello tra il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, e la titolare del Welfare, Elsa Fornero. Il motivo del contendere è l'approccio alla riforma del lavoro e il modo di trattare con i sindacati.

Passera, infatti, auspica un cammino aperto alla concertazione e alla condivisione con le parti sociali. Il ministro per lo Sviluppo lo ha detto più volte ai suoi interlocutori. «Se sul lavoro andiamo avanti come sulle pensioni, andiamo a sbattere», ha spiegato ha chi lo ha incontrato nelle ultime ore. Non che Passera voglia farsi dettare l'agenda da Camusso e Angeletti, ma l'ex banchiere è convinto che su questi temi occorra ricercare la strada del compromesso e non quella del muro contro muro. Insomma, uno stile da colomba.

Con un occhio puntato al suo futuro politico, magari alla guida di un nuovo polo cattolico, nel dopo Monti. La Fornero, il falco, non è dello stesso avviso. Va bene ascoltare le parti sociali, va bene accettare i suggerimenti migliorativi, ma il governo deve avere già un piano e metterlo nero su bianco. Dunque, alla fine, si decide a Palazzo Chigi. Ieri, giusto per gradire, ha fatto trapelare la sua volontà di procedere con incontri bilaterali con le parti sociali. Il ministro del Lavoro ha già messo a punto una sua bozza di riforma della contrattazione.

E da giorni sta chiedendo al presidente del Consiglio di accelerare così da presentare una prima stesura della riforma già nel consiglio dei ministri precedente all'Eurogruppo del 23 gennaio. Nello stesso consiglio anche Passera presenterà una bozza per il piano di liberalizzazioni, primo step delle misure per crescite e sviluppo. Tra i due ministri - che insieme ad Antonio Catricalà, Enzo Moavero e Vittorio Grilli, sono le persone più a stretto contatto del premier - non siamo ancora allo scontro frontale, ma poco ci manca. E le malelingue raccontano l'ex banchiere non abbia gradito le lacrime della collega che hanno fatto il giro del mondo.

A suo parere sarebbero state un segno di debolezza. Quella tra Passera e Fornero, però, non è la sola diversità di vedute tra i ministri della squadra montiana. Per ora nulla di clamoroso, nessuno scontro frontale, nessuna litigata a voce alta, ma chi frequenta Palazzo Chigi racconta, per esempio, di una certa rivalità tra il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, e il titolare della Difesa, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola. Come anche sembra non corra buon sangue ma in questo caso la rivalità sarebbe più personale che politica - tra il ministri dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, e quello per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi.

 

passera e forneroGiulio Terzi di Sant Agata1 ammiraglio giampaolo dipaolaLORENZO ORNAGHI

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