matteo salvini ponte sullo stretto

SALVINI È FINITO IN UN VICOLO "STRETTO" – L’APERTURA ENTRO L'ESTATE DEL CANTIERE PER IL PONTE SULLO STRETTO, ANNUNCIATA DAL “CAPITONE”, È UN MIRAGGIO. IL COMITATO SCIENTIFICO SEGNALA 68 “MANCANZE” NEL PROGETTO DEFINITIVO: SI VA DALL’ASSENZA DI ESAMI SISMICI ADEGUATI AI DUBBI SULLA TENUTA IN CASO DI FORTE VENTO – I RITARDI SULL'OPERA SONO UN BOOMERANG PER IL LEADER LEGHISTA, CHE AVEVA PUNTATO TUTTO SULL'OPERA PER LA CAMPAGNA DELLE EUROPEE AL SUD – I DISSIDENTI DEL CARROCCIO: “CENTRALISTI E PONTISTI, COSÌ PERDIAMO CONSENSI”

1 - NIENTE TEST SU VENTI E SISMA NEL PROGETTO DEL PONTE FRENATA SULL’OPERA DI SALVINI

Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per “la Repubblica”

 

matteo salvini con il plastico del ponte sullo stretto di messina

Il parere è positivo, è vero. E comunque si tratta di «raccomandazioni», sottolineano dalla società Stretto di Messina spa. Vero. Ma il comitato scientifico esterno scelto per valutare la fattibilità della grande opera del Ponte sullo Stretto ha messo nero su bianco talmente tante osservazioni al progetto definitivo presentato dai privati, che l’idea del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di aprire il cantiere entro l’estate, come da tabella di marcia dal sapore elettorale, è un miraggio.

 

[…]  nelle 51 pagine della relazione il comitato, nominato dal ministero delle Infrastrutture di concerto con le Regioni, non ha potuto fare a meno di segnalare 68 “mancanze” nel progetto definitivo presentato dal consorzio Eurolink.

 

MATTEO SALVINI E IL PONTE SULLO STRETTO - MEME

Osservazioni che il comitato raccomanda di seguire nella presentazione del progetto esecutivo: l’unico, quest’ultimo, che può portare all’apertura di un cantiere. E i rilievi, tra l’altro, non sono formali e secondari ma sostanziali: riguardano l’acciaio da utilizzare, gli esami sismici, la tenuta in caso di forte vento.

 

«Questo progetto andava bocciato e rifatto uno nuovo — attacca il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli — per queste ragioni consegnerò questa relazione come integrazione all’esposto già inviato alla procura di Roma». La replica del ministro Salvini è secca: «Che qualcuno pensi che il governo costruisca un ponte destinato a crollare è assolutamente folle». E aggiunge l’amministratore delegato della Stretto spa Pietro Ciucci: «Il parere è positivo, ed esprime alcune raccomandazioni come previsto dalla legge».

 

pietro ciucci foto di bacco

Infatti il tema vero che emerge dai rilievi del comitato al progetto definitivo presentato dai privati, e sulla carta aggiornato a tempo di record rispetto a quello vecchio di 14 anni fa, riguarda i tempi: che saranno lunghi come scrive la stessa Eurolink rispondendo a una delle note del comitato scientifico guidato dal professore Alberto Prestininzi.

 

Quest’ultimo non certo un “nemico” del Ponte, anzi: Report lo incontrò nello studio dell’ex ministro Pietro Lunardi, vero deus ex machina di questo ritorno al ponte salviniano, che lo definiva «un amico di famiglia». Ma di fronte alle carte anche i più ben disposti devono mettere nero su bianco le cose che non vanno.

 

Ed ecco cosa si legge nella relazione: «Il comitato ritiene opportuno che in fase di progetto esecutivo si verifichi la robustezza della struttura del Ponte in maniera più ampia». Oppure: «Il comitato chiede lo svolgimento di analisi non lineari dell’impalcato soggetto a vento turbolento».

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - PONTE SULLO STRETTO E LEGGE FORNERO - VIGNETTA BY OSHO

La risposta del consorzio fa capire bene come i tempi non sia compatibili con quelli chiesti dalla politica e dal ministro (approvazione del progetto esecutivo entro luglio 2024).

Perché sottolinea come queste «analisi non lineari» sul vento siano «dispendiose in termini temporali».

 

Secondo alcuni ingegneri questi modelli non lineari sugli effetti del vento in una struttura unica al mondo come il Ponte sullo Stretto richiedono mesi considerando la difficoltà dell’opera. La controrisposta del comitato ai dubbi sui tempi posti dal consorzio privato è chiara: «Si conferma la necessità e si raccomanda l’esecuzione di analisi non lineari».

 

matteo salvini con il plastico del ponte sullo stretto di messina

E aggiungono dal comitato, sempre in tema di esami sul vento: «Una problematica è legata all’aggiornamento del documento “valutazione del vento” adottata nel piano definitivo nel 2011 e fatto nel 2004 da un gruppo di ricerca dell’Università di Genova. Si ritiene che il documento debba essere adeguato e aggiornato».

 

[…] E anche se politicamente il comitato al momento non ha bloccato l’iter, comunque con i sessantotto rilievi messi nero su bianco ha posto più di un dubbio su un piano, quello definitivo, che secondo alcune premesse doveva essere di fatto un progetto quasi esecutivo. Vuol dire che in tempi brevi si sarebbero potuti avviare i cantieri. «La relazione demolisce l’aggiornamento del progetto — dice Bonelli — e dimostra la fretta della politica rispetto alle norme».

 

2 - UN’ALTRA INCOMPIUTA PER IL SEGRETARIO LEGHISTA CHE TEME IL BOOMERANG IN CAMPAGNA ELETTORALE

Estratto dell’articolo di Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

MATTEO SALVINI E IL PLASTICO DEL PONTE SULLO STRETTO

«La costruzione del Ponte partirà nell’estate del 2024». Poco meno di un anno fa, un Matteo Salvini sorridente illustrava nello studio di Bruno Vespa il plastico della madre di tutte le opere. Con annessa promessa elettorale. Da quel momento, sulla coincidenza fra la posa della prima pietra e le Europee, il leader della Lega ha costruito buona parte della sua strategia. E ora è costretto a subire uno stop. Se non uno smacco.

 

Perché le 68 raccomandazioni del comitato tecnico- scientifico - organo peraltro nominato dallo stesso ministro - cancellano quella previsione. Spostano in avanti, e non si sa di quanto, le lancette. Rischiano di trasformarsi in un boomerang, per il ministro con il caschetto da cantiere.

 

meme su Matteo Salvini e il ponte sullo stretto

A Porta Pia, sede del dicastero delle Infrastrutture, si fa buon viso a cattiva sorte. Il progetto definitivo, si fa notare, è stato comunque approvato. Si glissa sul fatto che, con quel fardello di modifiche da apportare, non è più dato conoscere la data di inizio dei lavori. Per quanto riguarda la fine, sono pochi a scommettere che si realizzerà un altro pronostico di Salvini: l’inaugurazione del collegamento con sei corsie per le automobili e due percorsi ferroviari entro cinque anni, fra la fine e l’inizio della prossima legislatura, comunque con un governo di centrodestra in carica.

 

È l’ennesimo castello di promesse che scricchiola, in un momento non esattamente felice per il capo del Carroccio, reduce dalla batosta sarda e da un risultato in Abruzzo, il 7,6 per cento, che solo il suo ottimismo porta a definire «buono». Il tutto fra le ombre di nemici interni ed esterni.

 

CLAUDIO DURIGON E MATTEO SALVINI FANNO SELFIE IN SPIAGGIA

Il rischio, concreto, è che il numero uno di via Bellerio debba frettolosamente ammainare la sua bandiera elettorale, rinunciare a un messaggio che proprio al Sud era pronto a rilanciare: non a caso, fra le grandi convention che la Lega sta organizzando, ce n’è una che il fido Claudio Durigon, commissario in Sicilia, sta organizzando a Palermo. Salvini dovrà dar conto di un’infrastruttura che non si comincerà a realizzare nei tempi previsti. Ritardo fatale?

 

[...]

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani atreju

Il segretario, che guarda con sospetto un asse Meloni-Tajani, deve di nuovo mordere il freno. Come accadde, ad esempio, durante la Finanziaria, quando il vicepremier milanese dovette mettere da parte la Flat tax, la pace fiscale e Quota 100. Impegni che fanno parte del programma elettorale, rinviati in omaggio alle esigenze finanziarie. Mentre l’Autonomia è un cantiere, quello sì, ancora aperto.

 

La grana del Ponte si somma a un elenco di incompiute politiche che Salvini riesce a reggere con sempre maggiore difficoltà. Anche dentro il suo partito, dove il malessere dei ribelli cova soprattutto fra la Lombardia e il Veneto, nelle valli padane dove rivogliono una Lega che sia il sindacato del Nord. E dove non hanno mai accettato l’idea di un movimento sacrificato sull’altare della scommessa di un’opera cara (ma quanto davvero?) al Meridione.

 

roberto occhiuto matteo salvini renato schifani - ponte stretto di messina

«Siamo un partito che più che centralista è diventato pontista», diceva ironicamente nei giorni scorsi l’ex ministro Roberto Castelli, uno che dalla Lega è uscito ma che interpreta il pensiero di quanti nella Lega sono rimasti, soprattutto al Nord. «Abbiamo perso molti voti inseguendo il Ponte e rinunciando a un’identità. E un problema sul Ponte non può che confermare il fallimento della strategia », osserva un dirigente del partito costretto all’anonimato anche per la prudenza nelle dichiarazioni che in questi giorni Salvini ha imposto ai suoi. [...]

matteo salvini saluta claudio durigon foto di bacco (3)PONTE SULLO STRUTTO - BY EMILIANO CARLI

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