li junhua

''NON CHIAMATECI LUPI GUERRERI, AL MASSIMO KUNG-FU PANDA'' - L'AMBASCIATORE CINESE A ROMA: ''CI DISPIACE CHE CI SIANO PREGIUDIZI E INIMICIZIA NEI CONFRONTI DELLA CINA, NELL' ULTIMO PERIODO L' EPIDEMIA È STATA USATA DA QUALCHE POLITICO PER DIFFAMARCI - LA PANDEMIA NON DEVE ESSERE IL "FUNERALE" DELLA GLOBALIZZAZIONE, AL CONTRARIO, DEVE ESSERE UN CATALIZZATORE IN GRADO DI FAR USCIRE LA GLOBALIZZAZIONE DALLA "TERAPIA INTENSIVA" E SPINGERLA VERSO UNO SVILUPPO SANO''

Guido Santevecchi per il ''Corriere della Sera''

 

 

Dal suo osservatorio di Roma, durante il lockdown , l' ambasciatore della Repubblica popolare cinese Li Junhua è stato colpito «da come l' Italia ha tarato le misure su basi scientifiche e da come i cittadini hanno partecipato. Ho visto il rispetto dell' Italia per la vita e l' attenzione alla salute; ho visto la professionalità, il coraggio e il senso di responsabilità del personale sanitario impegnato in prima linea; ho visto il senso di solidarietà, ottimismo e rispetto delle regole della popolazione. Ho visto anche l' Italia avviare attivamente la cooperazione mondiale per la lotta alla pandemia, sentendosi sulla stessa barca con gli altri Paesi, Cina compresa».

 

La globalizzazione è in terapia intensiva, prognosi incerta. Ci siamo accorti di essere dipendenti dalla Cina anche per le mascherine; che se si fermano le vostre catene di approvvigionamento si paralizzano le nostre fabbriche. Così molti politici e economisti sostengono che bisogna rimpatriare linee produttive strategiche. Un rischio per la Cina?

li junhua sergio mattarella

«La pandemia da Covid-19 non può e non deve essere il "funerale" della globalizzazione, al contrario, deve essere un catalizzatore in grado di far uscire la globalizzazione dalla "terapia intensiva" e spingerla verso uno sviluppo sano. Molti investitori hanno i loro asset produttivi in Cina, perché apprezzano capacità ed efficienza del settore manifatturiero cinese, ma ancor di più per il potenziale del mercato dei consumi cinese.

Promuovere con entusiasmo lo stop e il trasferimento delle linee produttive o la sospensione delle catene di fornitura è diffondere "un virus politico". Non so chi potrebbe trarne profitto, ma sono certo che non sarebbero i consumatori.

Gestire l' economia di mercato senza parlare del mercato, questo è il vero pericolo».

 

li junhua

Il governo italiano nel 2019 ha aderito alla «Belt and Road Initiative»: in cambio furono annunciati investimenti cinesi per quasi 3 miliardi di euro. Che cosa possiamo aspettarci ora?

«La cooperazione per la Via della Seta è un processo a lungo termine basato sul vantaggio comune, che si basa su molteplici forme di cooperazione. Ad esempio, l' Italia ha emesso per la prima volta i "panda bond" in Cina; abbiamo da poco siglato un accordo per l' esportazione in Cina di riso e carni bovine italiane e le aziende cinesi hanno investito nella "Motor Valley" italiana. Ancora più importante, ora: di fronte a una pandemia senza precedenti, i popoli dei nostri due Paesi hanno dimostrato la volontà di sostenersi a vicenda e di affrontare insieme la difficoltà.

li junhua maria elisabetta alberti casellati

La connessione tra persone, la vicinanza tra cuori, e il rispetto culturale sono la base fondamentale per lo sviluppo della cooperazione».

 

Il ministro Di Maio, sostenitore del rapporto con la Repubblica popolare, ha detto al Corriere che «la Cina è un partner, gli Stati Uniti l' alleato principale». La formula vi soddisfa?

«Rispettiamo l' alleanza che esiste tra Italia e Stati Uniti, non crediamo che questa debba diventare un ostacolo alla partnership tra Italia e Cina. Le nostre sono due civiltà antichissime che credono nei rapporti basati sull' affinità, sperano che gli amici dell' altro possano diventare anche propri amici o almeno che non diventino nemici. L' Italia conduce la sua politica estera in modo autonomo e indipendente basandosi sui propri interessi. La Cina lo apprezza ed è disponibile a promuovere il partenariato strategico globale con l' Italia».

 

I rapporti tra Pechino e Washington sono tesi. Crede che la collaborazione potrà essere recuperata?

«La cooperazione tra Usa e Cina è vantaggiosa per entrambi, lo scontro dannoso per entrambi. Nella prima fase della pandemia il popolo, le imprese e le organizzazioni della società civile hanno fornito assistenza alla Cina, ne siamo stati commossi e non lo dimenticheremo. Quando la situazione epidemica è peggiorata negli Stati Uniti, il popolo, le imprese e le organizzazioni cinesi, nei limiti delle proprie possibilità, hanno fornito aiuto.

 

Tutto ciò ha mostrato che "Il virus è spietato, ma tra gli esseri umani c' è amore" e che tra i due popoli esiste una profonda amicizia e sentimento di umanità. Tuttavia, alcuni politici statunitensi, per i loro scopi egoistici, sono arrivati al punto di "opporsi alla Cina in ogni caso". Non si può permettere che le relazioni sino-americane siano trascinate in un pantano di scontri dalle manovre di pochi. Speriamo che Stati Uniti e Cina si muovano l' uno verso l' altro al più presto».

 

Beppe Grillo con l ambasciatore cinese Li Junhua

Per anni la vostra diplomazia è stata riservata. Perché ora molti ambasciatori alzano il volume? Vi chiamano «Wolf Warrior». Ambasciatore Li Junhua, lei è un lupo guerriero?

«La nostra politica estera si è sempre basata su mutuo rispetto, trattamento egualitario e cooperazione di mutuo vantaggio. Ci dispiace che ci siano pregiudizi e inimicizia nei confronti della Cina, nell' ultimo periodo l' epidemia è stata usata da qualche politico per diffamarci. Ricordo che solo tra marzo e aprile di quest' anno la Cina ha esportato 27,8 miliardi di mascherine e 130 milioni di tute protettive e 73,41 milioni di kit per tamponi e 49.100 respiratori.

 

Di fronte alle diffamazioni i diplomatici cinesi debbono spiegare la verità dei fatti ai cittadini e ai media del Paese in cui si trovano in missione.

Penso che il corpo diplomatico di qualsiasi Paese di fronte alla stessa situazione reagirebbe allo stesso modo. Credo che l' etichetta di "Wolf Warrior" non sia adeguata, forse sarebbe una metafora più azzeccata parlare di "Kung Fu Panda"».

donald trump xi jinping

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...