OBLADÌ OBAMÀ - ORA CHE BARACK È STATO RIELETTO, LUI E SUA MOGLIE SE LA STANNO GODENDO, SBOTTONANDOSI PER QUELLO CHE SONO: DEI PARVENU RIMPANNUCCIATI - “FAT ASS” AGLI OSCAR HA SCATENATO UN PUTIFERIO, COSÌ COME LE PARTITE DI GOLF DEL MARITO CONTRO TIGER WOODS IN UNO SPOCCHIOSISSIMO CLUB - I DUE DI GIORNO DIFENDONO I POVERI E LA NOTTE FREQUANTANO LOCALI ESCLUSIVI...

1 - BUFERA SU MICHELLE AGLI OSCAR "FIRST LADY TROPPO ESIBIZIONISTA"
Da "la Repubblica" - Michelle Obama è sotto accusa: la sua apparizione alla premiazione degli Oscar ha suscitato una pioggia di critiche. I repubblicani parlano di "puro esibizionismo", persino il Washington Post ha titolato: «Può una First Lady avere un ruolo da star?». Più ambigua Anita McBride, ex capo del personale di Laura Bush, per cui «l'apparizione di Michelle potrebbe dare una spinta all'industria cinematografica ma anche servire come un grazie ai grandi donatori di Hollywood».

2 - IL GOLF, LA TV, LE PASSERELLE PER GLI OSCAR I «CAPRICCI PRESIDENZIALI» DEGLI OBAMA
Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

L'irruzione a sorpresa di Michelle Obama sulla scena hollywoodiana degli Oscar ha suscitato un bel pò di polemiche. Ma anche il presidente, pochi giorni prima, aveva fatto sollevare qualche sopracciglio con la sua decisione di trasferire per tre giorni la Casa Bianca nel Floridian Yacht and Golf Club, un covo di super-ricchi a West Palm Beach, dove ha giocato con Tiger Woods.

Niente di male ma, commenta Tony Fratto, portavoce della presidenza ai tempi di George Bush, prima delle elezioni non sarebbe mai sceso in campo con un gruppo di milionari e un campione chiacchierato. Soprattutto pochi giorni dopo aver pronunciato un discorso sullo Stato dell'Unione tutto centrato sul riscatto dei ceti sociali più deboli.

In queste settimane iniziali del secondo mandato presidenziale di Obama, si moltiplicano gli atteggiamenti più disinvolti degli inquilini della Casa Bianca. La first lady è scatenata, col suo stile più sbarazzino: la nuova pettinatura con la frangetta criticata da Karl Lagerfeld («terapia per una crisi di mezza età» gli ha replicato, ironica, Michelle), lo spot per la sua campagna anti obesi girato con Big Bird, il pupazzone di Sesame Street. E, poi, l'esilarante sfida con Jimmy Fallon alla Casa Bianca, col comico abbattuto a pallonate in faccia e poi steso definitivamente nella corsa coi sacchi.

Tutti segni, oltre che di una nuova strategia di comunicazione, di un atteggiamento più rilassato della coppia presidenziale in questo secondo mandato.
E' successo già altre volte in passato, nella storia della Casa Bianca, ma non in modo così plateale. Una volta rieletti, i presidenti si preoccupano più di costruire la loro eredità storica e di non perdere peso davanti a un Congresso che comincia a considerarli «anatre zoppe», che di misurare l'impatto sugli elettori di ogni loro singolo gesto, visto che non devono più sottoporsi al loro giudizio.

Obbligati per anni da un rigido protocollo e dal team dei consiglieri politici a mettere su una bilancia elettorale ogni parola, ogni gesto da compiere, ogni incontro anche privato messo in calendario, la coppia presidenziale si sente finalmente libera di prendersi qualche licenza, anche correndo a volte il rischio di apparire come quei mondanissimi sovrani che venti o trent'anni fa facevano la felicità dei rotocalchi.

Ma Michelle - che in passato si è scontrata con uno staff di comunicazione che sindacava ogni sua mossa, soprattutto dopo i danni d'immagine prodotti dalla vacanza con amici fatta dalla first lady in Spagna nel 2010 - ha più volte parlato del suo disagio per una vita senza privacy e senza la possibilità di fare le cose semplici della vita familiare.
Ora che l'appuntamento elettorale è alle spalle, la first lady sta recuperando, seguendo una sua agenda senza porsi troppi problemi di opportunità.

Un'esigenza che anche Barack sembra sentire. I due hanno ricominciato ad uscire la sera con una certa frequenza, anche se questo crea ogni volta un pò di caos in città. Per San Valentino il presidente ha scelto una cena intima al «minibar» di José Andrés. Un bistrò che applica il suo minimalismo perfino al nome (la m minuscola), ma non al conto: 450 dollari per il menù a prezzo fisso per due. Prima delle elezioni non si sarebbero mai fatti vedere in un posto così esclusivo e costoso, dicono in molti.

E, probabilmente, in campagna elettorale non ci sarebbe stata nemmeno una cena al «Cafè Milano» come quella allestita nel locale di Franco Nuaschese alla vigilia della cerimonia inaugurale del secondo mandato di Obama: l'intero secondo piano del celebre ristorante di Washington riservato da Barack per festeggiare con gli amici il compleanno di Michelle.

Ma non sono solo sfizi presidenziali: la fine della pressione elettorale sta restituendo agli americani un Obama più vero, più schietto. E anche più deciso nel combattere le battaglie politiche che sente sue. Un presidente che si impegna, almeno a parole, ad aiutare i poveri e a introdurre controlli sulla diffusione delle armi da fuoco: temi sui quali prima del voto non faceva nemmeno promesse per non esporsi alle accuse di essere un assistenzialista e un imbelle.

Tratti nuovi che certamente hanno anche una loro componente studiata a tavolino nell'ottica della costruzione della legacy del primo presidente di colore della storia americana, ma che gli restituiscono spontaneità: fanno sembrare più vero il leader che si commuove fino alle lacrime davanti ai suo team elettorale il giorno dopo la rielezione o che, parlando l'altro giorno a Chicago, ha deviato dalla solita narrativa del nero di successo cresciuto dai nonni, per raccontare le sofferenze e i rischi corsi in un'infanzia senza padre.

 

michelle obama MICHELLE OBAMA ANNUNCIA IL MIGLIOR FILM AGLI OSCAR DALLA CASA BIANCA michelle obama notte degli oscar MICHELLE OBAMA CULONA obama E MICHELLETARANTINO SISWHJYV x Jennifer Lawrence LZFNWXAB x i presentatori

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…