PASSERA NEL TUNNEL: “LA TAV è TOTALMENTE CONFERMATA, ANCHE DAL GOVERNO FRANCESE” - TEMPO UN PAIO D’ORE E ARRIVA IL COMUNICATO DA PARIGI: “RISPETTIAMO GLI IMPEGNI, MA SERVE UN NUOVO ACCORDO CHE TENGA CONTO DEI FINANZIAMENTI DISPONIBILI, SOPRATTUTTO EUROPEI”. TRADOTTO: NON CE STA UN EURO - IL PROGETTO RIMANE DUNQUE APPESO ALLA ‘SPENDING REVIEW’ DI HOLLANDE, E L’ACCORDO ANDRÀ RINEGOZIATO. MA NON SI ERA DETTO DETTO CHE IL COSTO ERA QUELLO E NON POTEVA CAMBIARE?...

 

1 - NO TAV...
Jena per "la Stampa" - E adesso chi glielo dice che avevano ragione loro?

2 - TAV: PASSERA, TORINO-LIONE TOTALMENTE CONFERMATA
(ANSA) - Il progetto della Torino-Lione è "totalmente confermato da parte nostra e in maniera piena da parte del governo francese". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, aggiungendo di aver parlato con il ministro francese dei trasporti e "non c'é in nessuna delle loro ipotesi una modifica a piani approvati". "Eventuali dubbi" dei francesi, ha proseguito il ministro, riguardano solo progetti non definiti. Invece, "la Torino-Lione è un progetto sancito dagli accordi internazionali, e quindi è confermato e va avanti come da programma".

3 - TAV:FRANCIA;RISPETTIAMO IMPEGNI;MA SERVE NUOVO ACCORDO
(ANSA) - L'alta velocità Torino-Lione è legata ad "accordi internazionali e a un trattato": Francia e Italia "hanno messo la loro parola e ritornare su questa parola é fuori discussione". Ma per il progetto ora serve "un nuovo accordo che tenga conto dei finanziamenti disponibili, in particolare europei": lo afferma il ministero dei Trasporti.

Il portavoce ha quindi ribadito che per la Francia la Torino-Lione è "un progetto maggiore con dimensioni europee e ambientali evidenti". "Tuttavia - aggiunge - l'accordo del 29 gennaio 2012 non è la clausola addizionale prevista dal trattato di Torino (del gennaio 2001, ndr.) per l'impegno dei lavori defintivi". In questo contesto, precisano a Parigi, "servirà un altro accordo che tenga conto dei finanziamenti disponibili, in particolare europei".

4 - TAV L'ITALIA RESTA SOLA...
Ferruccio Sansa e Carlo Tecce per il "Fatto quotidiano"

Non possiamo dire di no al Tav perché abbiamo preso impegni con la Francia". In tanti, sul versante italiano, spiegavano così la decisione del governo Monti di andare avanti con la grande opera. Ma ieri ecco la sorpresa: Le Figaro annuncia che la Francia si prepara a riesaminare dieci progetti di linee ad alta velocità. "Lo Stato - scrive il quotidiano - ha previsto una serie di progetti senza averne fissato i finanziamenti . Il governo non avrà altra scelta che rinunciare ad alcune opzioni".

Non una voce di corridoio, ma parole del ministro del Bilancio, Jerome Cahuzac. Secondo Le Figaro, sotto esame ci sarebbero la Nizza-Marsiglia, la Rennes-Brest e la Torino-Lione. Certo, quest'ultima creerebbe qualche problema, per via degli impegni con l'Italia, ma sarebbe "squalificata per il suo costo (12 miliardi di euro)". Non solo: c'è anche il calo su quella tratta nel "trasporto merci, sceso a 4 milioni di tonnellate contro gli 11 di vent'anni fa".

Una notizia che, ovviamente, in Italia ha creato un terremoto. Dopo anni di battaglie. E dopo che il governo Monti a marzo ha risposto a muso duro che l'opera è indispensabile e ci sono impegni presi con la Francia.

Fonti del governo italiano cancellano i dubbi e cerchiano di rosso un appuntamento fondamentale, dopo che palazzo Chigi ha chiesto un chiarimento all'ambasciatore francese che ha cercato di tranquillizzare Roma: "In autunno ci sarà un bilaterale Francia-Italia sul Tav, proprio a Lione. Sarà un incontro molto importante". Dalla Francia, però, arrivano solo mezze smentite: sull'eventuale stop del "progetto della Torino-Lione non bisogna trarre conclusioni affrettate", dicono dal ministero del Bilancio francese. Precisano: non c'è ancora nessuna rinuncia, ma soltanto "una missione che sta valutando la correttezza degli investimenti pubblici".

E aggiungono: "C'è ancora tempo. Molti progetti di linee ad alta velocità sono previsti oltre il 2017". Difficile capire se la Torino-Lione ne faccia parte. Il punto è che, fanno notare al ministero del Bilancio, "numerosi progetti annunciati dallo scorso governo (il centrodestra di Sarkozy, ndr) non sono stati sufficientemente preparati e i costi sono stati sottovalutati". Un minimo più rassicurante per i fan della Torino-Lione è Bernard Soulage, responsabile Trasporti dei socialisti francesi: "La linea non sarà rimessa in questione per via degli accordi presi a livello internazionale e degli impegni del presidente Francois Hollande".

Strana storia: italiani e francesi sostengono di dover proseguire l'opera anche per via degli impegni reciprocamente assunti. Ma forse la verità non è tutta nelle dichiarazioni ufficiali. A Parigi, nei corridoi della politica, più d'uno sostiene che il Tav non scaldi il cuore di Hollande.

Secondo qualcuno, però, l'eventuale retromarcia dei francesi potrebbe essere una tattica per ottenere un aiuto da Bruxelles. Questa settimana si discute l'aumento di bilancio europeo che tanti paesi aspettano. Poi a ottobre dovrebbe arrivare l'approvazione dei project bond per le grandi infrastrutture. A palazzo Chigi non sono eccessivamente preoccupati, ma fanno sapere che il progetto è valido soltanto se svolto insieme: "Rispettiamo i pensieri e anche i ripensamenti di un altro Stato, ma noi continuamo a credere che l'opera sia necessaria e non ci debba essere alcun passo indietro perché altrimenti perderemmo fondi europei già stanziati.

É ovvio che qualora la Francia dovesse lasciarci soli, ma non ci sembra questa la circostanza, il Tav non sarebbe più possibile. E ci comporteremo di conseguenza". Al ministero per lo Sviluppo economico di Corrado Passera, che segue da diretto interessato la vicenda, raccontano la genesi dei movimenti francesi: "Il nuovo governo ha nominato una commissione per analizzare i vari progetti infrastrutturali per capire le disponibilità finanziarie, ma non hanno preso alcuna decisione. Sanno che è impossibile fermare un'opera del genere, e noi continueremo a fare la nostra parte".

Mario Virano, il Commissario straordinario per il Tav, giura e spergiura: "É una tempesta in un bicchier d'acqua. Le autorità francesi mi hanno assicurato che si va avanti". Forse non è tutto così semplice. Come ha raccontato mesi fa il Fatto, l'Agenzia Nazionale per l'Ambiente francese (un soggetto pubblico, quindi) sostiene che "il dossier" sulla Lione-Torino "ha un carattere incompleto... il suo grado di coerenza e di precisione è spesso inferiore a quello che ci si potrebbe attendere da uno studio di impatto riferito a un'opera di questa portata". Non una bocciatura, ma tanti rimandi, questo sì.

 

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