LA PAZZA IDEA DI BERSANI? LUI A PALAZZO CHIGI E RIGOR MONTIS AL QUIRINALE! - GENIALE TROVATA DEI SINISTRATI PER TOGLIERE DI MEZZO IL MONTI-BIS: NOMINARE SUPERMARIO PRESIDENTE DOPO BELLA NAPOLI (CHE GRADIREBBE ESSERE RICONFERMATO) - PICCOLO DETTAGLIO: PRIMA BISOGNA VINCERE LE ELEZIONI E POI CONVINCERE CASINI E IL PRODINO A RINUNCIARE AL COLLE E IL PATONZA A DARE L’OK A MONTI..

Paolo Bracalini per "il Giornale"

La continuità chiesta dai supervisor dell'Italia (Bruxelles, Germania, Bce, Fmi, agenzie di rating) passerebbe dal Quirinale, in scadenza il 15 maggio prossimo.

Non un Monti-bis né un bis di Napolitano, ma un Monti al Colle, come garanzia di fedeltà agli impegni presi dal suo esecutivo. L'opzione è allo studio di Napolitano da tempo, come alternativa ad un secondo governo Monti, prima opzione, auspicata inizialmente tramite una riforma delle legge elettorale che avrebbe aperto le strade ad un voto anticipato in autunno e la riconferma del premier (nominato da Napolitano).

Ma il risiko del Monti bis si è complicato, le elezioni tornano a coincidere con la fine naturale della legislatura, il Pd - grande sponsor di Monti - vuole governare senza professori-supplenti. Si apre dunque il piano B di Giorgio Napolitano, quello che prevede un Mario Monti - da lui nominato a novembre senatore a vita - nuovo inquilino del Quirinale. La permanenza del professore ai vertici dello Stato rassicurerebbe diversi partner all'estero, preoccupati per l'incognita aperta dalle elezioni politiche in Italia.

Una voce molto influente per l'Italia, la cancelliera Angela Merkel, l'ha detto più o meno apertamente durante l'ultima visita italiana: «Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere con le elezioni in Italia». Lo stesso concetto è stato espresso dal capo di Fitch, una delle tre sorelle (padrone) del rating, variabile pesantissima per lo spread e il conseguente costo del debito pubblico italiano.

«L'attuale governo italiano ha molta credibilità, ma ci sono delle preoccupazioni su chi guiderà l'Italia l'anno prossimo», dice il direttore operativo di Fitch, David Riley. Monti stesso, in un'uscita che scatenò le polemiche, durante il viaggio a caccia di investitori tra le tigri asiatiche (marzo 2012), aveva fatto capire che la comunità internazionale tifa per lui:

«I leader che hanno il palpabile desiderio di investire in Italia», disse, «mi chiedono, sono curiosi, vogliono rassicurazioni sul dopo», timorosi del ritorno di «vecchi vizi, come l'invadenza della politica nell'economia»; «io li rassicuro sul fatto che le cose stanno cambiando», cioè che si farà di tutto per proseguire sul solco da lui tracciato. E una garanzia potrebbe essere la sua elezione al Quirinale.

I candidati (eternamente) in pole, in primis Romano Prodi, sostenuto anche dall'alleato del Pd Nichi Vendola, e poi Casini, dovrebbero fare un passo indietro davanti ad una superiore ragion di Stato. E di partito. Perché quel che è cambiato, facendo oscillare il pendolo dal Monti bis al Monti quirinalizio, è tutto interno al Pd, partito al momento meglio piazzato nei sondaggi. Il segretario Bersani si è convinto di poter vincere con la rete messa a punto in questi ultime settimane.

Alleanza con l'Udc e con Vendola, fuori Di Pietro e altri urlatori, legge elettorale con premio regolato al punto giusto. E di non aver quindi più bisogno, come successe a novembre, del professor Monti. D'Alema lo dice apertamente: «Il prossimo governo sarà imperniato sul Pd. Il problema è andare oltre Monti. Non faremo passi indietro, non smonteremo le sue riforme». Ma il suo timer, dice l'ex premier diessino, è arrivato al termine. Le caselle dello scacchiere si muovono nella direzione di un Monti al Quirinale.


Il presidente Napolitano ha detto di non volersi ricandidare («È necessario passare la mano. È necessario che si facciano avanti altri»), e lo stesso Monti ha ripetuto più di una volta escludere «un'esperienza di governo che vada oltre la scadenza naturale», dopo il quale - assicura - continuerà la sua opera di civil servant come membro a vita del Senato. Ma i giochi sono ancora aperti, perché manca la legge elettorale (le regole del gioco), e il risultato (il voto), a più di sei mesi di distanza, è incerto.

È probabile un anticipo minimo delle elezioni (aprile), per evitare l'ingorgo con l'elezione del capo dello Stato (maggio). In quel caso sarebbe ancora il «montiano» Napolitano a gestire la formazione del nuovo governo e a nominare il premier. Palazzo Chigi bis o Quirinale? Comunque vada, per Monti non sembra ancora arrivato il tempo del semplice civil servant.

 

Giorgio NapolitanoROMANO PRODI nichi vendola CASINI MASSIMO D'ALEMA E MARIO MONTI

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...