BANANA FOLLIES! - IERI DICE CHE LA LEGA È FUORI E STAMATTINA È CON MARONI AD ARCORE - CROSETTO SBERTUCCIA I MONTIANI DEL PDL, RIUNITI IN CONTEMPORANEA: “COME SE MUSSOLINI FACESSE UNA FESTA PER BADOGLIO” - OGGI SI RIUNISCONO GLI EX AN CON LA RUSSA - SEMBRA UNA RIVOLUZIONE, MA LO FANNO SOLO PER GARANTIRSI UN POSTO IN LISTA E SONO TUTTI PRONTI A TORNARE ALL’OVILE IN CAMBIO DI UNO SCRANNO A MONTECITORIO…

1- ELEZIONI: IN CORSO VERTICE BERLUSCONI-MARONI AD ARCORE
(ANSA) - E' da poco iniziato l'incontro ad Arcore fra Silvio Berlusconi e Roberto Maroni, che dovrebbe servire a chiarire le intenzioni di Pdl e Lega per le alleanze in vista delle elezioni in Lombardia e delle politiche. L'incontro, slittato da ieri sera, precede la riunione del Consiglio Federale leghista convocato nel pomeriggio in via Bellerio proprio per decidere sulle alleanze.

2- IL CAVALIERE IN CAMPO SENZA MONTI
Amedeo La Mattina per "la Stampa"

Berlusconi è sempre più in campo come candidato premier e mette una pietra tombale su Monti. Il Cavaliere ha capito che il Professore non vuole andare a braccetto con lui in campagna elettorale e gli stessi sondaggi gli spiegano che molti elettori di centrodestra non voterebbero il Pdl alleato con Monti. Quindi avanti tutta con la propaganda, con gli stessi toni e argomenti degli ultimi vent'anni.

Alle famiglie che seguono su Canale 5 Domenica Live promette di abolire l'Imu (guarda caso proprio a ventiquattro ore dalla scadenza del termine di pagamento), così come aveva promesso nel 2006 con l'Ici. Appare nel salotto televisivo di casa, ospite dall'amica di famiglia Barbara D'Urso, e per un'ora e mezza parla di tutto, anche del suo fidanzamento con la giovane napoletana Francesca Pascale. Parla della necessità di unire i moderati e di fermare i «comunisti e di Monti da cui aspetta una risposta: «Se darà una risposta positiva che produrrà il ricongiungimento di Casini, Montezemolo, La Destra e chi sta con noi, sarà il nostro candidato».

Questa volta il Cavaliere non inserisce più la Lega nella coalizione da offrire al premier. La new entry è Storace, il quale si affretta a consigliare di essere tenuto fuori da «questi inni montiani, da questa ubriacatura che ha annichilito i posseduto il Pdl». Storace si riferisce all'incontro del Teatro Olimpico organizzato da Italia Popolare dove Alemanno, Frattini (per telefono), Mauro, Mantovano, Cicchitto, Quagliariello, Augello, Albertini e tanti altri hanno rilanciato la candidatura del Presidente del Consiglio.

Con una precisazione di non secondaria importanza: non ci sarà alcuna scissione. Se Monti non si candida o dovesse scendere in pista con una sua lista, tagliando fuori il Pdl, questo pezzo di partito rimarrà legato al Berlusconi. Bisognerà vedere se lo faranno tutti. Chiare comunque le parole di Alemanno: «Monti potrà essere il nostro interlocutore se tiene tutti uniti».

A questa manifestazione Berlusconi ha mandato un messaggio per dire il partito deve rimanere unito: dividere i moderati, come ha fatto Casini, significa consentire alla sinistra di vincere. «Siamo come nel '94. Anche allora ebbi tutti contro, in famiglia, fra gli amici e in azienda rispetto alla mia decisione di scendere in politica». Ora , «se Monti accettasse l'invito che più volte gli ho rivolto, non sprecheremo un'occasione storica per vincere le elezioni».

Poi su Canale 5 rinfaccia a Monti di essersi piegato ai diktat della Germania e del Pd. Sulla politica fiscale vuole «cambiare orientamento della politica del governo dei tecnici che hanno preso alla lettera le indicazioni dell'Europa. La ricetta della Germania , se applicato ad una economia in sviluppo, ha risultati ma su una economia già in crisi porta alla recessione. Questa è la motivazione per la quale non abbiamo dato il nostro voto positivo all'esecutivo anche se non abbiamo fatto mancare la fiducia».

Affermazioni che fanno naufragare la possibilità di stare dalla stessa parte di Monti. È campagna elettorale, anche quando invita gli italiani a non disperdere i voti tra diversi piccoli partiti. Così nella giornata di ieri il Cavaliere ha sistemato il premier e ha depotenziato la manifestazione dei Italia Popolare, mandando in avanscoperta Alfano. Per il segretario «dividersi sarebbe una follia e questo appuntamento farà restare delusi coloro che hanno auspicato una scissione: siamo qui a riconfermare la forza del Pdl attorno a Berlusconi».

Il partito però ieri ha mostrato diverse crepe. La più appariscente è quella messa in scena da Meloni e Crosetto che hanno riunito le truppe (c'erano 5 mila all'Auditorium della Conciliazione) nel giorno in cui dovevano svolgersi le primarie. Una platea contro Monti, ma non amica del Cavaliere (quando sul maxischermo sono apparsi i due, dalla sala si sono partiti i fischi).

«Vogliamo un luogo dove poterci battere, esprimere le nostre idee. Se quel luogo non è il Pdl - ha detto la Meloni - siamo pronti a costruirne uno con chiunque voglia starci». Parole ruvide quelle di Crosetto contro i colleghi riuniti nelle stesse ore a sostegno di Monti: «Siamo al limite del surreale. È come se Mussolini avesse organizzato una festa per Badoglio».

Ieri sono andati in scena due Pdl e il terzo sarà quello che presenterà oggi La Russa con il suo Centrodestra nazionale. Motivazioni nobili ma anche prosaiche: molto movimento per garantire a sè e alle proprie truppe la candidatura al Parlamento.

 

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