zanda conte

“SUGGERISCO A CONTE DI ANDARE MENO IN TV E PIÙ IN PARLAMENTO” – ‘GIUSEPPI’ UCCELLATO PURE DA ZANDA, SEGNO CHE IL PD SI È ROTTO LE PALLE DEL PREMIER: “UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEVE SEMPRE RISPETTARE L’OPPOSIZIONE. SAREBBE IMPORTANTE SE PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO FACESSE UN DISCORSO SOLENNE IN PARLAMENTO” – “IL MES HA MANTENUTO IL NOME MA È DIVENUTO ALTRA COSA, UN FONDO DI CUI L’ITALIA HA MOLTO BISOGNO. LA PATRIMONIALE DI DELRIO? SONO IN IMBARAZZO …”

 

 

Carlo Bertini per “la Stampa”

 

luigi zanda

«Un premier deve sempre rispettare l' opposizione, anche se Lega e Fratelli d' italia non hanno mostrato nemmeno in queste circostanze sensibilità verso gli interessi nazionali». È solo una notazione quella di Luigi Zanda, che da politico avvezzo ad affrontare emergenze storiche fin dai tempi del terrorismo, fa osservare come la solidarietà nazionale sia «un' espressione nobile che oggi però non può essere usata. Perché è stata coniata in un tempo in cui la cultura dei partiti era molto diversa e molto più seria: la solidarietà degli anni '70 fu l' esito di un lungo processo politico, non un escamotage di corto respiro. Oggi basterebbe un senso di responsabilità, evitando la polemica continua».

 

giuseppe conte e rocco casalino

Forse Conte teme che l' immagine di un governo fragile indebolisca la nostra forza persuasiva con l' Europa e se la prende con le opposizioni. Non crede?

giuseppe conte pop porno

«Certamente la fragilità ci indebolisce. Ma c' è da chiedersi anche da dove derivi. Io penso che l' Italia e il Parlamento abbiano bisogno di cultura politica e che sia il premier a dover riempire questo vuoto. Gli suggerisco di andare meno in tv e più in Parlamento, gioverebbe molto alla sua autorevolezza. Sarebbe importante se venisse prima del consiglio europeo in Parlamento e facesse un discorso solenne, provando a indicare quale è la sua visione sul futuro e ascoltando cosa il Parlamento ha da dire».

L'ENNESIMA DIRETTA FACEBOOK DI GIUSEPPE CONTE

 

A proposito di visione, le sembra all' altezza la squadra che ha chiamato Conte per organizzare la ripresa?

«Sapere che il premier si circonda di persone di qualità la considero una cosa molto positiva, ma deve essere lui a dare un indirizzo al paese».

 

luigi zanda

C' è bisogno di qualcuno del calibro di Draghi per dare la spinta alla rinascita?

«Questo è un discorso che ha a che fare con la classe dirigente. Oggi in Italia, nei partiti e nella società civile, non c' è lo spirito del dopoguerra e nemmeno degli anni '70. Mi chiede se tutti quelli che possono debbano dare un aiuto alla casa comune? Beh, io dico di sì.

Ma non tiriamo in ballo Draghi, perché una crisi di governo ora provocherebbe un danno serio all' Italia».

giuseppe conte angela merkel 1

 

MARIO DRAGHI

Certo questo esecutivo appare debole. Dove porterà lo scontro interno sul Mes?

«Il punto è la decisione dell' Eurogruppo. Io penso che il risultato sia buono e nelle condizioni date anche ottimo. Senza l' esperienza europea di Gualtieri non sarebbe stato possibile. In due settimane, l' Europa ha sospeso le regole del deficit, del debito e sugli aiuti di stato. Rimosso l' obbligo di cofinanziamento per i fondi strutturali, stanziato 100 miliardi per i lavoratori. C' è la volontà di costituire il fondo per la ricostruzione e poderosi impegni della Bei e della Bce sui titoli. Il Mes ha mantenuto il nome, ma è divenuto altra cosa, un fondo per finanziamenti della sanità, di cui l' Italia ha molto bisogno, sono 37 miliardi di cui 14 sono soldi nostri. Se servissero vanno usati: il 23 aprile, l' Italia deve dire da che parte sta, che non è quella dei sovranisti».

GRAZIANO DELRIO

 

Le è piaciuta la proposta di una covid tax al ceto medio?

«Sono in imbarazzo, perché da un mese e mezzo sono chiuso in casa e mi si è rotta la connessione internet. Non ho letto il Ddl di Delrio: se l' obiettivo fosse quello di rendere più equa la progressività delle imposte in modo che più si è ricchi e più si paga, allora sarei d' accordo. Se si trattasse di una sorta di patrimoniale sarebbe da rifletterci».

 

 

 

macron conte CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)