il re salman al saud dell arabia saudita con tamim al thani emiro del qatar

IL QATAR CE L’HA DURO - L'AGGRESSIVA POLITICA DELL'ARABIA SAUDITA CONTRO DOHA HA FALLITO - LA CORTE DELL'AJA HA STABILITO CHE IL BLOCCO IMPOSTO AL QATAR DAGLI EMIRATI ARABI (SU MANDATO DI RIAD) È DISCRIMINATORIO - UN PRECEDENTE CHE MOSTRA L'ILLEGGITTIMITÀ E IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE SAUDITE CHE VOLEVANO ISOLARE IL PICCOLO (MA RICCO) AVVERSARIO

Mario Chiesa per https://www.linkiesta.it

 

IL RE DELL ARABIA SAUDITA CON TAMIM AL THANI EMIRO DEL QATAR

Certo, esaltare l’apertura dei cinema in Arabia Saudita è più facile e forse più conveniente. Ma la notizia cui dovremmo prestare attenzione è quella che arriva dall’Aja, dove la Corte Internazionale di Giustizia (il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite) si è espressa a proposito della “causa” intentata dal Qatar contro gli Emirati Arabi Uniti, uno dei Paesi (gli altri sono Arabia Saudita, Bahrein ed Egitto, ai quali in seguito si sono aggiunti anche Maldive, Libia e Yemen), che il 5 giugno decisero di imporre un blocco “via terra, mare e aria” contro l’emirato guidato da Tamim bin-Hamad al-Thani.

 

Il Qatar aveva richiesto l’intervento della Corte accusando gli Emirati di violazione dei diritti umani dei cittadini qatarioti che, in seguito all’embargo, erano stati espulsi dagli Emirati oppure erano rimasti separati dalle famiglie, in molti casi miste.

 

Il re Arabia saudita con emiro Qatar

La Corte, che per la prima volta era chiamata a esprimersi su questa controversia tra i Paesi del Golfo Persico, si è basata sulla Convenzione Internazionale per l’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione Razziale, varata nel 1965, e ha stabilito che quei provvedimenti in effetti erano discriminatori e violavano i diritti dei cittadini qatarioti. Così ha decretato che gli Emirati dispongano immediate misure per arrivare a tre risultati: consentire la riunificazione delle famiglie, permettere agli studenti provenienti dal Qatar di concludere i cicli di studi già iniziati negli Emirati al momento del varo dell’embargo, garantire il libero ricorso dei cittadini del Qatar ai tribunali e agli organismi giudiziari degli Emirati.

Trump Qatar

 

Come si diceva, la Corte Internazionale di Giustizia non si era mai pronunciata su tale disputa internazionale. Ma le sue decisioni costituiscono, ora, un importante precedente. Il Qatar, infatti, ha intrapreso analoghe azioni anche in altre sedi. Per esempio, ha depositato un reclamo ufficiale presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) contro Emirati, Arabia Saudita e Bahrein, una mossa che obbliga tali Paesi ad aprire un tavolo di consultazione e trattativa per provare a risolvere le reciproche divergenze, che in questo caso sono riassunte nel termine “embargo”.

FALCONIERI QATARINI

 

Se il tentativo di composizione pacifica dovesse fallire, sarebbe il Wto stesso a formare una commissione interna per giudicare la questione e prendere eventuali provvedimenti. E difficilmente potrebbe mostrarsi indifferente a una situazione di palese persecuzione economica e discriminazione razziale come quella che è stata costruita contro il Qatar (una nazione con soli 400 mila abitanti che dà lavoro a più di 2 milioni di immigrati economici) dai Paesi a esso più vicini.

 

al udeid base usa qatar

Quella della Corte, insomma, potrebbe essere solo il primo di una serie di interventi a livello internazionale che mostrerebbero l’illegittimità e il sostanziale fallimento dell’aggressione ispirata soprattutto dall’Arabia Saudita. Il Qatar ha affrontato e superato le difficoltà economiche che l’embargo avrebbe potuto causare. Ma soprattutto non è stato isolato dal resto del mondo, mandando così a monte il progetto politico che stava alla base dell’embargo stesso.

 

Il rapporto con la Turchia di Recep Erdogan è più saldo che mai, sia dal punto di vista commerciale sia per la collaborazione militare che ha portato all’apertura di una base turca in territorio qatariota. Nello stesso tempo sono migliorate le relazioni con gli Usa di Donald Trump, un anno fa schierati con i Paesi dell’embargo ma oggi molto più scettici, tanto che il Pentagono ha trovato un accordo con il Governo dell’emirato per ampliare a sua volta la propria base militare.

ERDOGAN TAMIM AL THANI EMIRO QATAR

 

Resta cordiale anche il rapporto con l’Iran, una delle vere ragioni dell’embargo. Ed è più che solido il cordone ombelicale di buoni affari che lega l’emirato alla vecchia Europa. Nel recente passato l’emiro Al-Thani ha saggiamente investito in una miriade di grandi aziende europee (da British Airways a Volkswagen, da Deutsche Bank a Royal Dutch Shell), per non parlare dell’industria del lusso e della moda, dalla maison Valentino a Harrod’s, e ora raccoglie i frutti politici dell’albero dell’economia. Brutte notizie, quindi, per i sauditi e i loro alleati. Il Qatar è piccolo ma non debole. I loro conti erano sbagliati.

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…