QUANDO UNA LEGGE SUL FINE VITA? - IL TRIBUNALE DI MILANO HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DELL'INCHIESTA SU MARCO CAPPATO, ACCUSATO DI AIUTO AL SUICIDIO - IL TESORIERE DELL’ASSOCIAZIONE "LUCA COSCIONI" ERA A PROCESSO PERCHÉ, NEL 2022, ACCOMPAGNÒ IN UNA CLINICA SVIZZERA DUE MALATI TERMINALI CHE NON VOLEVANO TOGLIERSI LA VITA - CAPPATO: "LA DECISIONE DICE CON CHIAREZZA CHE LO STATO NON PUÒ COSTRINGERE UNA PERSONA A SUBIRE TRATTAMENTI CHE RIFIUTA" -SEI ANNI FA LA CORTE COSTITUZIONALE CHIESE UNA LEGGE SUL FINE VITA: TRE GOVERNI E DUE LEGISLATURE DOPO SIAMO ANCORA ALLE CHIACCHIERE...
Estratto dal “Corriere della Sera”
La giudice per le indagini preliminari di Milano Sara Cipolla ha accolto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta della Procura, in cui Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, era accusato di aiuto al suicidio per aver accompagnato, nel 2022, in una clinica svizzera due malati terminali che non volevano più vivere in quelle condizioni.
Non è il «riconoscimento del diritto alla morte» ma a una «morte dignitosa» il tema «giuridicamente rilevante» affrontato a più riprese dalla Corte Costituzionale (l’ultima volta nel 2025) e fatto proprio nel provvedimento dalla giudice.
«Questa decisione dice con chiarezza che lo Stato non può costringere una persona a subire trattamenti che rifiuta solo per poter poi vedere riconosciuto un proprio diritto» spiega Marco Cappato.
«L’archiviazione conferma che abbiamo agito per rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla Costituzione e dalla Corte costituzionale», aggiunge il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. [...]
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Marco Cappato
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MARCO CAPPATO
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