QUEL CHE NON STROZZA, INGROIA - IL PROCURATORE AGGIUNTO DI PALERMO COMPARE IN UN VIDEO SUL BLOG DI GRILLO E SPARA A ZERO - “L’ITALIA È UN PAESE DI IRRESPONSABILI, SENZA GIUSTIZIA E SENZA VERITÀ” - “UN PAESE NORMALE AVREBBE SOSTENUTO LA MAGISTRATURA IN QUESTA INDAGINE, INVECE LA POLITICA HA REAGITO CON FREDDEZZA. COSÌ NON DIVENTEREMO MAI UNA DEMOCRAZIA” - IL PDL CHIEDE L'INTERVENTO DEL CSM...

1- IL VIDEO DI INGROIA PER IL BLOG DI BEPPE GRILLO: "VOGLIAMO COSTRUIRE UN'ITALIA DIVERSA"

http://www.beppegrillo.it/2012/07/passaparola_un_paese.html#*aip2*


2- "INCHIESTA SUL PATTO STATO-MAFIA SENZA IL SOSTEGNO DELLE ISTITUZIONI" SU INGROIA UNA NUOVA BUFERA - IN VIDEO SUL BLOG DI GRILLO. IL PDL: INTERVENGA IL CSM
Alessandra Ziniti per "la Repubblica"

Un video di 12 minuti sul blog di Beppe Grillo. Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, uno dei titolari dell'inchiesta sulla trattativa Stato- mafia, parla lentamente davanti alla telecamera. Ma le sue parole, alla vigilia delle richieste di rinvio a giudizio a carico dei dodici indagati (tra cui due ex ministri, Nicola Mancino e Calogero Mannino, e il senatore Marcello Dell'Utri), sono pietre. «L'Italia è un paese di irresponsabili, senza giustizia e senza verità». «Le istituzioni non hanno sostenuto l'azione della magistratura volta ad accertare la verità giudiziaria sulla trattativa tra Stato e mafia».

«Questa Seconda Repubblica affonda letteralmente i suoi pilastri nel sangue di quelle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte di quelle stragi». Affermazioni secche che suscitano un coro di consensi sul blog di Grillo ma scatenano una nuova aspra polemica dopo quella per l'intervento al congresso di Rifondazione comunista in cui Ingroia si era dichiarato "partigiano della Costituzione", beccandosi un richiamo del Csm che aveva definito "inopportuno" il suo intervento ad un'assise di partito.

Ora Ingroia sceglie la enorme platea dei visitatori del sito di Grillo per esprimere la sua nettissima censura per il comportamento degli uomini delle istituzioni. «L'Italia è un Paese senza verità sulle stragi, sui grandi delitti politico-mafiosi, incapace di illuminare gli angoli bui e sporchi del suo passato, senza coraggio, dove a volte la ragione di Stato è finita per prevalere sulle ragioni del diritto, sulle ragioni della giustizia».

Entra a gamba tesa nel cuore della questione Ingroia e richiamando il lavoro dei magistrati che hanno provato a ricostruire la verità su quella stagione, accusa: «Credo che in un Paese normale di fronte a questa azione della magistratura, il paese delle istituzioni e la società si stringerebbero attorno ai magistrati, li si sosterrebbe in questo compito difficile. Non solo la politica non ha fatto questo, ma anzi queste iniziative di verità sono state accolte con freddezza, fastidio, a volte con ostilità come se questo Paese la verità non la volesse, come se ci fosse una grande parte del Paese che preferisce vivere in quell'eterno presente immobile senza conoscere le proprie origini, forse per la paura di scoprire qualcosa di cui vergognarsi nella propria vita».

E ancora Ingroia accusa i politici di "irresponsabilità", di "ricerca dell'impunità politica e giudiziaria" e conclude: «Noi fino a quando non conquisteremo una sufficiente parte di verità, fino a quando non ristabiliremo principi di responsabilità, non diventeremo mai una democrazia. Abbiamo ora a portata di mano un momento di un pieno accertamento della verità, le istituzioni hanno una grande occasione: cercare di riconquistare la fiducia dei propri cittadini che la verità vogliono».

Insorge Alfredo Mantovano del Pdl che chiede un nuovo intervento del Csm: «Ingroia ammette senza tante perifrasi che l'indagine sulla trattativa è il modo giudiziario per ricostruire una vicenda storica che avrebbe al più legittimato un'azione politica, oltre che di storici di professione». Concorda con Ingroia Fabio Granata di Fli che però distingue: «Esiste ancora, a destra e a sinistra, la buona politica, quella che da sempre sostiene l'azione delle Procure e le indagini e che non smetterà di farlo fino all'accertamento della verità».

 

Antonio Ingroia BEPPE GRILLO SUL PALCO NICOLA MANCINO CALOGERO MANNINO ALFREDO MANTOVANO FABIO GRANATA

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