verdini

RENZI PRENDE PER I FONDELLI VERDINI: GLI PROMETTE LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE SULLE BANCHE PER FARLO TORNARE IN MAGGIORANZA – MA VUOLE USARLO SOLO COME ARIETE CONTRO BANKITALIA E DIMENTICARE ETRURIA - COMMISSIONE NATA MORTA

 

Francesca Schianchi per la Stampa

 

LUCIO BARANI CON LA MAGLIETTA JE SUIS CRAXILUCIO BARANI CON LA MAGLIETTA JE SUIS CRAXI

L' allarme al Senato è scattato già da qualche tempo. Rischio di voti risicati, stallo totale sulla presidenza della Commissione Affari costituzionali, lasciata vacante dalla ministra Finocchiaro ormai quasi due mesi fa. Una preoccupazione che ha superato il livello di guardia la settimana scorsa, quando per eleggere il candidato dem per la Corte dei Conti, il professore messinese Antonio Saitta, molto stimato dalla Finocchiaro, sono mancati circa quaranta voti.

 

luigi zanda anna finocchiarioluigi zanda anna finocchiario

La rinuncia a portare Denis Verdini e il suo gruppo Ala al governo pesa, e i democratici se ne stanno rendendo conto. Tanto da correre ai ripari: ieri, nel tardo pomeriggio, il capogruppo Luigi Zanda e il vicesegretario Lorenzo Guerini si sono incontrati con Verdini e il presidente del suo gruppo, Lucio Barani. Obiettivo, trattare una qualche forma di sostegno al governo Gentiloni, per garantirgli più stabilità lì dove, a Palazzo Madama, i numeri sono stati ballerini per tutti gli esecutivi fin dall' inizio della legislatura.

ENRICO ZANETTIENRICO ZANETTI

 

La richiesta di Verdini e dei suoi, esclusi dalla squadra di governo, è stata precisa: la presidenza della futura Commissione d' inchiesta sulle banche, da destinare a Enrico Zanetti, già viceministro dell' Economia nel governo Renzi. Una richiesta che il Pd non pensa di accontentare, ma che negli ambienti renziani ha acceso una lampadina: «Se nasce, questa Commissione deflagra come una bomba», sussurrano. Perché sono convinti che non dovrebbe indagare solo sui casi più recenti di banche in difficoltà, ma andare indietro di molti anni, e in varie zone del Paese, dalla Puglia al Veneto.

 

ignazio viscoignazio visco

Risalire anche a operazioni vecchie di anni, su cui come la pensi Renzi non è un mistero: «Monte dei Paschi è stato ridotto così da una politica impicciona, che era la sinistra di questo Paese», disse qualche mese fa a «Porta a porta». E non solo: «Si vuole una Commissione - è tornato sul tema qualche giorno fa in un colloquio col «Corriere della Sera» - che usa come parafulmini Banca Etruria, Banca Marche e le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti. Ma in realtà vedo un disegno forte per allargare il campo a Bankitalia e Consob», e per farlo in un anno particolare, visto che a novembre scade il mandato del governatore Visco.

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  5fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 5

 

Si tratterebbe insomma di rovistare in operazioni vecchie e nuove, individuare responsabilità, denunciare colpe o omissioni, «e tanti avrebbero di che temere», sono certi i renziani. Un passaggio delicato che potrebbe spingere molti, secondo loro, a rinviare questo momento a dopo una campagna elettorale. E l' unico modo per farlo, ragionano, è andare a votare al più presto. E' così che la singolare richiesta di Ala ha schiuso agli occhi del segretario e dei suoi un' inattesa speranza di voto anticipato, proprio nei giorni in cui l' ipotesi delle urne si sta inesorabilmente allontanando.

 

Nonostante i contatti costanti degli ambasciatori renziani con gli altri pezzi di maggioranza - da Orlando a Franceschini - come di minoranza - Speranza ed Emiliano - così come con gli ambienti di Berlusconi, sta crescendo il timore di non farcela ad anticipare la chiamata al voto: «Una cosa è un' intesa sulla legge elettorale, altra cosa quella sui tempi del voto», ammetteva ieri sconsolato uno sherpa.

 

mattarella e gentilonimattarella e gentiloni

Obbligatorio è tentare un' intesa in Parlamento - «se il Colle ti chiede di provarci e non lo fai, non va bene» - ma la sensazione del segretario è di essere sempre più solo, convinto com' è che il paletto messo dai grillini per votare l' Italicum ritagliato dalla Consulta anche al Senato (togliere i capilista bloccati) nasconda il timore di votare per non pagare il caso Raggi.

 

RENZI VERDINIRENZI VERDINI

Ora però, inaspettatamente si apre lo spiraglio della Commissione banche. «Per due anni il caso Banca Etruria ha coperto mediaticamente qualunque altro caso per via del caso Boschi: ma Banca Etruria è una piccola banca, vediamo cos' altro salta fuori», sibilano minacciosi dalle parti di Renzi. Convinti che il grimaldello per andare a votare possa averglielo fornito il vecchio amico Denis.

 

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