renzi a dubai

RENZI, IL ''SENATORE SEMPLICE'' DI FIRENZE CHE GIRA IL MONDO E FA CAUSA ALLE VECCHIETTE SUL LASTRICO - NON SOLO L'ATTIVITÀ DI CONFERENZIERE IN GIRO PER DANAROSI REGIMI, DAGLI EMIRATI ALLA CINA (INVECE DI STARE IN PARLAMENTO), MA ANCHE LA PIOGGIA DI QUERELE CHE HA FATTO CADERE SUI SUOI ''NEMICI'', TRA CUI UNA PENSIONATA ROVINATA DALLE BANCHE CHE GLI URLÒ IMPROPERI DURANTE UN INCONTRO PD. OTTIMA STRATEGIA PER FARSI RI-AMARE DAGLI ELETTORI

 

 

1. PAGHIAMO RENZI E LUI GIRA IL MONDO (E FA SOLDI)

LA VIGNETTA DI VAURO SULLE QUERELE DI MATTEO RENZI

Giacomo Amadori per ''La Verità''

 

Matteo d' Arabia. Da giorni a Firenze, negli ambienti che furono renziani, si fa un gran parlare dei suoi viaggi in Medio Oriente. Per qualcuno in versione uomo sandwich starebbe cercando fondi per un nuovo partito, per altri si diletterebbe nel suo nuovo lavoro di lobbista.

 

Di certo ha bisogno di accrescere le proprie entrate, visto che nel 2017, dopo essersi preso un anno sabbatico, ha dichiarato la «miseria» di 28.345 euro, e nel 2018 ha acceso un mutuo da 1 milione di euro per acquistare una villa sulle colline di Firenze. Per fare cassa ha deciso di chiedere risarcimenti anche ai clienti rovinati dal decreto Salva banche, compresa una povera pensionata di Ferrara, Giovanna Mazzoni, colpevole, in preda all' esasperazione, di aver dato dei ladri ai governanti Pd.

 

Ma a queste cause per danni, Renzi affianca anche altre attività, come il venditore di libri, lo speaker ai convegni e quella più riservata di lobbista. Che deve fruttargli davvero bene.

Il 23 e il 24 marzo è volato a Dubai in veste di relatore a un forum globale sull' educazione organizzato dalla Varkey, una fondazione di beneficenza che punta al miglioramento degli standard educativi per i bambini svantaggiati.

NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

 

A trovargli l' ingaggio è stata Marina Leo, la sua promoter, che ha messo in vendita l' ex premier come conferenziere sul sito Celebrity speakers: 20.000 euro a intervento. La Leo dovrebbe aver procacciato anche un' altra conferenza a pagamento tenutasi il mese scorso a Yibin, nella provincia del Sichuan, cuore della Cina profonda.

 

Ma torniamo a Dubai. Su Instagram Renzi ha dato in pasto ai suoi sorcini due istantanee: la prima lo ritraeva a un tavolo con l' ex ministro dell' istruzione Stefania Giannini, anche lei presente al forum, e la seconda, un selfie, lo raffigurava a fine allenamento (con la maglietta del Chelsea) nella palestra dell' albergo in compagnia dell' ex presidente della Colombia Juan Manuel Santos.

I commenti alle due foto sono stati vari, ma più di uno ha chiesto al senatore chi gli abbia pagato la lussuosa gita nel deserto.

LA BILANCIA DI MATTEO RENZI

Ovviamente la risposta non è arrivata.

 

L' ex premier è partito il 22 marzo (è stato avvistato a Fiumicino mentre si imbarcava su un volo Emirates, con posto in business class) e, secondo le nostre fonti, è tornato il 28.

Dal 22 al 24 marzo Renzi ha reso pubblica la sua agenda, mentre sugli spostamenti dal 25 al 28 ha preferito sorvolare. Di quei quattro giorni non ha postato foto sui social network. Una fonte ci ha riferito che l' ex segretario Pd si sarebbe concesso una deviazione in Qatar per sbrigare qualche faccenda. Che sia vero o meno, a Doha Renzi ama tornare. Per esempio c' è stato a fine 2018 e precisamente il 29 e 30 dicembre. Il motivo della missione resta un mistero.

 

La Verità esattamente un anno fa aveva raccontato di un altro viaggio nell' emirato di Renzi con l' imprenditore Marco Carrai al seguito, l' uomo che per un triennio affittò un attico per l' ex sindaco di Firenze. Carrai, però, ci ha assicurato di non aver seguito l' ex premier nell' ultima spedizione.

 

MATTEO RENZI MARINE LE PEN

A metà aprile dell' anno scorso Renzi aveva trascorso 24 ore a Doha su invito dell' emiro, Tamim Bin Hamad Al Thani, per partecipare all' inaugurazione della biblioteca nazionale, insieme a un «gruppo ristretto di ex uomini di governo accomunati dalla passione per l' islam sunnita di Doha», tra cui il presunto amante dei petrodollari Nicolas Sarkozy.

Durante quella due giorni Renzi visitò gli uffici della Qatar Airways, che ha acquistato la compagnia italiana Meridiana e si intrattenne per più di un' ora con i vertici della Qatar foundation, la stessa con cui aveva firmato un accordo da 1 miliardo di euro per il rilancio dell' ospedale sardo Mater Olbia.

 

L' ex segretario Pd era volato in Qatar anche subito dopo le sue dimissioni da capo del governo: era il 19 gennaio del 2017 e anche in questo caso si trattò di una visita lampo. Ricordiamo che l' emiro del piccolo Stato arabo controlla un fondo d' investimento che in Europa possiede quote rilevanti di colossi bancari, ma anche decine di immobili e hotel. Tra questi il Four Seasons di Firenze, comprato proprio dalla famiglia Al Thani, che Matteo usa come ufficio per gli incontri importanti.

 

Dopo il rientro di Renzi dalla penisola arabica, lo scorso 11 aprile, La Repubblica ha dato la notizia di contatti tra un fondo del Qatar e l' ex ministro dello Sport Luca Lotti per trovare finanziatori per la Fiorentina. Una coincidenza che non è passata inosservata tra gli esperti di Giglio magico.

la signora protesta contro le banche renzi risponde

 

Ma le puntate in Medio Oriente di Renzi non sarebbero finite e il nostro sarebbe atteso a Gedda in Arabia Saudita, città sul Mar Rosso non distante dalla Mecca. Che la trasferta sia confermata o meno, l' ex premier negli ultimi due mesi non è stato solo nei Paesi arabi. Il 4 aprile scorso, a quanto ci risulta, era a Zurigo, la capitale della finanza internazionale, anche se dalla Svizzera non ha regalato foto o post ai suoi fan.

Il 5 aprile l' ex segretario del Pd ha ripreso a pubblicare immagini e video delle presentazioni del suo libro (Un' altra strada. Idee per l' Italia di domani) in Lombardia e Veneto, da Lecco a Pavia, da Treviso a Padova.

 

L' attività promozionale era stata molto intensa anche a marzo. Per vendere il suo volume Renzi ha girato l' Italia come una pallina da flipper, dalla Lombardia alla Puglia, passando per Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo l' 1, 2, 6, 9, 10 e 11 marzo.

L' ex sindaco di Firenze tra il 13 e il 14 marzo ha promosso la sua ultima fatica letteraria anche a Londra, dove risiede il finanziere David Serra, quello che dà lezioni di etica agli altri e ha ingaggiato Renzi nell' Algebris policy & research forum, un think tank nato per incoraggiare «un' economia più equilibrata e forte in Europa».

la signora protesta contro le banche renzi risponde

La kermesse londinese è stata organizzata dal comitato cittadino del Pd (esiste pure quello) e dall' Italian society dell' University college.

 

Subito dopo è volato a fare l' imbonitore in Campania. A fine mese, dopo il viaggio a Dubai, ha fatto tappa nelle province di Brescia, Grosseto, La Spezia, Parma e Mantova.

Un' agenda fitta di impegni a cui bisogna aggiungere le varie interviste in tv (compresa quella in cui ha litigato con Marine Le Pen) e sui giornali. Il 23 marzo, quando era già atterrato a Dubai, ha persino firmato un articolo sul Financial Times con argomento la Brexit.

 

Accertato il gran girovagare di Renzi per l' Europa con la sua bancarella di libri, ci chiediamo dove trovi il tempo per il lavoro di parlamentare. Ma evidentemente le spese della sua famiglia sono tante e per mantenersi non bastano il ricco stipendio da senatore e le cause per danni agli sbancati.

 

 

2. IL SENSO DEL BULLO PER GLI AUTOGOL

Maurizio Belpietro per ''La Verità''

 

RENZI BANCHE

Faccio una doverosa premessa: nonostante Matteo Renzi abbia annunciato una querela contro Panorama, non sono io il querelato. La citazione in tribunale riguarda una copertina pubblicata quattro anni fa, quando io non ero direttore e il settimanale aveva un altro editore. Dunque, se mi occupo delle iniziative giudiziarie dell' ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd non è pro domo mea, cioè non devo difendermi o giustificarmi per qualche cosa che mi venga contestato.

 

Ciò detto, permettetemi di dire che la decisione del senatore semplice di Scandicci di mettere mano agli avvocati mi sembra dimostrare che l' uomo non solo non è molto lucido, ma neppure è un politico di razza, perché se lo fosse eviterebbe atti di autentico autolesionismo. Se lo dico non è per tutelare la categoria dei giornalisti, i quali devono rispondere dei propri errori esattamente come chiunque altro.

 

Nemmeno penso che un leader debba farsi amici i giornalisti o anche solo ignorarli come faceva Giulio Andreotti che, pur essendo oggetto di qualsiasi cattiveria o diffamazione, evitò con cura di portare cronisti e commentatori in tribunale. No, dico che Renzi sbaglia a spedire citazioni in giudizio perché rischia di aprire vicende ormai sopite, che in larga parte nessuno ricorda più. Non so chi l' abbia detto, forse proprio il Divo Giulio, ma una smentita è una notizia data due volte, dunque figuratevi un processo, dove oltre a ricordare i fatti con passerella di testimoni seguirà il dibattimento.

MARCO TRAVAGLIO CON CARTA IGIENICA GRIFFATA RENZI

 

Immagino già lo spasso dei cronisti quando si discuterà della famosa carta igienica con la faccia dell' ex premier tenuta in bella vista da Marco Travaglio sullo scaffale della libreria: si tratta di diffamazione o di lesione dell' onore? E nel caso, la responsabilità è di chi la espone nel proprio ufficio o di chi l' ha realizzata e messa in commercio? Trattasi di satira oppure di censura? Insomma, il dibattito terrà banco per giorni sulle prime pagine, con le relative conseguenze, che per l' ex leader del Partito democratico potrebbero non essere positive.

 

Di certo non lo sarà la denuncia presentata contro una delle persone che con il fallimento delle banche ha perso i propri risparmi. La signora salì alla ribalta nazionale quando riuscì a intrufolarsi a una kermesse del Pd e, mentre Renzi parlava dal palco, lo interruppe a male parole, accusando l' ex capo di governo di aver praticamente derubato i risparmiatori con il famoso decreto che sancì la bancarotta di Etruria e delle altre banche. Portare in tribunale un' anziana signora, chiedendone la condanna per uno sfogo, servirà a Renzi per risalire nei sondaggi? Credo di no. Nel migliore dei casi risalirà il saldo del suo conto corrente, ammesso e non concesso che i giudici condannino la signora. Ma per il resto che succederà?

 

MARCO TRAVAGLIO CON CARTA IGIENICA GRIFFATA RENZI

Ve lo spiego io: accadrà che per settimane, forse per mesi, si parlerà delle banche fallite, riaprendo una ferita che non si era rimarginata, ma neppure sanguinava. Renzi alla fine si intesterà la parte del cattivo, contro la povera pensionata ridotta sul lastrico. Forse l' ex segretario del Pd sarà gratificato da una sentenza favorevole, ma ciò farà salire la sua popolarità oppure aumenterà la percezione di arroganza che molti italiani hanno di lui?

 

Renzi, del resto, ha fatto più volte lo stesso errore nel passato, lasciandosi guidare più dalla reazione che dalla riflessione. Fu così sul finire della scorsa legislatura, quando all' improvviso, mentre già i partiti si preparavano alla campagna elettorale, impose la commissione d' inchiesta sulle banche. Non so a che cosa mirasse con quella decisione, se volesse farla pagare al governatore di Banca d' Italia, Ignazio Visco, o fosse convinto di poter rovesciare il tavolo e prendersi una rivincita contro i partiti di opposizione. Sta di fatto che così facendo riaprì una ferita che appena si era rimarginata, facendola sanguinare. E la sfilata di testimoni di certo non contribuì a risollevare la sua popolarità.

 

Di errori del genere, per arroganza o altro, il senatore semplice di Scandicci ne ha fatti diversi. Primo fra tutti quello che ha liquidato la sua esperienza a Palazzo Chigi.

IL TWEET DI MATTEO RENZI SU MARCO TRAVAGLIO

Non avesse detto che, nel caso di sconfitta al referendum, si sarebbe ritirato dalla politica, non avrebbe dovuto mollare la poltrona di presidente del Consiglio e, molto probabilmente, non avrebbe coalizzato i nemici contro di lui. Invece, per protervia o troppa sicurezza, lo sciagurato parlò e il risultato fu una valanga di No.

 

Ora Renzi vorrebbe tornare e in gran segreto prepara un nuovo partito da varare per le prossime elezioni politiche. Se le premesse sono quelle viste in questi giorni, con le querele agli sbancati, il film che l' ex segretario del Pd si immagina, più che Renzi 2 la vendetta, rischia di trasformarsi in Renzi 2 la sconfitta. Perché una sentenza in tribunale non equivale a una vittoria nell' urna.

 

 

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