1. LA REPLICA DI FURIO COLOMBO AI “VELENI” DI BISIGNANI ‘’OMESSI” DA ‘’IL FATTO”: “A NEW YORK NON C’ERA “UN RAPPRESENTANTE DI CASA AGNELLI”. C’ERA UN PRESIDENTE DELLA FIAT USA. QUANTO ALLA DESCRIZIONE OFFERTA DA BISIGNANI, FA PARTE, CREDO, DEL SUO MODO DI VEDERE LA VITA. SE NON INTRIGHI E NON TRAFFICHI, SEI “DELICATO E GENTILE”” 2. PRONTA REPLICA DEL COAUTORE PAOLO MADRON: “IN REALTÀ I RICORDI DI BISIGNANI SU COLOMBO E SUL SUO LUNGO SOGGIORNO AMERICANO ERANO PIÙ PRECISI. RICORDAVA COME, IN QUANTO CAPO DI FIAT USA, COLOMBO FOSSE PRESENTE NEI CONSIGLI D’AMMINISTRAZIONE DI ALCUNE BANCHE (TRA CUI LA ‘’OVERSEAS UNION BANK’’ DI NASSAU) ENTRATE POI, AI TEMPI DI TANGENTOPOLI, NELLE INDAGINI DEL POOL DI MANI PULITE’’ 3. MA E’ “IL FATTO” AD ANNUNCIARE L’EXPLOIT DEL SUO SOCIO CHIARELETTERE, EDITORE DE “L’UOMO CHE SUSSURRAVA AI POTENTI”: “BISIGNANI IN LIBRERIA BATTE RENZI E VELTRONI. 10 MILA COPIE IN MEZZA GIORNATA, MATTEO 7500 IN 10 GIORNI, WALTER 1850 IN 16”

1. FURIO COLOMBO: DAGOSPIA, IL FATTO E IL GIORNALE
Lettera a Il Fatto Quotidiano

‘'Caro Furio Colombo leggo su Dagospia (che riporta da "Il Giornale", 31 maggio) "hanno omissato ai lettori del Fatto il passaggio in cui Madron chiede a Bisignani: Chi conosceva al Corriere? E lui: Furio Colombo. Era il rappresentante di casa Agnelli...". Come mai "Il Fatto Quotidiano", che pure sì è occupato a lungo del libro di Bisignani, ha saltato proprio la parte che riguarda Furio Colombo?''
Victor

LA REPLICA DI FURIO COLOMBO

Stiamo parlando del libro "L'uomo che sussurrava ai potenti" intervista di Paolo Madron a Luigi Bisignani (Chiarelettere Editore), dunque un libro in cui bisogna stare attenti ai dettagli. Vediamo il dettaglio che mi riguarda. Citerò prima la versione abbreviata Dagospia, "Madron chiede a Bisignani: "Chi conosceva al Corriere? e lui: Furio Colombo. Era il rappresentante di casa Agnelli, lo ricordo come un uomo delicato, accondiscendente e gentilissimo. L'Avvocato lo metteva a disposizione dei potenti di passaggio negli Stati Uniti".

Una seconda versione di Dagospia è questa: "Madron: Negli stessi anni un giornalista influente era Furio Colombo. E Bisignani: "Allora era il rappresentante di casa Agnelli e nulla lasciava presagire che sarebbe diventato molti anni dopo direttore de ‘L'Unità' e poi battagliero editorialista del ‘Fatto Quotidiano'. Lo ricordo come un uomo delicato, accondiscendente e gentilissimo. L'Avvocato lo metteva a disposizione dei potenti di passaggio negli Stati Uniti".

Come si vede l'omessa citazione non cambia certamente il senso del libro. Può forse dispiacere a me, perché taglia il riferimento al ‘Corriere' (per cui non ho mai lavorato, ma che presuppone prestigio) e perché Madron mi definisce, riferendosi a quegli anni, "giornalista influente". Che sia vero o no, fa sempre piacere sentirselo dire. Però lo spunto serve forse per qualche chiarimento.

A New York non c'era "un rappresentante di casa Agnelli", che si rappresentava molto bene da sola. C'era un presidente della Fiat Usa. Quanto alla descrizione offerta da Bisignani, fa parte, credo, del suo modo di vedere la vita. Se non intrighi e non traffichi, sei "delicato e gentile". La parola "accondiscendente" è senza senso se non dici a che cosa accondiscendi. Per esempio, alcuni influenti giornalisti intorno a Berlusconi erano accondiscendenti, ma poi hanno dovuto spiegare le ragioni e il contesto ai Pm di Milano.

"A disposizione dei potenti" vuol dire un tipo di esperienza che qualcuno ha avuto e qualcuno no. Non si può essere a disposizione dei potenti se si ha dignità, e nessuno te lo può chiedere se non ti offri. Ma questo sembra il punto chiave per i due narratori in cerca di memorie altrui.

La chiave è nella frase: "Nulla lasciava presagire che (Colombo, ndr) sarebbe diventato molti anni dopo direttore de L'Unità e poi battagliero editorialista del Fatto Quotidiano".
Immagino che i due conversatori, a quel punto, abbiano abbassato la voce, come si fa quando si parla di una tremenda malattia. Nulla lasciava presagire. Ci sono sintomi per patologie come dirigere l'Unità o scrivere per Il Fatto?

2. LA REPLICA DI PAOLO MADRON A FURIO COLOMBO
Paolo Madron a Dagospia

In realtà i ricordi di Luigi Bisignani su Furio Colombo e sul suo lungo soggiorno americano erano più precisi, ma in fase di revisione de "L' uomo che sussurra ai potenti" avevo deciso di smussare e accorciare. Ricordava come, in quanto capo di Fiat Usa, Colombo fosse presente nei consigli d'amministrazione di alcune banche (tra cui la Overseas Union Bank di Nassau) entrate poi, ai tempi di Tangentopoli, nelle indagini del pool di mani Pulite.

Ricordava poi che l'ex direttore de L'Unità faceva parte della cerchia riservatissima dei famigli dell'Avvocato. A New York gli teneva l'agenda e provvedeva alle prenotazioni nei posti più' esclusivi. Una sorta di segretario particolare pronto ad esaudire ogni richiesta. Ed anche quelle di chi, potente, arrivava a New York per turismo o per lavoro.

Come accadde con l'allora ministro del Tesoro Gaetano Stammati in Usa per negoziare un prestito per l'Italia, con il quale fu così gentile e premuroso da portare sin all' aereoporto una medicina che serviva ad una sua nipotina appena nata.

A New York c'era l' onnipresente Colombo, mentre a Torino ad accudire l'Avvocato in tutte le esigenze provvedevano due donne straordinarie: la mitica segretaria Renaud, che si innervosiva quando la chiamavano Renault come la casa automobilistica concorrente. E la signora Rubiolo, la efficientissima responsabile delle relazioni esterne. Con Colombo, Renaud e Rubiolo completava il cerchio magico di Agnelli il suo mitico maggiordomo Brunetto.

3. BISIGNANI BATTE RENZI E VELTRONI. IN LIBRERIA
di Wanda Marra per Il Fatto

Il libro di Renzi? Vediamo....Qui ha venduto 52 copie. Quello di Veltroni? 64. Ma da noi i libri politici vanno bene, siamo di fronte al Parlamento". Nella Feltrinelli di Piazza Colonna a Roma, l'ultimo prodotto in tour di Matteo Renzi, Oltre la Rottamazione (Mondadori) fa bella mostra di sè tra le novità all'entrata. Accanto a quello di Enrico Letta, Costruire una cattedrale (sempre Mondadori, 2009).

Doverosamente attualizzato, con opportuna manchette: "Costruire il futuro del paese: i progetti per l'Italia del nuovo presidente del Consiglio". E poi, giusto qualche pila più in là quello di Walter Veltroni, E se noi domani (Rizzoli). Per il politico-autore un evento a Torino, qualche comparsata televisiva, immancabili presentazioni a Roma. Ma ce n'è uno che non si vede: L'uomo che sussura ai potenti di Luigi Bisignani e Paolo Madron (ChiareLettere). "È finito, abbiamo venduto 50 copie in un'ora". A occhio e croce il racconto dei misteri della politica batte di gran lunga i politici che si raccontano, dibattono , elaborano teorie sul passato, sul presente e sul futuro.

I dati ufficiali confermano. Il libro di Renzi uscito il 21 maggio ha venduto per ora circa 7500 copie (la Mondadori ne ha tirate 55.000). Sempre meglio di Veltroni. Uscito il 15 maggio, sta intorno alle 1850, secondo dati non ufficiali, ma conosciuti nella distribuzione. Sì, perché la Rizzoli, per policy aziendale non diffonde i numeri: potrebbero influenzare le vendite...

Alla Arion di Piazza Fiume a Roma, la libreria dell'ex Sindaco ed ex segretario del Pd, i due sono vicini vicini , accanto alla cassa. Una pila più bassa per Matteo, una un po' più alta per Walter. "Vendono, vendono. Tutti e due. Forse quello di Renzi un po' di più, è un personaggio più attuale, no? Infatti è quasi finito". E però, "Veltroni viene qui a comprare libri: è un grande lettore".

NON SI TRATTA comunque di cifre astronomiche neanche per il "giovane" Matteo: il libro di Bisignani, giovedì a pranzo, a mezza giornata dall'uscita era già esaurito. Diecimila copie, così, in un attimo . Tanto che la casa editrice lo sta ristampando urgentemente, con tiratura complessiva di 45.000.

Diecimila copie sono quelle che ha venduto Enrico Letta in 4 anni con il saggio rimandato in libreria agli inizi di maggio, nei giorni dell'avvio del suo governo. Quanto ha venduto in un mese? Dati non quantificabili. Il che non promette troppo bene. Se due più due fa quattro, Letta funziona più come politico che come saggista.

Ma bighellonando per librerie si scoprono nuovi casi editoriali. Nella Feltrinelli di piazza Esedra, a due passi dalla stazione, i libri sono esibiti su appositi leggii. E quello di Veltroni è abbinato a Cittadino di Roma, opera scritta da Gianni Alemanno con Corrado Ruggeri, uscita il 13 maggio per Mondadori. Un libro elettorale, evidentemente. Sindaco(uscente?) contro ex Sindaco. In questo caso la classifica è chiara: "I politici in generale non vendono molto. No, aspetti, anzi: di Renzi hanno comprato 20 copie, di Veltroni 22". E di Alemanno? "Alemanno, Alemanno...". Pausa. Controllo "Ah, una copia".

 

 

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