paolo savona

“LA SITUAZIONE E’ GRAVE, NON MI ASPETTAVO CHE ANDASSE IN QUESTO MODO” - IL RETROSCENA DI VERDERAMI SUL “CORRIERE” DESCRIVE IL MINISTRO PAOLO SAVONA MOLTO PREOCCUPATO PER LA PIEGA CHE STA PRENDENDO IL BRACCIO DI FERRO CON L’EUROPA - E ORA SI ASSOCIA A CONTE PER PROMUOVERE UN “DIALOGO FRANCO” CON L’UE - I BOTTA E RISPOSTA CON TRIA

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

francesco verderami

Alcuni colleghi di governo gli avevano perfino dedicato un motto - «Avanti Savona!» - affascinati com'erano da quella colta e aulica determinazione con cui esortava i giovani vice premier a tenere duro con l'Unione. Savona avanti, Di Maio e Salvini dietro, in Consiglio dei ministri era prevalsa la tesi che l'esecutivo non avrebbe avuto nulla da temere da una Commissione a fine mandato, e dunque troppo debole per poter osare una procedura contro l'Italia.

 

«Senza paura», diceva il titolare per gli Affari europei, che con la sua prosa argomentata aveva fatto presa sui colleghi a digiuno di economia, finendo per sovrastare le obiezioni di quanti - da Moavero a Giorgetti, passando per Tria e buon ultimo anche Conte - avevano una visione opposta: proprio perché la Commissione è a fine mandato avrà pochi margini di manovra, e dovrà limitarsi all' uso di regole che sono draconiane.

 

SERGIO MATTARELLA PAOLO SAVONA GIUSEPPE CONTE

Perciò, a qualche mese di distanza e a pochi giorni dal giudizio universale, a Palazzo Chigi ha fatto un certo effetto sentire da Savona che «la situazione è grave»: «Non mi aspettavo andasse in questo modo». Il «professore» - lo chiamano così nel governo - non ha cambiato linea, ha solo preso atto che la sua teoria è stata smentita dagli eventi. Ce n'è la prova nella nota con cui ieri ha voluto associarsi al premier per un «dialogo franco» con Juncker. Ma senza cambiare i «numerini», a Bruxelles ritengono altrettanto francamente che non ci siano margini per dialogare.

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA

Infatti da settimane Conte preannuncia un imminente incontro con il presidente della Commissione, sempre rimandato. Ché poi, per parlarci ci aveva già parlato a ottobre: «E fu un colloquio molto teso», racconta chi l'ha vissuto. Più o meno sulla falsariga del rendez vous tra Tria e Moscovici, avvenuto a Roma, con il titolare dell'Economia a pregare il commissario europeo di rallentare il percorso verso la procedura, e l'altro a far la parte della volpe: «Noi rallenteremo, ma è chiaro che se qualche Paese ci chiederà di procedere...». La prima a farlo è stata l'Austria, un colpo per i sovranisti. Ma anche a Kurz è «il popolo» che gliel'ha chiesto.

 

paolo savona

Pezzo per pezzo, l'ideologo dell' avanti tutta ha visto smontato il suo teorema: «Un disastro», ha commentato con Giorgetti. E chissà se in quel momento il sottosegretario alla Presidenza è tornato al dibattito che si aprì nella Lega, quando si discusse sulla formazione del governo: un pezzo del Carroccio era contrario ai «professori» nell'esecutivo, dato che - fu spiegato a Salvini - «con Monti l'Italia ha già dato: far politica non è come tenere una lezione all' università».

 

Non lo è neppure avviare defatiganti discussioni sulla riforma della Banca centrale europea ai vertici al Quirinale. Tantomeno riaprire vecchie dispute - celate da grandi elogi - verso chi «si è impegnato per gli italiani e per i loro risparmi». Perché ancora ieri Salvini è stato riconoscente verso Draghi, nonostante da Francoforte il presidente della Bce avesse appena avvisato «i Paesi ad alto debito a non aumentarlo ulteriormente», spiegando che l'aumento dello spread è «causato dalla messa in discussione delle regole europee».

 

paolo savona elisabetta trenta

Il capo del Carroccio - per quanto riottoso - inizialmente era pronto a stare nelle «regole», poi andò al traino di Di Maio che forzò la mano per il reddito di cittadinanza. Savona, che fino ad allora aveva invitato a puntare sugli investimenti, assecondò quella linea, entrando in rotta di collisione con il titolare dell' Economia, suo protetto.

 

Da qualche mese non c'è Consiglio dei ministri in cui il responsabile per gli Affari europei non puntualizzi con tono professorale le argomentazioni del professor Tria. Che ogni volta s'invirgola e va a sfogarsi con un collega amico: «Venga lui a guidare la macchina». E l'altro solidale: «Con le sue teorie la macchina è stata lanciata contro il muro, clacsonando».

PAOLO SAVONA GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

 

Per evitare lo schianto Conte sa (e dice) che Juncker «vuole qualche concessione. Solo così rinvierà il nostro dossier alla futura Commissione». Ma il premier deve sbrigarsi, e deve anche scongiurare i ritardi alle riunioni di governo. È una cosa che irrita Savona: «Almeno la puntualità».

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