fini laboccetta

A VOLTE RITORNANO – AMEDEO LABOCCETTA, GRANDE ACCUSATORE DI FINI (E TULLIANI) TORNA IN PARLAMENTO – SUBENTRA PER LE DIMISSIONI DI UN DEPUTATO – S’E’ FATTO 6 MESI DI GALERA. PER I PM DI ROMA E’ L’UOMO DI FIDUCIA DI CORALLO, IL RE DELLE SLOT MACHINE - GLI INSULTI DI DI BATTISTA (M5S)

 

Da "Il Fatto Quotidiano”

 

GIANCARLO ELISABETTA TULLIANI - LABOCCETTA - GIANFRANCO FINIGIANCARLO ELISABETTA TULLIANI - LABOCCETTA - GIANFRANCO FINI

Il ritorno di Amedeo Laboccetta. A meno di un anno dalla fine della legislatura, dopo l’arresto per il caso Corallo, l’ex parlamentare di An torna in Parlamento. Alla Camera Laboccetta – protagonista anche nella storia della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini – prenderà il posto di Raffaele Calabrò, fin qui deputato di Alternativa Popolare. L’assemblea ha votato a favore delle dimissioni di Calabrò (268 sì, 115 no) perché è stato nominato rettore dell’università Campus Biomedico di Roma.

 

“Lascio la vita parlamentare con la consapevolezza che non che è vero che tutto è casta – ha detto Calabrò in Aula chiedendo ai colleghi di accettare le dimissioni – ma che sono tanti i colleghi seduti qui che hanno ancora l’idea che un parlamentare sia innanzitutto una persona delle istituzioni, un portatore delle istanze della società civile, del proprio mondo”.

 

Francesco CoralloFrancesco Corallo

Non è chiaro a quale gruppo si iscriverà Laboccetta, perché come tutti gli ex An è stato eletto nel Pdl. “Io ho sempre praticato la coerenza – dice a Radio Radicale – Sono stato eletto nella precedente legislatura nel gruppo del Popolo delle libertà. E mi sono ricandidato nello stesso gruppo nel 2013. Quindi resto dov’ero”.

 

Laboccetta è stato arrestato il 13 dicembre per l’inchiesta della Procura di Roma su una associazione a delinquere transnazionale che, secondo l’accusa, riciclava i proventi sul mancato pagamento delle imposte sul gioco on line. Laboccetta resta comunque indagato: è ritenuto un uomo vicino a Francesco Corallo, il cosiddetto “re delle slot”. L’ordinanza a suo carico è stata poi annullata dal tribunale del Riesame dopo due settimane.

 

GIANCARLO TULLIANI E LA CASA DI MONTECARLOGIANCARLO TULLIANI E LA CASA DI MONTECARLO

In un’altra inchiesta, nel 2011, Laboccetta era stato accusato di favoreggiamento e alla fine fu assolto. Nel frattempo però durante una perquisizione della Guardia di Finanza, approfittando del suo ruolo di parlamentare, portò via un pc e così per le fiamme gialle fu impossibile sequestrarlo. Servì la richiesta dei pm, un’istruttoria della giunta per le autorizzazioni e una prima relazione della giunta perché Laboccetta desse – di sua sponte – il pc alla Finanza.

 

Infine, nei mesi scorsi, è stato decisivo per il coinvolgimento dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini – di cui in passato era stato un fedele sostenitore – nell’inchiesta sulla casa di Montecarlo. “Io sono una persona molto tranquilla – dice Laboccetta – Vivo la politica da quando avevo 16 anni. Quindi sono anche abituato a momenti di sofferenza. Spero che questi momenti siano terminati. La mia è stata un’esperienza dura“. In merito agli attacchi che potrebbe subire dagli altri gruppi parlamentari per il suo ritorno a Montecitorio, Laboccetta afferma: “Quando sono entrato in Aula, nessuno mi ha detto nulla. Se poi questo succederà nei prossimi giorni ne prenderemo atto”.

elisabetta tulliani e gianfranco finielisabetta tulliani e gianfranco fini

 

Un piccolo assaggio c’è già stato: un confronto con Alessandro Di Battista, deputato dei Cinquestelle. “Noi del Movimento 5 stelle non le mandiamo a dire – racconta Di Battista sempre a Radio Radicale – Quando ho visto Laboccetta (nel cortile di Montecitorio, ndr) gli ho detto che mi sentivo indignato della sua presenza in Parlamento dopo che era stato in carcere. Lui mi ha risposto che queste sono minacce mafiose. E io gli ho risposto che lui evidentemente le minacce mafiose le conosce bene”.

 

Amedeo Laboccetta Amedeo Laboccetta

Con l’ingresso di Amedeo Laboccetta alla Camera, scrive il gruppo M5s a Montecitorio in una nota, “si riesce a peggiorare ulteriormente la qualità della composizione di questo Parlamento”. Tra chi ha votato contro le dimissioni di Calabrò per non far entrare in Parlamento Laboccetta è stato il gruppo dei Fratelli d’Italia: “Abbiamo ritenuto necessario – dice Fabio Rampelli, il capogruppo del partito della Meloni alla Camera – garantire a questo Parlamento la massima trasparenza e credibilità di fronte ai cittadini. Auguriamo all’onorevole Laboccetta di risolvere al meglio i suoi problemi giudiziari e riteniamo che solo dopo possa rientrare a Montecitorio senza macchia e, quindi, dalla porta principale”.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...