olivia paladino giuseppe conte

CHE GENERO GENEROSO – LE AZIENDE DEL PADRE DELLA FIDANZATA DI GIUSEPPE CONTE HANNO CIRCA 36 MILIONI DI DEBITI CON IL FISCO, MA CON LA ROTTAMAZIONE TER DEL 2018 POTRANNO ESSERE RATEIZZATI (SENZA MULTE E INTERESSI) – È PROBABILE CHE “GIUSEPPI” NON FOSSE A CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE FISCALE DEL SUOCERO, VISTO CHE SU QUEL PROVVEDIMENTO HA BATTAGLIATO A LUNGO DAVANTI A SALVINI E DI MAIO…

 

 

Franco Bechis per www.iltempo.it

 

OLIVIA PALADINO E GIUSEPPE CONTE

La ciambella di salvataggio è arrivata il 23 ottobre 2018, grazie al decreto fiscale del governo gialloverde che porta come prima firma quella di Giuseppe Conte. È stato quel testo a tenere in piedi un piccolo gruppo di imprese che in quel momento erano senza liquidità schiacciate dalle cartelle degli esattori del fisco. È il gruppo di imprese che appartiene a Cesare Paladino, alle figlie Cristiana e Olivia e al loro fratellastro Jhon Rolf Shadow Shawn, figlio di primo letto di Ewa Aulin, la bella attrice che sposò Cesare in seconde nozze. Olivia era ed è la compagna di vita del premier Conte, e papà Cesare pur non essendo i due sposati, è di fatto lo suocero.

 

olivia e cesare paladino

Tutti insieme i Paladino attraverso vari intrecci societari controllano una serie di imprese immobiliari fra cui c’è quella proprietaria dell’Hotel Plaza di Roma, in via del Corso. Non se la passano benissimo: c’è la crisi del mattone, gli affitti sono scesi, il costo del personale è alto, lo stesso Plaza ha richiesto ingenti investimenti per la ristrutturazione. Tutte insieme hanno qualcosa come 50 milioni di debiti tributari, e dopo le cartelle esattoriali sono scattate ipoteche e pignoramenti sugli immobili. Non sanno più come fare. Con i due ultimi governi del Pd hanno preso al balzo la rottamazione delle cartelle e il suo bis, ma le condizioni per l’accesso erano strette strette, e i problemi non erano spariti.

cesare paladino

 

È in quel momento che è arrivata la contestatissima rottamazione ter, a cui la famiglia Paladino si è appesa come fosse una insperata stella cometa. Uno dopo l'altra hanno fatto domanda la Archimede immobiliare, l'Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, l'Unione esercizi alberghi di lusso e l'Immobiliare di Roma Splendido, chiedendo la rateizzazione di poco meno di 27 milioni di euro di debiti tributari di varia natura, lasciandone fuori perché non potevano rientrarvi altri 9 milioni di euro. Il quadro della situazione era descritto con crudezza nel giugno 2018 dal sindaco e revisore unico arrivata a controllare gran parte delle immobiliari, Barbara Piconi.

 

giuseppe conte olivia paladino

Ha verbalizzato in calce al bilancio della Unione esercizi alberghi di lusso di avere “ottenuto dall'amministratore unico le informazioni sul generale andamento della gestione della società, sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggiore rilievo effettuate dalla società, anche per considerare la continuità aziendale in un contesto di grave crisi di liquidità finanziaria constatata.

giuseppe conte olivia paladino

 

A tal proposito si è in particolare appurata una situazione di ingenti debiti accumulati negli anni pregressi verso il fisco, Inps, Inail, e altri enti comunali. La sottoscritta esortando la loro regolarizzazione, ha ricordato all’Amministratore le connesse sanzioni penali per debiti che superano le relative soglie (Iva e ritenute), ed ha però da lui ricevuto i piani di rateizzazioni già approvati e regolarmente pagati dalla società per chiudere le pendenze in atto. Inoltre l’amministratore ha fatto presente di aver aderito alle cd. “rottamazione e rottamazione bis” del 2016 e del 2017 per alcuni tipi di debiti e che stanno approntando tutta una serie di operazioni che contribuiranno nei prossimi anni ad aumentare le entrate finanziarie per far fronte agli impegni presi con il fisco”. L'anno dopo la stessa Piconi nel bilancio della stessa società annoterà l'adesione alla rottamazione ter per una cifra di poco inferiore ai 10 milioni di euro.

cesare olivia paladino

 

giuseppe conte al mare con la fidanzata olivia paladino

Mentre per circa 2 milioni di euro di tassa di soggiorno non pagata dal Plaza era arrivato il sequestro giudiziario della somma e Cesare Paladino è finito a processo patteggiando una condanna per evasione fiscale di un anno, due mesi e 7 giorni. I due milioni sono stati garantiti al Plaza da un'altra società, la Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, controllata al 47,5% da ciascuna delle sue figlie Cristiana e Olivia e al 5% dal fratellastro. La fidanzata del premier Conte non ha cariche societarie nel gruppo (l'unica avuta per un anno è stata la vicepresidenza delle Sorelle Fontana), ma partecipa attivamente alle assemblee, come è accaduto l'ultima volta il 26 luglio scorso.

CESARE PALADINO E EWA AULINHOTEL PLAZA DI ROMA

 

Il revisore Piconi in ogni società della famiglia finisce per mettersi le mani nei capelli. Così scrive il 14 giugno 2019 in calce al bilancio della Immobiliare di Roma splendido: “così come già esposto nelle verifiche trimestrali, nel corso del 2018 non si è ancora regolarizzata l’iscrizione presso l’ufficio del registro del principale contratto di locazione della società, questo poiché l’ufficio ha sostenuto che, fino a che non si provvederà a pagare tutta l’imposta di registro relativa al contratto stesso, l’adempimento della registrazione non potrà essere effettuato”.

GIUSEPPE CONTE CON OLIVIA PALADINO E LA FIGLIA

 

E più in là: “nel corso del 2018, in seguito ad accertamento per imposte dell’anno 2013, è stato definito con l’agenzia delle entrate un atto di “accertamento con adesione” - pagabile in 16 rate - che ha portato alla riduzione del corrispondente “fondo imposte” che era stato stanziato nel 2017 in pendenza di questo accertamento, e per la parte non coperta dallo stesso l’emersione di sopravvenienze passive indeducibili”. Infine avvisa l'imprenditore che dopo tanta evasione fiscale, le conseguenze penali potrebbero essere gravi: “la situazione debitoria verso il fisco potrebbe attenuarsi nel caso di conclusione positiva e dunque con il pagamento dell’ultima rata prevista nel piano delle adesioni alle cd “rottamazione bis e ter” ma ciò non toglie la responsabilità penale connessa alle soglie di punibilità che la scrivente ha rammentato all’amministratore nel corso delle verifiche trimestrali esortandolo ad adempiere entro i termini prestabiliti”. Sul bilancio della stessa società per altro arrivano le cartelle bonarie anche per l'Imu e la Tasi che non sono state versate come dovuto nel 2014 e nel 2015: in tutto poco meno di 1,4 milioni di euro.

GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO

 

LUIGI DE MAGISTRIS - VINCENZO DE LUCA - OLIVIA PALADINO - GIUSEPPE CONTE

Con la pace fiscale varata da Conte però le nubi sul piccolo impero dei Paladino si sono diradate, il debito tributario si è alleggerito di interessi, more e sanzioni e la rateizzazione ha offerto la possibilità di trovare entrate anche da dismissione di cespiti per onorare quanto dovuto al fisco, sia pure dopo avere disatteso gli obblighi per così lungo tempo. E' probabile che il premier non conoscesse il dettaglio della situazione fiscale della sua quasi famiglia bis. Altrimenti si sarebbe astenuto dalla votazione del provvedimento: invece proprio su quella pace fiscale Conte ha battagliato a lungo, rivelando poi di avere letto norma dopo norma in consiglio dei ministri davanti a Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ed escludendo che nel testo originario ci fosse pure quel condono penale che secondo il capo del M5s successivamente una manina avrebbe inserito.

GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO

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