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“IL PNRR HA EVITATO CHE L'ECONOMIA ITALIANA ENTRASSE IN RECESSIONE NEGLI ULTIMI ANNI” – L’EX DIRETTORE DELLA BANCA D’ITALIA, SALVATORE ROSSI, RIBADISCE CHE LA VALANGATA DI FONDI EUROPEI HA TENUTO A GALLA IL PIL DEL NOSTRO PAESE IN QUESTI TRE ANNI DI MELONI AL POTERE E RIFILA UNA FRUSTATA AL GOVERNO: “LA CESSAZIONE DELL'IMPULSO DEL PNRR POTREBBE PESARE SE GLI EFFETTI DI OFFERTA SI RIVELERANNO PICCOLI. LA DETERMINAZIONE DEL GOVERNO NELL'ATTUARE IL PIANO DEVE AUMENTARE, NON POSSIAMO PERMETTERCI DI TIRARE I REMI IN BARCA A METÀ DEL GUADO…”

Estratto dell’articolo di Salvatore Rossi per “La Stampa”

 

Pnrr Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

E così siamo entrati nell'anno conclusivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ricordiamo brevemente i fatti. Il Piano fu la declinazione italiana […] del gigantesco sforzo approvato dal Consiglio europeo nel luglio del 2020, mentre infuriava il Covid-19, detto "Next generation EU".

 

Lo sforzo era volto innanzitutto a evitare che l'economia europea crollasse sotto i colpi della pandemia. In buona sostanza esso contemplava l'erogazione ai governi dell'Unione, fino al 2026, della enorme somma di 750 miliardi di euro, finanziati attraverso titoli emessi sul mercato dalla Commissione europea a nome dell'intera Unione.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

Buona parte di quella somma fu destinata all'Italia: nel Pnrr sono ora riportati 194,4 miliardi. Dunque, oltre all'imponenza dell'intervento, due furono gli aspetti di inaudita novità: il ricorso massiccio a eurobond (titoli comunitari di debito) e la generosità nei confronti dell'Italia, entrambe decisioni fino a quel momento deprecate e giudicate impossibili da importanti paesi europei.

 

[…]

 

Ora che il Covid è alle nostre spalle, sostanzialmente sconfitto dai vaccini, è lecito chiedersi: è servito all'economia italiana quell'aiuto straordinario? Il suo venir meno negli anni futuri che problemi può presentare?

 

LO STATO DEL PNRR ITALIANO - SPESA E CALENDARIO - LA STAMPA

Cerchiamo di rispondere alla prima questione, il che poi ci aiuterà a rispondere alla seconda. Ma prima ricordiamo che i quasi 195 miliardi promessi all'Italia non erano, per così dire, gratis, ma erano condizionati a svariate centinaia di adempimenti da parte del governo e del parlamento italiani, essenzialmente nei campi delle riforme strutturali e degli investimenti pubblici. Le riforme strutturali (burocrazia, giustizia, istruzione, sanità) erano latitanti da decenni e gli investimenti pubblici ridotti e inefficienti.

 

[…]

 

Le stime riguardo agli effetti addizionali del Piano sulla crescita economica italiana dal 2020 al 2027 sono ovviamente variabili a seconda delle ipotesi, ad esempio sull'efficienza della spesa, e del modello usato, ma ruotano intorno ai tre punti percentuali, cumulati nel periodo, indicati dal governo nel Documento programmatico di finanza pubblica dello scorso ottobre. Ritardi e riprogrammazioni della spesa vengono tenuti in conto.

 

salvatore rossi foto di bacco (5)

Le stime a cui si fa qui riferimento non guardano soltanto agli effetti di domanda, ma anche a quelli di offerta, perché riforme strutturali e investimenti pubblici in infrastrutture ambiscono a innalzare il potenziale dell'economia.

 

Quindi l'impulso macroeconomico sulla crescita impresso dal Pnrr è stato e sarà importante. Ha presumibilmente evitato che l'economia italiana entrasse in recessione negli ultimi anni. Esso perdurerà almeno fino a tutto il 2027, anche se l'ultima rata sarà pagata alla fine di quest'anno, grazie al graduale dispiegarsi degli effetti degli interventi nel corso degli anni.

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera

La cessazione dell'impulso potrebbe pesare soltanto se gli effetti di offerta si riveleranno piccoli. Ma non era questo lo spirito dell'intervento europeo. L'idea non era solo quella di colmare il deficit di domanda causato dalla pandemia, ma anche e soprattutto quella di cambiare i tratti strutturali delle economie europee, soprattutto nei paesi che più ne avevano bisogno come l'Italia, cogliendo l'occasione sia pure di un evento tragico per innalzare le capacità produttive e innovative delle economie.

 

Il Pnrr traduce i pilastri di Next Generation Eu in sette "missioni", per semplicità definibili come innovazione, ecologia, mobilità, istruzione, inclusione, salute, energia. Avanzare nel completamento di queste sette missioni implica la promulgazione di numerose leggi, la definizione di ancor più numerosi decreti attuativi e regolamenti, la realizzazione effettiva di investimenti pubblici in quantità e con qualità inusitate.

 

ursula von der leyen giorgia meloni

La macchina legislativa e burocratica italiana, com'era da attendersi, è andata in affanno, alcune scadenze sono state ritardate, alcuni impegni ricontrattati con la Commissione. Ma un fatto è certo: quest'ultima ha finora approvato gli sforzi italiani, accordando le otto rate previste e apprestandosi a esaminare la nona, già chiesta dal governo.

 

[…]

 

Se i conseguenti cambiamenti strutturali si rafforzeranno e consolideranno l'economia italiana avrebbe compiuto un salto, che non potrebbe alla lunga non avere effetti macroeconomici positivi. Questi potrebbero a loro volta compensare, forse più che compensare, il venir meno dei puri e semplici effetti di domanda determinati dalla spesa aggiuntiva del Pnrr.

 

pnrr

Succederà? Ancora non lo sappiamo. Ma è lecito ancora sperarlo. La determinazione del governo nell'attuare il Piano deve però aumentare, non possiamo permetterci di tirare i remi in barca a metà del guado.

 

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