matteo salvini a mosca

SALVINI A MOSCA SI SENTE ''A CASA, IN ALCUNI PAESI EUROPEI NO'', MENTRE SI IMMERGE TRA GLI IMPRENDITORI ITALIANI CHE OPERANO IN RUSSIA, COLPITI DALLE SANZIONI. IL PUNTO È TUTTO LÀ: A DICEMBRE SI VOTA PER RINNOVARLE, E L'ITALIA PUO' METTERE IL VETO. MATTEUCCIO TITILLA I RUSSOFILI, MA NON AFFONDA IL COLPO - ''MI CHIEDONO DI GUIDARE L'EUROPA POPULISTA DOPO LE ELEZIONI''

Marco Ventura per “il Messaggero”

 

MATTEO SALVINI A MOSCA

Amici veri. Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell' Interno, sbarca a Mosca all' Hotel Lotte e partecipa all' Assemblea generale di Confindustria Russia. Un bagno di folla tra gli imprenditori italiani che operano in Russia, tra selfie e regali, dalla mortadella al parmigiano invecchiato 40 mesi, al grido di «basta sanzioni». «Io qua mi sento a casa mia, in alcuni paesi europei no», attacca.

 

Del resto, lo stesso premier Conte sarà al Cremlino la prossima settimana per un bilaterale con Vladimir Putin. Davanti a imprenditori e giornalisti, gioca sul pendolo che oscilla fra la Russia amica strategica, contro le sanzioni che ci hanno fatto perdere 20 miliardi in 5 anni, e l' attesa delle elezioni europee di maggio: «La metà di quelli che oggi parlano a sproposito nell' UE l' anno prossimo cambieranno residenza e mestiere, portiamo pazienza», dice riferendosi agli Oettinger e Schulz.

 

DIFESA A TUTTO CAMPO

Interviene il vice-ministro degli Esteri russo, Alexander Grushko («Non vogliamo spaccare l' Europa, ma la vogliamo forte nella difesa dei propri interessi, non di quelli imposti da fuori»). In platea il vicepremier Dmitry Kozak.

 

Nelle parole di Salvini la difesa a tutto campo della Russia e della necessità del dialogo con Italia e Europa. L' embargo? «Vengo qui gratis dice perché penso che le sanzioni siano una follia economica, sociale e culturale, un' assurdità che va fermata, cercheremo di farlo capire a tutti i nostri interlocutori internazionali».

 

MATTEO SALVINI A MOSCA

Un' assurdità che ha ragioni economiche, «non c' entra con i diritti». E che avvantaggia i competitor francesi e tedeschi, mentre penalizza fortemente l' imprenditoria italiana nella Federazione.

 

Sul ricorso all' arma del veto in Europa, però, Salvini si fa cauto. «E' un jolly che ci possiamo giocare una volta sola», spiega, e i temi sono tanti: dal bilancio alla manovra ai migranti. «Contiamo che a Bruxelles siano abbastanza intelligenti da capire che hanno esagerato e che fra Ue, Italia e Russia bisogna tornare ad avere buoni rapporti».

 

SPIE E VELENI

La fiducia in Mosca non si scalfisce neppure di fronte ai sospetti di spie russe attive col veleno in Gran Bretagna. Salvini parla di «improbabile veleno usato da una improbabile spia russa, narrazione in cui c' è qualcosa che non mi convince». E afferma di non credere a «ingerenze straniere nelle elezioni, a questo esercito di hacker russi in servizio h24 per influenzare i cervelli di inglesi, italiani, tedeschi».

 

 La visita nasce da un invito degli imprenditori italiani in Russia, ma cade in un momento topico dell' offensiva diplomatica e politica di Salvini. Una sfida globale. L' Italia non può da sola abolire le sanzioni alla Russia per la lealtà che deve da un lato All' Unione, dall' altro alla Nato. Dice Salvini di avere incontrato più volte, nelle ultime settimane, l' ambasciatore americano in Italia, Lewis Rosenberg. «È il primo ambasciatore che ho incontrato come ministro.

matteo salvini gianluca savoini a mosca

 

Lui conosce la mia posizione e io la sua, e c' è tra noi un buon rapporto». Un rapporto che passa anche attraverso la richiesta americana (in particolare di Trump) di portare la spesa per la difesa al 2% del Pil, mentre in Italia si discute, non per iniziativa della Lega ma dei 5Stelle, di ridurla. Quella di Salvini è una delicata operazione diplomatica, quasi acrobatica, che parte dalla constatazione di una sintonia nazionalista con Putin da un lato, Trump dall' altro.

 

E che si inserisce nel desiderio non troppo nascosto del presidente Usa di ricucire i rapporti con Mosca, consapevole di non poter essere al tempo stesso avversario della Russia e della Cina (con cui ha avviato una dura guerra commerciale). Salvini è là, nel mezzo, che gioca. Si smarca da Bruxelles. Ma soprattutto da Parigi e Berlino. E cerca alleati all' Est, lavorando per un asse diretto con Washington da un lato, Mosca dall' altro. Un gioco difficile, però. Al quale si aggiunge la difesa degli interessi imprenditoriali italiani, colpiti pesantemente dalle sanzioni, intanto attraverso il fondo per le Pmi che lavorano con Mosca.

 

Tutelare gli interessi del proprio Paese «non è di destra o sinistra», avverte Salvini. E a una domanda su Steve Bannon, l' americano che col suo The Movement sostiene la causa sovran-populista, Salvini si fa agro.

 

SALVINI DI MAIO

«Per il futuro dell' Italia e dell' Europa sono perfettamente in grado di decidere italiani e europei.

Non abbiamo bisogno di padrini o padroni». Certo, «se qualcuno cercherà di portare inimicizia tra Italia e Russia avrà in me e nel governo italiano il maggior avversario, costi quel che costi», conclude. E annuncia che entro dicembre-inizio 2019, andrà a Washington: «Il prima possibile». Da Putin a Trump. I nuovi amici.

 

 

SALVINI, POTREI CANDIDARMI PER GUIDARE L'EUROPA

 (ANSA) - "È vero, amici di vari paesi europei me lo stanno chiedendo, me lo stanno proponendo. Fa piacere vedano in me un punto di riferimento per la difesa dei popoli, anche fuori dall'Italia. Maggio è ancora lontano. Vediamo, ci penso". Lo dice il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, rispondendo a Repubblica sulla possibilità che sia lui il candidato populista alla presidenza della Commissione. Salvini parla mentre è in viaggio per Mosca. "In Russia - afferma - mi sento a casa, al sicuro. E diremo un no risoluto al progetto di Bruxelles di prorogare di fatto sine die le sanzioni a Mosca".

SALVINI BANNON MODRIKAMEN

 

"Il veto - aggiunge sul Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre - è una carta jolly che non possiamo porre per tutto. Dovremmo porlo sul piano finanziario dei prossimi sette anni, sulle politiche migratorie, su quelle finanziarie, sulle sanzioni alla Russia, appunto. Ma non possiamo, diventerebbe un'arma spuntata. Una presa di posizione forte però la prenderemo, contro l'embargo che continuiamo a giudicare inutile e dannoso, per Mosca e per le aziende italiane che hanno già perso venti miliardi di euro".

 

Quindi Salvini interviene sui rilievi europei alla manovra: "Ancora Juncker? Barcollo ma non mollo? Ma basta, a lui non rispondo più nemmeno. E poi Oettinger, Moscovici, questi signori parlano negli ultimi giorni dal bunker assediato, sanno che tra sei mesi andranno a casa, quando anche sull'Europa soffierà il vento del cambiamento. In Italia per poco la gente non scende in piazza in giubilo per i provvedimenti che abbiamo inserito in manovra". Sul presunto colpo di spugna sul condono, Salvini ribadisce: "Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all'unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è. Piuttosto, a me non piace questa storia della sanatoria edilizia a Ischia".

salvini putin

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