salvini giorgetti

"SAVONA CI AVREBBE GARANTITO GRANDI RISULTATI IN EUROPA. GIORGETTI NON AVREBBE AVUTO LO STESSO PESO” - SALVINI SPIEGA L’OSTINAZIONE SUL PROFESSORE ANTI-EURO E IL ‘NO’ A MATTARELLA CHE "CONSIGLIAVA" DI PILOTARE GIORGETTI AL MINISTERO DELL'ECONOMIA 

salvini giorgetti

1 - SALVINI, GIORGETTI? SAVONA CON PIÙ PESO IN EUROPA

(ANSA) - "Giorgetti? Savona era il meglio non leghista, non grillino, che ci avrebbe garantito grandi risultati in Europa, nessun altro avrebbe avuto lo stesso successo. Giorgetti non avrebbe avuto lo stesso peso in Europa, lo sa lui e lo so io". Lo afferma Matteo Salvini su Radio Capital. "Savona sarebbe stato un perno attorno al quale costruire il governo", ha aggiunto.

 

2 - L'OFFERTA DI MATTARELLA "METTETE GIORGETTI"

Ugo Magri per “la Stampa”

 

salvini al quirinale con giorgetti

Ha detto no, e no è stato. A costo di sopportare tutti gli improperi, le aggressioni verbali, le minacce di cacciarlo che Salvini e Di Maio gli stanno rovesciando addosso. Avevano creduto che Sergio Mattarella fosse «a disposizione», dimenticando di avere davanti un uomo cui la mafia ha ammazzato il fratello. Scuro in volto, come si conviene a un momento drammatico, il Capo dello Stato ha fatto intendere davanti alle telecamere che quella riserva di pazienza, apparentemente illimitata, messa in campo per 80 giorni pone la sua coscienza al riparo da qualunque accusa di pregiudizio ostile o di sabotaggio.

centinaio salvini giorgetti

 

Per aiutare a nascere il governo grillo-leghista, davvero, non avrebbe potuto fare di più e forse semmai (ecco una critica non priva di fondamento) il Presidente ha ecceduto con i buoni consigli, con le indulgenze, con le aperture di credito fino al colmo di dare via libera a uno sconosciuto avvocato, Giuseppe Conte, che nemmeno era stato eletto in Parlamento, addirittura chiudendo un occhio sulla farsa dei curricola.

 

«Perché al posto di Savona non proponete Giorgetti», ha domandato più volte nel faccia a faccia con Salvini, dal quale il leader della Lega è uscito (sussurrano al Quirinale) quasi sollevato per la conclusione della vicenda. Alle persone perbene Il presunto attentato alla Costituzione, per cui adesso Di Maio e Meloni (ma non il più furbo Salvini) vorrebbero «impicciarlo», sul Colle provoca indifferenza. Facessero pure, è la risposta che si ottiene lassù.

 

mattarella conte zampetti

Perché tanto poi, perfino nel caso in cui il Parlamento a maggioranza assoluta mettesse il Presidente in stato di accusa, a giudicare sarebbe la stessa Corte costituzionale, in versione allargata, di cui Mattarella è stato fino a tre anni fa apprezzato membro. Alla Consulta gli darebbero una medaglia per aver difeso la suprema Carta.

 

Probabilità che l' assalto riesca, pari a zero. Se dopo nuove elezioni una coalizione populista vincesse addirittura con l' 80 per cento (secondo la profezia di Massimo D' Alema), Mattarella sarebbe ancora lì, a ribocciare il professor Savona. La sua capacità di resistenza troverebbe un limite qualora lo scontro raggiungesse livelli mai conosciuti finora. Nel frattempo colerà a picco nei sondaggi, lui stesso lo mette nel conto.

Mattarella

 

Se si fosse accontentato di «tagliare nastri», nessuno lo avrebbe messo nel mirino. Però intanto, come dicono persone a lui vicine, il Presidente è «sereno e in pace con se stesso. Per non avere deluso tante persone perbene che, magari in minoranza, credono nel rispetto delle regole». Non dovrà rimproverarsi in futuro «di avere permesso, per opportunismo, una deriva che potrebbe portarci lontano dall' Europa, fuori dalle nostre naturali alleanze». Ci ha messo la faccia.

 

mattarella

Sfida ai grillini E poi, chi può immaginare come andrà realmente? I discorsi che si ascoltano sul Colle non lasciano prevedere una resa. Il governo giallo-verde scivola negli archivi, mentre oggi stesso viene tirato fuori dal cassetto il governo che ci porterà alle elezioni, anche subito se così vorrà il Parlamento. Con nomi di caratura (nelle aspettative del Colle) parecchio superiore alla lista non certo memorabile che Conte aveva elaborato. Sarà un caso, ma il premier incaricato sarà proprio quel Carlo Cottarelli che con la lotta agli sprechi si era conquistato l' ammirazione degli stessi grillini, una sfida implicita a votargli contro.

 

Carlo Cottarelli

Della squadra faranno parte numerose donne, in posizioni di rilievo, e figure simbolo nel proprio ramo, sempre che accettino di entrare in un governo elettorale per prendersi schiaffoni.

 

Resterà in carica sicuramente fino a ottobre, perché in agosto non si potrebbe comunque votare. Rappresenterà l' Italia nei tre appuntamenti internazionali che incideranno a breve sul nostro destino: il Consiglio Ue di fine giugno, il summit Nato, il G7. Nel frattempo i partiti che al momento surfano l' onda del consenso dovranno far accettare all' Italia i rischi dell' uscita dall' euro, o comunque di una linea oltranzista che ormai ovunque nel mondo viene associata a Cinque stelle e Lega. Mettendoci anche loro la faccia, davanti agli elettori.

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