SCHULZ DICE NEIN! - IL PRESIDENTE DEL NEUROPARLAMENTO TERRORIZZATO DA SILVIO: “MINACCIA TUTTI NOI” - L’ADDIO DI MONTI SCATENA I POTERI STORTI INTERNAZIONALI - OBAMA TEME CHE “POTREBBE SPAVENTARE I MERCATI” - LE VEDOVE NERE DI RIGOR MONTIS? BUNDESBANK, FONDO SALVA-STATI, BCE, MERKEL, HOLLANDE - TEOREMA: IL RITORNO DEL BANANA FARA’ AFFONDARE L’ITALIA TRASCINANDO A PICCO L’INTERA EUROPA…

1 - «OBAMA TEME UN'ITALIA NELLA TEMPESTA»
Dal "Corriere della Sera" - Una «tempesta politica che potrebbe spaventare i mercati che, con Monti al timone, avevano ridato fiducia all'Italia»: così il Washington Post commenta l'annuncio delle dimissioni del premier Mario Monti. Parole che descrivono anche le preoccupazioni nell'amministrazione Obama, che aveva salutato con favore gli sforzi del governo per mettere in sicurezza i conti italiani e calmare la tempesta della crisi dei debiti sovrani in Europa.

2 - L'EUROPA TEME IL RITORNO DI BERLUSCONI SCHULZ: "UNA MINACCIA PER TUTTI NOI"...
Andrea Tarquini per "la Repubblica"

«Berlusconi minaccia la stabilità dell'Italia e dell'Unione europea, minaccia tutti noi nella casa comune». Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, socialdemocratico ma spesso in contatto con Angela Merkel, usa le parole più dure. Joerg Asmussen, membro tedesco del board della Banca centrale europea (Bce), incalza: «Chiunque dopo le elezioni governi in Italia, sappia che dovrà continuare sulla linea del risanamento impostata da Monti».

E Klaus Regling, numero uno del Fondo salva-Stati, ci invita a proseguire nelle riforme. Ironico invece sul ritorno del nostro ex premier il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius che loda Monti: «Non spetta a me entrare nel merito degli affari italiani e commentare il fatto che Berlusconi, il cui bilancio come sanno tutti è da elogiare, abbia fatto conoscere le proprie intenzioni». In serata lo stesso Berlusconi risponde a Schulz: "Assurdo e inaccettabile che il presidente del Parlamento europeo possa esprimere giudizi così sulla politica italiana". E ancora: " Se in Italia c'è una persona più europeista di Berlusconi-dice l'ex premier me la facciano trovare".

Ore di tensione in tutta Europa in attesa della riapertura dei mercati, mentre il presidente della Bce Mario Draghi è a Oslo ma secondo fonti economiche torna oggi a Francoforte per fronteggiare di persona la giornata. Come reagiranno Borse, operatori e spread al ritorno di quello che la Sueddeutsche Zeitung definisce "lo spirito maligno di Roma": la questione aperta sconvolge tutti. Allarme rosso, dunque, per cancellerie e leader.

Per Angela Merkel e François Hollande, Mariano Rajoy e José Luis Durao Barroso. Spread, rating dei fondi salva-Stati, rating delle economie europee: l'addio di Monti e il ritorno in scena di Berlusconi hanno sconvolto ogni prognosi. E hanno reso visibile l'altissimo peso specifico dell'Italia nell'Eurozona. La sola idea che Roma torni a rischio, fa tremare: ben altri costi che non con Atene, Lisbona o Madrid.

«Il ritorno di Berlusconi minaccia Italia ed Europa intera, che hanno bisogno di stabilità», ha insistito Schulz. «Molti dei problemi dell'Italia sono il risultato degli anni in cui Berlusconi è stato primo ministro, il suo ritorno è un gioco politico, molto legato ai suoi interessi particolari, che mette in secondo piano quelli del Paese. Gli italiani sanno bene chi è stato la fonte dei problemi e chi ha contribuito a risolverli».
Ma vediamo quali sono i nuovi timori per l'Europa.

CONTINUITA' O MENO
«Non siete Pigs, la fortuna d'Europa sono i due Supermario, Monti e Draghi», ci aveva detto giorni fa un politico chiave di un paese forte. Un Supermario in meno può risvegliare sui mercati il terrore di una nuova crisi finanziaria italiana. L'effetto politico del ritorno del Cavaliere fa anche paura. Pochi giorni fa due membri del team di Angela Merkel avevano detto a Repubblica di aver sperato in un normale confronto centrosinistra-centrodestra, primarie contrapposte. Al solo menzionare l'ipotesi di ritorno dell'ex premier, è rinata in loro la preoccupazione per una deriva dei conti italiani e per i suoi riflessi sull'intera economia dell'Eurozona.

ALLEANZE NELLA UE
Con Monti, sia il presidente francese, il socialista François Hollande, sia il premier conservatore spagnolo, Mariano Rajoy, hanno perduto un alleato insostituibile. Hollande aveva creato con l'Italia un'alleanza decisiva per negoziare con Berlino politiche rigorose ma anche più inclini a favorire la ripresa, rispetto alla linea dell'austerità della Bundesrepublik. Adesso è improvvisamente solo, con sempre più problemi in casa. E per Rajoy è divenuto molto più difficile imporre il suo durissimo piano di tagli, già contestato in piazza.

POPULISMO ED EUROSCETTICISMO
Da Helsinki a Varsavia, le dimissioni di Monti rafforzano i no all'Europa più unita. Persino paesi forti come la Finlandia hanno emarginato i populisti in ascesa solo con grandi coalizioni conservatori- socialisti. All'Est il ritorno di Berlusconi aiuta solo l'autocrate ungherese Viktor Orbàn con consiglieri forniti dal Cavaliere e da Vladimir Putin.

 

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