LA LUNA DI MIELE È FINITA. SIA S&P, CHE IL FMI E LA UE, STANNO DANDO TUTTI ALL’ITALIA LO STESSO MESSAGGIO: NON VANNO SOSTENUTI I CONSUMI, MA RAFFORZATI I MUSCOLI (PIU' TASSE SU MATTONE E RENDITE)

Federico Fubini per "la Repubblica"

C'è una frase che spiega più di mille numeri, o della prossimità stessa dell'Italia al rango di "spazzatura" sui mercati dopo il taglio al rating di ieri. Spiega Standard & Poor's, nell'annunciare la sua bocciatura: «La composizione del bilancio è un deterrente alla crescita: le tasse sugli investimenti e sul lavoro sono più alte di quelle sulla proprietà immobiliare e sui consumi».

Un italiano che apre un'impresa paga tasse al 60% sull'attività, al 50% sul lavoro, e può finire strozzato dall'incapacità delle banche di dar credito o dell'amministrazione di dare i permessi. Invece un italiano che si dedica alla rendita, non crea un solo posto di lavoro, ma sarà premiato.

Se investe in titoli di Stato o nel mattone pagherà appena il 12,5% di prelievo sui redditi da Btp e magari gli verrà anche tolta o ridotta qualunque tassa sulla casa. In un paese che punisce al contrario come un carabiniere di Pinocchio, perseguire la rendita e l'inerzia del denaro ormai ha perfettamente senso; il rischio, il lavoro e la crescita sono invece ormai scelte quasi irrazionali. Poco importa che in Italia le imposte sugli immobili, al 2% del totale delle entrate, siano già oggi (a pieno regime Imu) appena metà della media dei paesi avanzati.

Per fortuna l'Italia è ancora piena di persone così illogiche da non cedere alle sirene di un fisco distorto, ma neanche loro possono rimuovere la realtà descritta ieri da Standard & Poor's. Negli ultimi dieci anni la crescita del paese è stata, onore ai decimali, meno 0,04 per cento. Da quando la crisi finanziaria ha colpito, il Prodotto lordo è crollato dell'8 per cento e continua a scendere a ritmo sostenuto. Su questo sfondo, vista da Londra, da Bruxelles, da Washington o da Francoforte, la discussione italiana sull'Imu o sull'Iva appaiono sempre di più un sofisticato esercizio nell'irrilevanza economica.

Il sistema erode ogni giorno di più i suoi fermenti di competitività, al punto che gli investimenti nel 2012 sono giù dell'8 per cento e anche l'export quest'anno ha iniziato a scendere (-0,3 per cento, secondo Hsbc); nel frattempo, S&P, le banche si stanno ormai dimostrando incapaci di generare il credito necessario perché le imprese funzionino.

Malgrado i tassi quasi zero della Banca centrale europea, il costo reale di ciascun
prestito è ormai ben più alto di prima che il sipario del debito si strappasse nel 2008. Questa è la ragione di fondo del rischio di sostenibilità che emerge per i debiti pubblici e privati: Haver Analytics, un centro studi di New York, stima che solo negli ultimi nove mesi del 2012 il debito cumulato di tutti i soggetti in Italia (famiglie, imprese, Stato e società finanziarie) sia salito del 15% del Pil. Più l'economia perde capacità di competere nel mondo e slitta verso il basso, più il peso relativo di tutti i debiti - non solo quello pubblico - aumenta.

Intanto il sistema politico investe tempo e energia sul taglio dell'Imu o il rinvio sull'aumento dell'Iva, come se davvero da questo dipendesse la ripresa. Enrico Letta sa bene che non è così e ieri lo ha ricordato, sottolineando che l'Italia resta un "sorvegliato speciale".

Ma lui per primo sa quanto sia duro imprimere un senso di marcia al paese, dopo che Silvio Berlusconi ha giocato la sua ultima carta su un altro premio alle rendite immobiliari e una parte del suo stesso partito punta più su un rilancio dei consumi che della produttività. La decisione di Standard & Poor's adesso non potrà che riportare tensioni, spinte centrifughe e paralisi decisionale nella maggioranza.

Del resto proprio questo è uno dei fattori che Standard & Poor's ha valutato con più attenzione negli ultimi mesi. I responsabili dell'agenzia di rating sono stati spesso in Italia negli ultimi mesi. A marzo, quando l'elezione di un presidente della Repubblica e la nascita del governo sembravano fuori portata, S&P è stata a un passo dal declassamento dell'Italia. La decisione era praticamente pronta.

Poi Giorgio Napolitano ha dato la sua disponibilità a un rinnovo del mandato al Colle e il governo Letta ha iniziato a lavorare. In quelle settimane gli analisti del rating hanno sospeso il giudizio e si sono messi alla finestra, per vedere fino a che punto il nuovo esecutivo era in grado di affrontare i problemi del paese.

Quella luna di miele ora è finita. Sia S&P, che il Fondo monetario internazionale, che la stessa Commissione europea ciascuno con le sue contraddizioni - stanno dando tutti all'Italia lo stesso messaggio: non vanno sostenuti i consumi, un (costoso) cucchiaino di zucchero all'economia, ma rafforzati i muscoli.

Si può criticare certo il messaggero: Standard & Poor's sottovalutò a lungo, talvolta in malafede, la bolla immobiliare e creditizia americana; in certe fasi, la scelta di tempo dei suoi interventi ha creato sui mercati un panico evitabile. Ma neanche questo autorizza gli italiani a eludere il messaggio.

L'evidenza dei numeri, messa in risalto da S&P, mostra che nel paese si è generato in questi anni il più ampio ritardo di produttività nell'area euro. Il costo di ciascuna ora di lavoro in Italia, in proporzione al valore prodotto, è il più alto della zona euro: si spiega così, con questa caduta della produttività il paradosso di un paese con costi troppo alti, ma salari che a volte non permettono di arrivare alla fine del mese.

 

STANDARD AND POOR StasseTASSA SULLA CASA jpegCHRISTINE LAGARDE LETTA E SACCOMANNI

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...