de gasperi togliatti

MIO PADRE, ALCIDE DE GASPERI - "CON TOGLIATTI PARLAVANO DI DANTE MA DOPO IL 18 APRILE 1948 IL CAPO DEL PCI GLI TOLSE IL SALUTO'' – "ABORRIVA IL POPULISMO CHE CONSIDERAVA RETAGGIO DEL FASCISMO'' - NENNI, PIO XII, ANDREOTTI E LO STRAORDINARIO DISCORSO ALLA CONFERENZA DI PACE DI PARIGI DOVE RAPPRESENTAVA UN PAESE CHE ERA STATO ALLEATO DI HITLER - VIDEO

 

 

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera

 

de gasperi

Maria Romana De Gasperi ha davanti un foglietto con un elenco di città italiane. A 95 anni, ha avuto il riguardo per i lettori del Corriere di dedicare una giornata a ricostruire le tappe della campagna elettorale del padre. Lei era al suo fianco, come primogenita e come assistente. «Il primo comizio fu a Roma, il 16 febbraio 1948, alla basilica di Massenzio. Poi andammo a Lecce, Taranto, Ancona, Torino, Catanzaro, Cosenza, Brescia, Bologna, Mantova, Varese, Caserta, Frosinone, Cassino, Cagliari, Sassari, Nuoro, Trento, Vicenza, Bolzano, Pescara, Pisa, Imperia, Genova, Savona, Milano, Palermo, Caltanissetta, Enna, Catania. Papà chiuse la campagna venerdì 16 aprile a Napoli, in piazza del Plebiscito» .

 

Che ricordo ha del 18 aprile di settant' anni fa?

«Andammo a messa in piazza San Pietro. Nulla di solenne.

maria romana de gasperi

Allora l' immensa chiesa era sempre aperta, non c' erano metal detector; ogni quarto d' ora suonava una campanella e usciva un prete a celebrare davanti a uno dei tanti altari, anche per pochi fedeli. Poi andammo a comprare le paste. Una a testa, come sempre: per me, la mamma, le mie sorelle Lucia, Cecilia e Paola, e zia Marcella, la sorella di papà che non aveva più nessuno e viveva con noi» .

 

De Gasperi pensava di vincere?

«Sì; ma non così tanto.

Commentò: "Mi aspettavo che piovesse, non che grandinasse"» .

 

Le testimonianze però lo raccontano come il meno entusiasta tra i capi Dc.

nilde iotti palmiro togliatti

«È vero. Tutti erano euforici, io tirai fuori le bandiere. Lui invece era preoccupato. Sapeva che avrebbe dovuto fare molto con poco. Ma aveva una grande fiducia nel popolo italiano» .

Fu una svolta.

«Una svolta morale. Gli italiani si sentirono più sicuri. Capirono che potevano lavorare nella fiducia e nella libertà, e ricostruire il Paese»

 

I comunisti lo chiamavano austriacante.

maria romana de gasperi

«Questo lo faceva soffrire moltissimo. Mio padre si sentiva profondamente italiano. Amava la patria a maggior ragione perché era nato suddito dell' imperatore asburgico. Da Roma mandava a Trento cartoline piene di ammirazione per la città, la sua storia, la sua bellezza»

 

Scrissero che aveva gioito per l' impiccagione di Cesare Battisti.

iotti togliatti

«I comunisti ripresero le vecchie calunnie dei fascisti. Quella lo indignò particolarmente, perché papà era stato due settimane con Cesare Battisti nelle carceri austriache. Insieme si erano battuti per istituire un' università italiana» .

 

Chi era Alcide De Gasperi?

de gasperi

«Un intellettuale. Dalla prigione scriveva lettere in latino. Quand' era presidente del Consiglio, la sera per rilassarsi leggeva le egloghe di Virgilio e l' Anabasi di Senofonte in greco. Durante il fascismo lavorava il mattino in Vaticano come bibliotecario, e il pomeriggio per arrotondare traduceva testi in tedesco, che parlava come l' italiano. Papà dettava ad alta voce, mamma batteva a macchina, e noi dovevamo mettere le pantofole per non far rumore» .

 

WELLES TOGLIATTI

In famiglia com' era?

«Dolcissimo. Adorava le canzoni di montagna, faceva il capocoro, dirigeva noi figlie e i nostri amici. Quando combinavamo qualcosa, mia madre ci diceva: "Lo dico a papà!". E noi eravamo contente perché sapevamo che non ci avrebbe fatto nulla».

 

Maria Romana è un nome lungo. Come la chiamava?

«Mana. Io mi occupavo di lui, e lui di me. Durante il viaggio in America del '47 cominciai a parlare in inglese con un signore. Papà mi mandò un bigliettino: "Attenta a ciò che dici perché è quello della bomba atomica". Era Enrico Fermi» .

TOGLIATTI PANSA

 

Cosa ricorda di quella storica visita?

«Un viaggio terrificante, su un piccolo aereo, uno Skywalker, che volava basso, radente alle nubi. Facemmo un primo scalo per rifornirci, poi in vista delle coste americane dovemmo tornare indietro e fare un secondo rifornimento su un' isola. Ma lui era tranquillissimo. Era un rocciatore, scalava le Dolomiti con le corde e i chiodi. Non conosceva la paura fisica. Come quella volta sull' auto che stava precipitando» .

 

Come andò?

andreotti de gasperi

«Eravamo in Valsugana. Lui era da solo, seduto dietro. Il freno a mano non era tirato bene, e la macchina prese a muoversi verso il precipizio. Il vetro che separava i passeggeri dal posto di guida gli impediva di intervenire. Per fortuna un uomo della scorta riuscì a balzare dentro e a salvarlo. Papà non si scompose: "Tanto non avrei saputo che fare, sapete che non ho la patente"» .

 

Come fu la campagna elettorale?

«Trovavamo piazze gremite come questa (la signora De Gasperi indica una foto di piazza del Popolo strapiena di tricolori e bandiere bianche della Dc, ndA ). Molto calore, più al Sud che al Nord. Ma non era folla plaudente. La gente lo interpellava. Molti avevano cartelli con domande: "Perché ha fatto questo?". Papà rispondeva e il cartello si abbassava. Lui del resto aborriva il populismo, che considerava retaggio del fascismo» .

 

Del Duce cosa diceva?

andreotti de gasperi

«Non ne parlava mai. Solo una volta in Liguria, davanti a un assalto di sostenitori che picchiavano le mani sul vetro per invitarlo a fermarsi, mi disse: "Ora comprendo Mussolini. È difficile capire se lo fanno perché sei il capo, o perché hai fatto qualcosa di buono". Credeva che la vanità fosse un' insidia per un politico» .

 

E del regime cosa pensava?

«Ne aveva un' opinione pessima. Teneva un quadernetto in cui annotava tutte le cose negative, che lo facevano soffrire: i cattolici che inalberavano i simboli fascisti, i sacerdoti che benedivano i gagliardetti. Somatizzava il dolore e infatti aveva sempre problemi di stomaco, stava male, mangiava solo in bianco. Non so come abbia poi trovato l' energia per fare quel che ha fatto» .

 

Pietro Nenni

Con Togliatti che rapporto aveva?

«Quand' erano al governo insieme concordavano una decisione, e il giorno dopo l' Unità attaccava mio padre. Dopo il 18 aprile Togliatti gli tolse il saluto. Poi ripresero a parlarsi: avevano interessi in comune, ad esempio amavano molto Dante; ma per mesi quando lo incrociava alla buvette Togliatti faceva finta di non vederlo, girava la faccia dall' altra parte» .

 

E con Nenni?

TRUMAN DE GASPERI

«Avevano un rapporto più umano; del resto, Nenni stesso era più umano. E poi erano stati nascosti insieme in un convento a San Giovanni, nella Roma occupata. Un giorno vennero i nazisti, loro si rifugiarono in cantina, e Nenni disse a papà: "Tu la chiami Provvidenza, io Fato; in ogni caso oggi noi due siamo spacciati". Invece non li trovarono. Quando mio padre seppe che la figlia di Nenni era morta in campo di concentramento, volle andare di persona a dargli la terribile notizia».

 

E con Pio XII?

papa pio xii

«Può sembrare incredibile, ma quando era presidente del Consiglio non lo vide mai. Del resto il Papa allora era inavvicinabile, non si nominava neppure, lo chiamavano la Persona. Mio padre gli scriveva una nota quando riteneva servisse l' intervento dei movimenti cattolici, senza ricevere né attendere risposte» .

Ma disse no quando il Pontefice tentò di imporgli un' alleanza con i missini alle amministrative di Roma.

 

«Papà considerava la religione un fatto personale. Credeva alla laicità della politica.

Ed era convinto che la Dc avrebbe vinto lo stesso, come infatti accadde. Ma quando poi chiese un' udienza per i trent' anni di matrimonio, e per far benedire mia sorella Lucia che si era fatta suora, Pio XII rifiutò» .

 

Il 18 aprile la mobilitazione della Chiesa fu decisiva.

«Ma mio padre non diede ascolto a chi sosteneva che la Dc dovesse governare da sola.

ADENAUER DE GASPERI

Non solo parte della Chiesa, anche Dossetti e la sinistra erano su quella linea. Lui però sapeva che molti avevano votato Dc non perché fossero democristiani, ma per paura dei comunisti. E voleva allargare il consenso, ad esempio alla base operaia dei socialisti di Saragat» .

 

Perché scelse Andreotti come sottosegretario?

«L' unico posto dove trovare giovani non irreggimentati dal fascismo erano le associazioni cattoliche. Da studente Andreotti era andato a chiedergli materiale per la sua tesi sulla marina pontificia, e lui si era sorpreso: «Non potrebbe trovare un argomento più interessante?». Poi si erano rivisti in una riunione carbonara di cattolici, dove ci si preparava alla fine del regime» .

 

Qual è il suo giudizio su Andreotti?

«Non mi faccia parlare di una persona che non c' è più».

 

Le elezioni del 1948 furono condizionate anche dagli americani.

ADENAUER DE GASPERI SCHUMAN

«Mio padre si batté per l' indipendenza e nello stesso tempo coltivò il rapporto con l' America, perché si viveva nella miseria più nera. Era un' Italia in cui i poliziotti non avevano scarpe: aspettavano a piedi nudi in caserma che rientrassero i commilitoni per calzare le loro. Davanti al Viminale, allora sede della presidenza del Consiglio, c' erano operai che scavavano e riempivano buche: erano lavori inventati per pagare qualche stipendio»

 

Com' era il rapporto di De Gasperi con il denaro?

«Per il denaro aveva un disinteresse assoluto. Lo stipendio lo portava alla mamma, che gli dava l' argent de poche per i giornali e i sigari. Il Viminale era un porto di mare: arrivava di continuo gente a chiedere qualcosa, e spesso finivano da me. C' era un piccolo prete che passava tutti i giorni.

Finalmente riuscì a fermare papà: aveva raccolto una comunità di orfani di guerra, gli serviva aiuto» .

 

E suo padre?

«Gli uscieri volevano mandarlo via. Lui disse che non poteva disporre dei soldi dello Stato, ma tirò fuori l' assegno dello stipendio e glielo girò.

Poi mi guardò e chiese: "E ora chi lo dice alla mamma?"» .

 

E lei quanto guadagnava?

«Niente».

 

Come niente?

DE GASPERI

«Mio padre riteneva che in famiglia non potesse esserci più di uno stipendio pubblico.

Così mi passava qualcosa del suo» .

Morì nel 1954, un anno dopo aver lasciato Palazzo Chigi .

«Verso la fine stava già molto male. Se doveva tenere un discorso, il giorno prima doveva stare a letto. Poi crollò di colpo»

 

La bara fu portata dal Trentino a Roma in treno tra due ali di folla inginocchiata.

«Noi non ce la facemmo a seguirlo. Ricordo il funerale. La salma era nella chiesa del Gesù. Corso Vittorio Emanuele nereggiava di folla. Gli italiani gli erano riconoscenti per aver ristabilito la dignità nazionale» .

lorenzetto romana de gasperi

Il suo testamento morale è considerato il discorso alla Conferenza di pace di Parigi.

«Di solito si cita l' incipit».

 

Prendendo la parola in questo consesso mondiale, sento che tutto tranne la vostra personale cortesia è contro di me

«Rappresentava un Paese che aveva fatto la guerra accanto a Hitler, e l' aveva persa. Ma io trovo più significativo il finale di quel discorso, là dove dice ai rappresentanti delle democrazie: "Vi chiedo di dare respiro e credito alla Repubblica d' Italia; un popolo lavoratore di 47 milioni è pronto ad associare la sua opera alla vostra per creare un mondo più giusto e più umano". Era questo lo spirito del nostro Paese, settant' anni fa» .

giulio e livia andreotti con de gasperiDE GASPERI COMIZIO DC A TORINO Alcide De GasperiALCIDE DE GASPERI A NEW YORK FOTO ANSA

 

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