TOTI ROTTAMATI - COME SI E’ GIUNTI AL DIRETTORE DEL TG4 PER RINNOVARE IL PARTITO: IL RUOLO DEL VECCHIO CERCHIO MAGICO E LE BADANTI DI PALAZZO GRAZIOLI - MEJO MARINA CHE BARBARA, INADEGUATA PER UN DUELLO POLITICO CON RENZI

1. DAGOREPORT
Tempo di feste, tempo di circhi. Metà settimana ad Arcore, metà settimana a Roma nella centralissima via del Plebiscito. E' il circo Dudù in scena con una collaudata compagnia di giro che ha come primi attori la coppia Banana-Pascolona, Maria Rosaria Rossi nel ruolo della badante premurosa, la calabrotta Jole Santelli, Michaela Biancofiore senza una ruolo preciso, il direttore Tg4-StudioAperto Giovannino Toti.

E' il cerchio magico dell'ex re del Bunga Bunga. Via il macellaretto toscano Verdini, via Gasparri, via Santadeché e via anche Renatino Brunetta. E' questo team di donne più Toti che decide non solo dove far acquistare i fagiolini ma anche chi comanderà in Farsa Italia che più farsa non si può.

La prima mossa dell'inner circle è stata portare a casa la nomina dello sconosciuto senatore ischitano Domenico Desiano a coordinatore della Campania, e la giunonica Jole Santelli, un tempo stella della galassia di Cesarone Previti, in Calabria. Una promozione dovuta perché quando Angelino Jolie mollò il Cav furono proprio Pascalona e' Fuorigrotta e la badante Rossi che convinsero la Santelli a restare perché dopo poche settimane avrebbe ottenuto il coordinamento della Calabria. Detto fatto. E mo' Pinuccio Galati e Maurizietto Gasparri, inventore di Peppino Scopelliti, un tempo ras incontrastati di quella regione - è proprio il caso di dire - si possono attaccare alla banana. Poi c'è la vicenda astrale di Giovannino Toti.

Qui la storia è lunga e più complessa. Portare al vertice di Farsa Italia Toti è un'operazione partita da tempo piano piano e in silenzio. Il vecchio cerchio magico del Berluska, che tutti danno per spedito in malo modo in pensione, invece è ancora è vivo e vegeto e continua a lavorare nell'ombra. Gianni Letta, Fidel Confalonieri e Marina la prediletta sono loro gli artefici della scoperta di Giovannino.

Serviva uno o una in grado di arginare lo strapotere che si erano conquistati Denis da Firenze e Daniela Santadeché perché con questi due capataz alla guida di Farsa Italia per l'Eminenza Azzurrina e soci sarebbe stato impossibile gestire nomine, affari e via dicendo vitali per il gruppo del Biscione. E questo ragionamento l'hanno fatto giorno dopo giorno, ma solo con l'aiuto determinante di Francesca e' Fuorigrotta sono riusciti a fare breccia nel Cavaliere.

Eliminato il duo ultrà restava il problema di trovare un volto nuovo, ma a questo ci aveva pensato l'ex sessantottino Mauro Crippa, il potente quanto temuto direttore generale della Comunicazione Mediaset. Con molta discrezione, perché troppe pressioni potevano far insospettire Berluskazzi, per la tolda di comando di Farsa Italia propone Giovannino Toti, una sua creatura per molti anni suo vice alla Comunicazione del Biscione.

Il gioco è fatti. Sul nome di Giovannino concordano subito Marina, Fidel e Letta ben contenti di avere un loro uomo al posto del tandem al posto degli ultrà Verdini-Santanchè. La più contenta di questa inaspettata soluzione è proprio Marina. La figlia prediletta, in caso di elezioni anticipate, si dovrà infatti sacrificare e prestare il suo cognome e il suo volto (rifatto) per la campagna elettorale.

Sara lei a guidare le liste di Farsa Italia al posto del padre-pregiudicato in modo che sulle schede elettorali sul simbolo possa ancora risplendere, si far per dire, il nome Berlusconi. Insomma un family affair in cui tutta la famiglia è stata messa per settimane sotto esame. La scelta della Figlia prediletta è stata alla fine obbligata. I sondaggi fatti fare dal Cavaliere del Bunga Bunga per la verità davano un certo vantaggio a Barbara l'ammazza-Galliani.

Più giovane, più telegenica, più spigliata Barbara crollava quando si esaminava la sua preparazione politica e nella dialettica dove veniva surclassata dalla sorellastra e non c'era tempo per prepararla adeguatamente. Le prove di interviste televisive o la ipotetica partecipazione ad un dibattito sarebbero state disastrose. In tv, in un'intervista, in un confronto regge indubbiamente meglio la Figlia prediletta.

E gli altri figli? Piersilvio non è mai entrato in campo, Luigino e Eleonora troppo giovani. Tutto bene quindi per Marina candidata ma c'era da risolvere un'ultima e non questione di poco conto: i confronti con Matteuccio da Firenze nei quali la Figlia prediletta sarebbe uscita con le ossa rotte.

Per dirla in termini tennistici Renzi-Fonzie batteva Marina 6-0, 6-0. Allora che fare? Ed ecco qui che entra in scena l'allegra brigata del Biscione. Serve un agnello sacrificale da immolare nei faccia a faccia con Matteuccio ed ecco che problema è risolto in quattro e quattr'otto da Crippa che tira fuori dal cilindro Giovannino Toti, che con un ruolo in Farsa Italia potrà istituzionalmente essere schiacciato da Matteuccio.

La frittata è servita con la gioia di tutti: Marina si sfila, Fidel e l'eminenza azzurrina hanno un loro uomo, Doris e Adreani sono più tranquilli per il futuro delle loro aziende, e il nostro Giovannino che oltre ad un seggio parlamentare sogna una superpoltrona nell'impero Mediaset.

Il nome di Marina candidata leader però sta facendo venire parecchi mal di pancia in Farsa Italia. Soprattutto a Renatino Brunetta che a giugno aveva bocciato senza appello lo sbarco della Figlia prediletta. "Non mi piacciono le dinastie né quelle monarchiche né quelle democratiche. Se la dottoressa Marina Berlusconi vuole fare politica, e ne ha tutte le capacità, faccia pure, ma non penso che sia plausibile un'investitura a carattere ereditario. Essere leader perché si "nati da" penso sia che sia un modo di selezionare la classe dirigente un po' obsoleto", dichiara giugno a Radio24 quando comincia a circolare con insistenza il nome di Marina.

Renatino, Renatino perché prima di parlare non conti fino a cento? Così nel mirino di Marina il primo della lista sarebbe proprio il nostro Renatino a cui avrebbe tagliato le ali anche quel gaffeur di fama mondiale che è il Banana di casa nostra. Parlando settimane fa con i suoi di una possibile candidatura di Renatino alla guida di Farsa Italia la boccia sostenendo "non è all'altezza". Inimitabile Berluskazzi.....

2. TOTI ROTTAMATI
Amedeo La Mattina per "La Stampa"

È una specie di sogno americano in salsa italiana, anzi berlusconiana quello che sta vivendo Giovanni Toti, entrato nel 1996 come stagista nello Studio Aperto di Paolo Liguori e ora ospite fisso nel villone di Arcore. Ospite di rango politico, ormai. Toti, classe 1968, non è più solo il direttore del Tg4 e del telegiornale di Italia 1 che Berlusconi consulta per qualche dritta sulla comunicazione. È diventato l'occhio esterno al partito impantanato nelle lotte tribale. Da lui il grande capo di Forza Italia si aspetta freschezza, un giudizio distaccato dalle contese intestine, il valore aggiunto del volto nuovo da gettare tra le gambe svelte di Renzi.

Berlusconi pensa che Toti abbia quel «quid» che aveva negato ad Alfano, ma molti nel partito scommettono che Giovanni non andrà avanti. «Il Cavaliere è fatto così: ti porta alle stelle e poi ti getta nella polvere, vedi Alfano», sputano veleno coloro che in questo momento muoiono di gelosia per questo «parvenu» della politica che sta entrando nella stanza principale di San Lorenzo in Lucina. Berlusconi lo vuole coordinatore unico oppure vicepresidente di Forza Italia. Ma dovrà passare sul cadavere di una nutrita schiera di nemici e sul battagliero Verdini.

«Ma no - minimizza Toti con gli amici - io e Denis siamo toscani, insieme ci facciamo grandi risate. Lui è un vero uomo macchina, si troverà un accordo. Ma è logico che chi prima remava in prima fila, dovrà remare in seconda, terza o quarta fila. Se tutti rimangono aggrappati alla zattera e vogliono mettersi a timone, alla fine si va tutti a fondo. Berlusconi troverà il mix giusto».

Linguaggio da rottamatore gentile. «Bisognerà lavorare di fioretto non di sciabola. È ovvio, ognuno tende a preservare la propria catena di comando - ragiona Toti con chi gli sta più vicino - ma Forza Italia deve profumare di nuovo, deve tornare a essere competitiva».

È quello che sta cercando di fare con difficoltà Berlusconi, spiazzato dalla carica innovativa di Renzi. La comunicazione è sempre stata il suo pallino. Nuovi linguaggi politici, stili e modo di stare in tv. Renzi ormai fa da battistrada. Per il Cavaliere la ribalta di un personaggio come Toti, che viene da fuori dalla politica, è funzionale a rimanere a galla e competere.

Così il doppio direttore dei tg Mediaset è sempre presente a Villa San Martino, stimatissimo da Marina e Confalonieri, un grande feeling con Piersilvio. Ha detto a Berlusconi di essere pronto al salto nella primissima fila di «Forza Italia veramente rinnovata, che abbia un profilo moderato, non quello dei falchi».

«Visto, si è già montato la testa», schiumano coloro che già si vedono nella sala macchina del vapore berlusconiano, sporchi di grasso e olio. Mentre il giornalista venuto da Viareggio, che non ha mai militato in un partito, non ha fatto la gavetta nel territorio e si è intrufolato nel cuore del capo con gli abiti impeccabili e gli orologi Patek Philippe, starà sul castello di comando. E osa sfidare Verdini e Renzi.

Renzi, Verdini, Toti: è una sfida interna ed esterna tutta toscana. Denis e Matteo si parlano e ragionano di legge elettorale modello spagnolo. A Giovanni, che già si è calato perfettamente nella partita politica, non piace. Vuole una legge elettorale che favorisca le alleanze con i Fratelli d'Italia, la Lega e il Nuovo Centrodestra di Alfano. Con il quale Toti sembra abbia un ottimo rapporto. Verdini, i falchi e un bel pezzo dei cosiddetti «lealisti» come Fitto, non hanno intenzione di riaccogliere Alfano.

Toti scuote la testa, ricorda che il Cavaliere è sempre stato il federatore dei moderati. «Non mi interessa entrare in un partito di testimonianza con il lutto al braccio. Entro per vincere e ci vuole una grande coalizione di centrodestra».

 

 

Giovanni Toti Giovanni TotiGIOVANNI MALAGO E PIERLUIGI E CLAUDIO TOTI confalonieri con marina e piersilvio berlusconi SILVIO BERLUSCONI CON LA FIGLIA MARINA barbara berlusconi e clarence seedorfIL CAPODANNO DI SILVIO BERLUSCONI E FRANCESCA PASCALE Maria Rosaria Rossi LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI GIANNI LETTA GALLIANI E BERLU, CONFALONIERI E LETTA

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