UNA VISITA PAPALE PAPALE - RATZINGER ARRIVA IN LIBANO MENTRE IL MEDIORIENTE ISLAMICO È IN FIAMME - INCONTRERÀ TUTTI I LEADER TRANNE HEZBOLLAH - LA QUESTIONE CHIAVE È LA SIRIA: ASSAD (COME UN TEMPO MUBARAK, SADDAM, BEN ALI, GHEDDAFI) TUTELA LE MINORANZE RELIGIOSE. PER QUESTO IL VATICANO NON SI È ANCORA SCHIERATO APERTAMENTE CON I RIBELLI, CHE PORTERANNO I MUSULMANI AL POTERE E NUOVE PERSECUZIONI PER I CRISTIANI…

Roberta Zunini per il "Fatto quotidiano"

Il volto gigantesco di Benedetto XVI si alterna alle facciate dei palazzi crivellati di colpi o in macerie. Fa una certa impressione vedere I cartelloni di benvenuto al Papa accanto all'eredità della guerra civile libanese. Ma per la popolazione di Beirut questa casuale sovrapposizione non suona come un presagio. Il clima che si respira alla vigilia della visita del pontefice, è tranquillo. Almeno apparentemente.

Anche perché questo paese, sempre sull'orlo di una crisi politico confessionale, ha messo in campo enormi misure di sicurezza: a nessuna parte politica, tanto meno alla formazione integralista islamica Hezbollah - che di fatto governa il Libano - potrebbe far gioco un attentato. Gli avvisi, diffusi ovunque, per ricordare che nei prossimi 3 giorni nessun'auto potrà stazionare dove passerà il corteo papale mentre il traffico verrà deviato e limitato, è la restrizione più superficiale.

I servizi segreti del paese dei Cedri, e non solo, stanno investigando da molti mesi per evitare l'irreparabile. Su tutti i quotidiani libanesi il viaggio di Benedetto XVI, che inizierà domani e terminerà domenica con una messa pubblica e la consegna dell'esortazione apostolica post-sinodale per il Medio Oriente, è visto con favore.

Soprattutto ci si aspetta dalla Santa Sede una presa di posizione chiara sulla questione siriana: continuerà a prevalere il giudizio "morbido" nei confronti del regime siriano, finora rispettoso della religione cristiana ? O i discorsi che il Papa pronuncerà - alla vigilia del viaggio ha esortato "i cristiani a restare in Medio Oriente" - suggeriranno ai cristiani libanesi e del resto del Medio Oriente di cambiare opinione su Assad?

La situazione della comunità cristiana in Medio Oriente e nel Maghreb, a partire dalla fine della seconda guerra del Golfo, fino all'omicidio di ieri dell'ambasciatore statunitense a Bengasi (si tratta pur sempre di un attacco di matrice terroristico-religiosa) è sempre più drammatica. Tanto che molti cristiani mediorientali hanno lasciato i propri paesi.

IL Libano è il luogo simbolo della diaspora cristiana: durante la guerra civile libanese del 1975 ci fu un massiccio esodo. In Libano, fino ad allora, la metà della popolazione era di fede cristiana, soprattutto maronita. Sarà proprio il patriarca maronita Rai Bechara a ricevere il pontefice, come accadde all'arrivo di Giovanni Paolo II nel 1997. Nella sua visita, Ratzinger firmerà l'esortazione apostolica post-sinodale dell'assemblea speciale per il Medio Oriente del sinodo dei vescovi.

Il testo dell'esortazione detterà le linee guida della Santa romana chiesa nel Medio Oriente islamico, secondo il risultato del lavoro dei vescovi di quest'area. Il portavoce vaticano, padre Lombardi ha precisato che Ratzinger "non si presenta come un leader politico, ma come un capo di comunità religiose che attraverso la loro testimonianza di vita e il loro impegno, servono il Paese in cui vivono".

La visita manifesterebbe, secondo il portavoce "la chiara volontà di diffondere un messaggio d'incoraggiamento, di speranza e di pace interreligiosa". Per questo visiterà i quattro patriarcati cattolici (maronita, siriaco, greco melkita e armeno) e incontrerà i capi delle comunità crisitano ortodosse e quelli delle quattro maggiori comunità musulmane (sciita, sunnita, alawita e drusa).

Quanto a Hezbollah non è previsto alcun incontro, anche se non è escluso che alcuni esponenti del partito di Dio partecipino ai diversi momenti della visita. Padre Lombardi comunque ha fatto notare che , "c'è consenso per l'arrivo del Papa da parte delle varie confessioni religiose presenti nel Paese". I problemi, secondo alcuni analisti risorgeranno dopo questi tre giorni: e potrebbero coinvolgere tutta la popolazione libanese, solo in apparenza riappacificata.

 

I CARTELLONI PER L ARRIVO DEL PAPA IN LIBANO LA BANDIERA DELLISLAM RADICALE il patriarca maronita rai bechara I CARTELLONI PER L ARRIVO DI PAPA RATZINGER IN LIBANO I CARTELLONI PER L ARRIVO DI PAPA RATZINGER IN LIBANO

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)