xi jinping modi putin

XI JINPING SI AUTO-INCORONA LEADER DELLA “MAGGIORANZA GLOBALE”. E L’OCCIDENTE ACEFALO (TRUMP NON PUÒ NÉ VUOLE ESSERE LEADER DEL MONDO LIBERO) È DESTINATO A SOCCOMBERE – IL PRESIDENTE CINESE ACCOGLIE L’INDIANO MODI, STORICO NEMICO, E SEPPELLISCE L’ASCIA DI GUERRA: “SIAMO PARTNER, NON RIVALI. I NOSTRI PAESI RAPPRESENTANO OPPORTUNITÀ RECIPROCHE, NON MINACCE” – LA RUSSIA DI PUTIN, ORMAI VASSALLA DI PECHINO, CHE L’HA TENUTA A GALLA ACQUISTANDO PETROLIO E GAS, GIOCA A TENERE IL PIEDE IN DUE STAFFE CON TRUMP, MA NON HA ABBASTANZA FORZA PER SGANCIARSI DAL DRAGONE…

1. CINA: XI A MODI, NOSTRI PAESI SONO PARTNER E NON RIVALI

NARENDRA MODI XI JINPING

(LaPresse) - Cina e India "sono partner di cooperazione, non rivali. I due Paesi rappresentano reciprocamente opportunità di sviluppo, piuttosto che minacce". Lo ha detto, secondo quanto riferisce l'agenzia Xinhua, il presidente cinese Xi Jinping al primo ministro indiano Narendra Modi durante l'incontro dei due leader nella città di Tianjin, in vista del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) del 2025.

 

2. PUTIN-XI-MODI L’ ANTI OCCIDENTE

Estratto dell'articolo di Lorenzo Lamperti per “La Stampa”

 

narendra modi vladimir putin xi jinping 2

[…]  La Cina accoglie il "resto del mondo", quello non occidentale, che si è dato appuntamento in massa alla corte di Xi Jinping. Oggi inizia a Tianjin il summit Sco (Organizzazione per la cooperazione di Shanghai), piattaforma di sicurezza di cui fanno parte anche Russia, Bielorussia, India, Pakistan, Iran e le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale.

 

[…] Modi è il più atteso, alla prima visita dal 2018 dopo anni di enormi tensioni commerciali e militari con Pechino. Il disgelo è partito dopo che Donald Trump ha colpito Nuova Delhi con dazi punitivi per l'acquisto di petrolio russo. […]

 

[…]

.

3. PUTIN ALLA CORTE DI XI MINACCIA GLI EUROPEI «RICORDINO LA STORIA»

Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

donald trump vladimir putin anchorage alaska. foto lapresse

Nella lunghissima intervista, mancano due parole. Come succede sempre prima di un suo viaggio in Cina, Vladimir Putin ha concesso un colloquio all’agenzia Xinhua , durante il quale ha spaziato sull’attualità geopolitica e sullo stato del mondo, senza mai nominare gli Stati Uniti.

 

Una circostanza ben strana alla luce di quanto accaduto il mese scorso tra l’Alaska e Washington, ma perfettamente comprensibile, tenuto conto del pubblico e dei referenti ai quali si stava rivolgendo il presidente russo.

 

Una volta reso omaggio al futuro ospite Xi Jinping, lui sì «vero leader di una grande potenza dotato di ampia visione strategica», e anche alle relazioni economiche tra Mosca e Pechino, che hanno raggiunto «un livello senza precedenti», Putin ha introdotto il concetto di «Maggioranza globale», con la quale ha indicato la massa critica di quel nuovo ordine multipolare che il Cremlino teorizza da tempo.

 

xi jinping narendra modi 2

«Noi e la Cina condividiamo ampi interessi comuni e opinioni straordinariamente simili su questioni fondamentali. Siamo uniti nella nostra visione di costruire un ordine mondiale giusto e multipolare, con particolare attenzione alle nazioni della Maggioranza globale».

 

Ma il presidente russo ha anche indicato il luogo dove dovrebbe cominciare il cambiamento, se non il rovesciamento, dei rapporti di forza.

 

xi jinping, vladimir putin, robert fico parata del 9 maggio a mosca

Facendo un astuto riferimento alla risoluzione «Sradicamento del colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni», adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 4 dicembre 2024, Putin ha detto che Russia e Cina «sostengono la riforma dell’Onu affinché ripristini pienamente la sua autorità e rifletta le realtà moderne», auspicando una riforma del Consiglio di sicurezza, «per renderlo più democratico, includendo Stati di Asia, Africa e America Latina».

 

L’aquila a due teste, il simbolo della Russia, è sempre stata simmetrica solo in apparenza. Per molto tempo nella sua storia millenaria ha guardato esclusivamente a ovest. Ma dopo il crollo dell’Unione Sovietica e ben prima di Putin, si è rivolta a Oriente.

 

putin kim jong un

Già nel 1993, il Concetto di politica estera fu il primo documento ufficiale a riconoscere l’Asia come «uno dei centri dell’economia della politica mondiale» […].

 

 La nascita di un grande spazio eurasiatico è insomma una vecchia idea della Russia, alla quale Xi ha aderito da azionista di maggioranza, diventando referente non solo dei Brics ma di un’area allargata al Sudamerica e all’Africa che si oppone al cosiddetto vecchio ordine mondiale.

 

[…]

 

xi jinping putin ramaphosa erdogan vertice brics 2024 foto lapresse

Putin non ha mancato di sottolineare il solco che ormai divide le due realtà. «In Russia, non dimenticheremo mai l’eroica resistenza della Cina. Vediamo che in alcuni Stati occidentali i risultati della Seconda guerra mondiale vengono di fatto rivisitati. Il militarismo giapponese viene rianimato con il pretesto di immaginarie minacce russe o cinesi, mentre in Europa, Germania inclusa, si stanno compiendo passi verso la rimilitarizzazione del continente, con scarsa attenzione ai parallelismi storici».

 

Sarebbe tutto abbastanza normale. Non fosse che durante questa estate, il Cremlino ha rivolto un largo sorriso agli Usa di Donald Trump, con tanto di incontro e di foto storiche in quel di Anchorage, «che permettono a Putin di recarsi dal suo principale alleato non come vassallo, ma come leader mondiale che dialoga da pari a pari con il presidente degli Stati Uniti, il principale rivale della Cina», come sostengono molti opinionisti indipendenti russi.

 

Anche per questo, l’assenza di ogni riferimento agli Usa sembra una omissione voluta, un argomento imbarazzante da evitare. Insieme ai presidenti di India, Iran, Turchia, e altri Stati con i quali la Casa Bianca ha rapporti problematici, Putin sarà l’ospite d’onore del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai che si terrà da oggi al primo settembre a Tianjin.

Putin Kim Xi

 

Una specie di Stati generali del cosiddetto Sud Globale, unito anche da una buona dose di antiamericanismo, ai quali seguirà la parata per l’ottantesimo anniversario della vittoria cinese nella Seconda guerra mondiale.

 

«Dal 2021, il commercio bilaterale con Pechino è cresciuto di circa 100 miliardi di dollari» ha affermato il presidente russo. «Manteniamo saldamente la nostra posizione di principale esportatore di petrolio e gas verso la Cina» ha aggiunto, rendendo così implicito merito al Paese che gli ha consentito di galleggiare sopra le sanzioni.

 

«Nel 2027, prevediamo di lanciare un’altra importante rotta del gas, la cosiddetta via dell’Estremo Oriente» è stato l’ulteriore annuncio. Al tempo stesso, Putin è la persona che si è appena incontrata con il nemico dichiarato della Cina, e che progetta grandi affari artici e altrettanti accordi con gli Stati Uniti. […]

XI JINPING - VLADIMIR PUTIN - 2 vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse

 

 

xi jinping vladimir putin vertice brics 2024 foto lapressexi jinping vladimir putin a pechinoincontro tra xi jinping e kim jong unincontro tra xi jinping e kim jong un 5putin trump xi jinping narendra modi vladimir putin xi jinping 1

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