renzo montagnani la moglie vergine

LA QUARANTENA DEI GIUSTI: GUIDA TV PER RECLUSI - OGGI VEDO UNA CERTA PENURIA DI COMMEDIE SEXY, ADDIRITTURA UN SOLO FILM CON EDWIGE FENECH, “LA MOGLIE VERGINE” DI MARINO GIROLAMI, E L’ARRIVO DI PARECCHI FILM ITALIANI PIÙ O MENO RECENTI. PER FORTUNA CHE OGGI POMERIGGIO CI SONO “AL LUPO! AL LUPO!” DI CARLO VERDONE, L’OTTIMO “TUTTI I SANTI GIORNI”, BELLA LOVE STORY DIRETTA DA PAOLO VIRZÌ CON LA CANTANTE SICILIANA THONY E L’OMBROSO LUCA MARINELLI, E STASERA DUE WESTERN DI INIZIO ANNI ’70…

Marco Giusti per Dagospia

LA MOGLIE VERGINE

 

Che vediamo oggi? Sarà ancora lunga la quarantena, e già oggi vedo una certa penuria di commedie sexy, addirittura un solo film con Edwige Fenech, “La moglie vergine” di Marino Girolami, e l’arrivo di parecchi film italiani più o meno recenti. Per fortuna che oggi pomeriggio ci sono “Al lupo! Al lupo!” di Carlo Verdone, Cine 34 alle 17, 25, l’ottimo “Tutti i santi giorni”, bella love story diretta da Paolo Virzì con la cantante siciliana Thony e l’ombroso Luca Marinelli, Rai Movie alle 17, 45, e stasera due western di inizio anni ’70, il buon “Mannaja” di Sergio Martino con Maurizio Merli e a seguire il più raro “Shango, la pistola infallibile” di Edward G. Muller alias Edoardo Mulargia con Anthony Steffen, Cine 34. E scordavo “Justine ovvero le disavventure della virtù” del grande Jesus Franco con Romina Power, Jack Palance e Sylva Koscina, Cielo tv alle 21, 20, temo tagliatissimo. Romina allora era nudissima…

 

LA MOGLIE VERGINE

Si inizia alle 14, 15 su Rai Movie con  “Tempo instabile con probabile schiarite” di Marco Pontecorvo con Luca Zingaretti, John Turturro, Carolina Crescentini. Titolo sticazzi, poco visto, flop malgrado il cast con fama terribile. Ma c’è Lillo che è un amico. Alle 15, 30 su Rete 4 per quelli della mia generazione è imperdibile il grande western “Cavalca, vaquero!” (ecco, questo è un titolo mecojoni) diretto da John Farrow con Robert Taylor, Ava Gardner, Athony Quinn con Jack Elam che fa un ruolo da piccolo caratterista. Ava sul set, racconta Mia Farrow, ebbe una mezza storia con suo padre, il regista John Farrow.

 

Lei era meravigliosa e Robert Taylor aveva altri gusti. Anthony Quinn ruba il film a tutti come bandito messicano. Lo adoravo. Non ho mai visto “Streghe verso nord”, Cine 34 alle 15, 40, commedia fantastica diretta da Giovanni Veronesi, scritta assieme al fratello Sandro con megacast che va da Teo Mammuccari, Emmanuelle Seigner, Gerard Depardieu, Paul Sorvino e Bianca Guaccero. Produceva il poro Cecchi Gori, flop epocale.

 

LA MOGLIE VERGINE

Teo Mammuccari, al suo primo e unico film, ritornò subito in tv a esibirsi con “Anvedi come balla Nando”. Amen. Alla stessa ora, yum yum, su Rai Movie potete vedere anche il primo film diretto da Mirca Viola “L’amore fa male”, altro titolo sticazzi,  con Stefania Rocca, Paolo Briguglia e Diane Fleri. Mai visto da nessuno. Mirca Viola ha diretto pure un secondo film… Ovvio che tutti i verdoniani staranno davanti alla tv come tre giorni fa per “Un sacco bello” per questo notevolissimo “Al lupo Al lupo”, Cine 34 alle 17, 25, con Sergio Rubini, Francesca Neri, Barry Morse. Grande classico verdoniano, anche un po’ triste. Purtroppo più o meno alla stessa ora passa “Tutti i santi giorni” di Paolo Virzì, Rai Movie 17, 45, che è un film assolutamente da vedere o da rivedere con Thony e Luca Marinelli che hanno una difficile storia d’amore nella Roma della perfieria di oggi.

 

Scontro alle 19, 30 fra la commedia moderna “Happy Family” di Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Rai Movie., e, su Cine 34, la commedia sexy “La moglie vergine” di Marino Girolami, appena uscito da “Roma violenta” (lo avete visto ieri sera), con Edwige Fenech come moglie vergine, Ray Lovelock come marito impotente, Carrol Baker come suocera che gli spiegherà come si fa e Renzo Montagnani come zio arrapatissimo, “Sarò un ipersensibile, ma quando vedo un culo mi sento male!”.

 

LA MOGLIE VERGINE

Lovelock, che usciva anche lui da “Roma violenta”, si ritrova con un certo imbarazzo nella commedia sexy tra la Fenech e la Baker, inoltre in un ruolo di impotente. Enzo Jannacci e BeppeViola riscrivono tutti i dialoghi in lombardo, visto che è tutto girato in Lombardia, fra Iseo, Brescia e Sarmico, Bergamo. Per Tatti Sanguineti le Film Commission italiane nascono proprio con la commedia sexy. Stroncato da tutti al tempo. Lo salva un po’ Davide Pulici su “Nocturno” anni dopo: “Girolami, e non si direbbe conoscendone il grezzo curriculum, firma una commedia dulcamara in qualche modo evoluta, progressista, inossequiosa degli stereotipi che il pubblico medio di questi film si attendeva in materia”.

 

vita di pi 4

Alle 21 e qualcosa la scelta va dal complesso e superpremiato “Vita di Pi” di Ang Lee, Rai Movie, al lontano “Notte italiana”, opera prima di Carlo Mazzacurati prodotto da Nanni Moretti con Marco Messeri, Mario Adorf, Giulia Boschi, Rai Storia, dalla commedia americana anni ’50 che personalmente non amavo molto “Un marito per Cinzia” di Melville Shavelson con Cary Grant e Sophia Loren, La 7, al grande esordio violento di Mel Gibson, “Braveheart”, Rai 4, dall’erotico d’epoca “Justine ovvero le disavventure della virtù” di Jesus Franco con Romina Power giovanissima, Klaus Kinski come Machese De Sade, Jack Palance, Sylva Koscina e Rosalba Neri, Cielo tv, fino al tardo western di Sergio Martino “Mannaja”, Cine 34, con Maurizio Merli come Mannaja con tanto di vera mannaja in saccoccia pronto a tagliar mani e braccia. Tanto che dopo la prima scena, dove taglia con un colpo di mannja la mano a Donal O’Brien dal pubblico romano in sala partì un “A Maurì… mannaja alla miseria!”.

 

vita di pi

Allora. “Notte italiana” era un ottimo esordio, tutto girato sul Delta del Po con bel cast del tempo, anche se tutti i cinephilès rimasero malissimo quando Mazzacurati rigirò tutte le scene dove aveva recitato il professore padovano Pietro Tortolina, che era un po’ il padre della cinefilia italiana, mettendo al suo posto Tino Carraro. Diceva che non funzionava… Mah… “Braveheart” lo lascio al Bossi, che su questo film costruì un partito. “Mannaja”, ovviamente, va rivisto. Per Sergio Martino è uno dei suoi migliori film. Tutto girato negli stabilimenti western fatiscenti della Elios. “Di solito si pensa che fosse stata una scelta artistica”, ricorda oggi il regista, “ma in realtà con la nebbia riuscivamo a nascondere lo stato dello studio”.

 

Per me non funzionava benissimo Maurizio Merli (doppiato da Pino Locchi), che allora comunque faceva cassetta col poliziesco ma non si era mai azzardato nello spaghetti.

Ci sono ancora belle presenze. Come un John Steiner in gran forma come cattivo che gira con due mastini neri. Solo che i cani, come vedevano la macchina per la nebbia si mettevano paura e andavano da tutte le parti, ricorda Sergio Martino, così il povero Steiner si trovava in difficoltà fra le risate generale.

 

Justine ovvero le disavventure della virtu

“Justine ovvero le disavventure della virtù” è il ventunesimo film su 173 ufficiali diretto dal mitico Jesus Franco, uno dei suoi più ricchi, prodotto dall’inglese Harry Alan Towers, ma non dei suoi più liberi. Franco avrebbe voluto la stupenda Rosemary Dexter al posto di Romina Power, troppo inesperta, imposta da Towers. Aveva anche pensato a Orson Welles come Marchese De Sade, poi andato a Kinski, ma Welles non voleva fare un film in mezzo a scene di nudo. Per questo ritroviamo fra il cast una delle sue celebri attrici, Mercedes McCambridge. Attenti ai tagli.

 

In seconda serata, diciamo intorn alle 23, ricordo che passa un raro western di Eduardo Mulargia, “Shango, la pistola infallibile” con Anthony Steffen e Eduardo fajardo, Cine 34, 22, 55. Lo apprezza solo Alex Cox, regista di “Sid and Nancy” e gran fan degli spaghetti, gli trova “un’aurea non realistica, strana anche per un western italiano”. 

 

humphrey bogart 2

Magari vi divertite di più con l’ennesima visione del capolavoro di Billy Wilder “Sabrina”, La 7, con Humphrey Bogart, Audrey Hepburn e William Holden, o con “Il Padrino – Parte III” di Francis Coppola, Rete 4 o con l’interessante e oggi ancora attuale “Ipotesi di un complotto” di Richard Donner con Mel Gibson e Julia Roberts, Iris. Alle oo, 30 passa il delirante e stracultissimo “Copgame: giochi di polizioti” di Bruno Mattei con Massimo Vanni e Romano Puppo, Cine 34, mai visto.

 

All’1,10 su Rai Movie l’ottimo “Cocoon” di Ron Howard e gli aodrabili vecchietti Don Ameche, Hume Cronyn, Wilford Brimley. Se alle 3 di notte siete ancora svegli non so se spingervi verso “Chant d’hiver” del grande Otar Iosseliani con Rufus, Pierre Etaix e Enrico Ghezzi, Rai 3, o su “Rocco e le sorelle” di Giorgio Simonelli con Tiberio Murgia e Moira Orfei, Cine 34. Mi sa che “Rocco e le sorelle” è più divertente. Ci sono anche Fanfulla e le Kessler.

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO