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IL CORONAVIRUS HA UCCISO I QUOTIDIANI – I NUMERI DELLE VENDITE DEI GIORNALI IN EDICOLA A GIUGNO SONO DA FINE DEL MONDO: IN UN ANNO IL MERCATO È CROLLATO DEL 24,6%! – IN TOTALE LE COPIE VENDUTE SONO SCESE SOTTO IL MILIONE E MEZZO, E SE IL GOVERNO NON FA QUALCOSA SI REALIZZA IL SOGNO DI GRILLO E D’ALEMA: LA MORTE DEI GIORNALI – IL “CORRIERE” PERDE L’11%, REPUBBLICA IL 18. E VIENE DA PIANGERE A VEDERE I DATI DI VENDITA DEL “MESSAGGERO” E DELLA “STAMPA”

Sergio Carli per www.blitzquotidiano.it

 

quotidiani1

Vendite giornali giugno 2020 in Italia, numeri da fine del mondo. Il mercato, fra giugno 2019 e giugno 2020, è crollato del 25 per cento, esattamente del 24,6%. Un anno fa le copie vendute furono quasi 2 milioni al giorno. Quest’anno sono scese sotto il milione e mezzo. Covid o coronavirus che sia, la crisi si fa sempre più grave. Se il Governo non fa qualcosa, si realizza il sogno di Grillo e D’Alema: la morte dei giornali.

 

giornali

E il settore sembra popolato da turisti svizzeri. Gli editori in fondo meritano la fine che faranno. E il Governo? La sopravvivenza dei giornali quindi è l’ultimo dei problemi. Anche Trump la pensa così. Stalin era più furbo. La democrazia non si salva con Facebook e Tiktok.

 

Spero di avere fatto qualche errore dunque. Non è mai andata così male, in un colpo solo. Questa volta il calo delle vendite non ha toccato solo i giornali sportivi e l’Avvenire, causa chiusura stadi e chiese, ma la quasi totalità delle testate. Il peggio è al Sud. Male il Corriere della Sera, che ha perso l’11%, male Repubblica, che ha perso il 18% delle copie vendute un anno fa.

 

Vediamo quindi le cifre effettive.

giletti floris gruber cairo fontana

164 mila copie per il Corriere (furono 186 mila nel giugno 2019, 204 mila nel 2018); 113 mila copie per Repubblica (141 mila nel 2019, 146 nel 2018).

 

Vien da piangere a leggere (vedete le tabelle qua sotto) i dati di vendita di Messaggero (52 mila copie), Secolo XIX (27 mila), Stampa (74 mila).

 

Crescono il Corriere delle Alpi di un uno per cento, il Giornale del 5%,il Fatto Quotidiano del 7%, la Verità del 18%. In edicola il Fatto è ancora sotto di 7 mila copie, il 19%, rispetto al giugno del ’18. la bistrattata (dal Fatto) Repubblica è sotto del 27%, il Corriere della Sera del 20%.

JOHN ELKANN MAURIZIO MOLINARI

 

Parliamo di poche migliaia di copie in cifra assoluta. Il Fatto ha venduto in edicola quasi 30 mila copie, altrettante sono state le copie digitali. Tante copie digitali quante, più o meno, hanno venduto Corriere e Repubblica. La Verità è arrivata a vendere in edicola 27 mila copie. Quelle digitali sono state poche centinaia.

 

Al Fatto esultano per la forte crescita delle copie digitali, cioè del giornali cartaceo trasferito in pdf. Anche se non danno cifre assolute ma solo percentuali, tranne, chissà perché, per Repubblica. Che stravince nel confronto.

 

Sono state in giugno quasi altrettante che le copie vendute in edicola.

Io insisto a non considerarle per due ragioni. La prima è il valore pubblicitario. La copia digitale, letta sul telefonino o anche sul computer, è un prodotto del tutto diverso dal giornale stampato. Lo capisce anche un bambino. L’impatto dell’annuncio in dimensione al massimo la metà sulla copia elettronica rispetto a quella cartacea, è tutta un’altra cosa.

MARCO TRAVAGLIO E IL KARAOKE

 

Come appare evidente, dal punto di vista dell’utente pubblicitario, siamo in presenza di due mezzi distinti, come la radio, la tv o l’affissione.

 

Certo, se uno considera la penetrazione della notizia e del sottostante messaggio politico, l’impatto c’è tutto. Probabilmente sarà questo il futuro dei giornali, la loro trasposizione sul foglio di Amazon della pagina ieri su carta, con la sua gerarchia di valore delle notizie espressa dai titoli e dalla loro collocazione.

 

Ma tutto questo non c’entra con l’impatto pubblicitario.

Copia cartacea e copia digitale restano due categorie dello spirito del tutto distinte.

 

La seconda ragione è che non appare evidente l’effetto degli abbonamenti digitali sul conto economico. La copia venduta in edicola sottostà a regole precise di prezzo e sconti.

giornali

 

Di tutte le altre vendite, sia delle copie cartacee sia di quelle elettroniche, non c’è verifica del prezzo. Rispetto al valore intrinseco del giornale, l’euro e mezzo che uno paga all’edicolante è poco più di un caffè o dell’elemosina in chiesa o al mendicante in strada.

 

Ma, tolto il quasi 20-30 per cento dei costi di distribuzione, moltiplicato per 360 per le migliaia di copie vendute in edicola a prezzo pieno, rappresenta metà dei ricavi del giornale. Diventa sempre più pesante, di fronte alla costante riduzione dell’apporto della pubblicità.

 

new york times

A che prezzo dunque sono vendute le copie digitali? Bisognerebbe abbonarsi per saperlo. Prendiamo il Fatto. Ai potenziali abbonati offre un serie di opzioni. Si va dall’abbonato sostenitore, a 6 euro al mese, a quello socio, che ne paga 50. A quale categoria appartengono i nuovi abbonati? C’è stata una campagna promozionale? A che prezzi?

 

Niente di scandaloso quindi, il New York Times promuove abbonamenti a un euro al mese. All’estero, dove la copia in edicola non è cannibalizzata. Ho letto uno studio sull’impatto degli abbonamenti on line sui conti di 23 giornali americani.

 

EDICOLA

Ci hanno guadagnato solo quelli con rinomanza internazionale. Sono scritti in inglese, trattano temi globali. I giornali con focus locale ci hanno tutti rimesso. Anche se sono scritti in inglese.

 

francesco gaetano caltagirone foto mezzelani gmt45

Figuratevi i nostri, scritti in italiano. Bisogna riconoscerlo, il web è la morte dei giornali ricchi e pasciuti come li abbiamo apprezzati finora. Sia come sia, lo vedremo dai prossimi bilanci. Per ora, il quadro è catastrofico per tutti..

 

Ho già riportato notizie sui bilanci del 2019.

 

Ora sono stati pubblicati quelli del primo semestre 2020 ed è una strage.

 

Il gruppo Rcs, editore di Corriere della Sera, ha visto il fatturato scendere, semestre su semestre, da 475 a 319 milioni, il margine operativo lordo da 84 a 7 milioni, il risultato operativo da 58 a 17 milioni, il risultato netto da 38 milioni di utile a 12 di perdita.

urbano cairo foto mezzelani gmt4

 

Il gruppo Gedi (Repubblica, Stampa e un bel po’ di giornali locali e radio) è passato da 303 a 249 milioni di ricavi, il mol da 24 di utile a 4 di perdita, il risultato operativo da 8 milioni di utile a 20 di perdita. Il tutto poi aggravato da svalutazioni di testate che portano il risultato netto a 120 milioni di perdita.

 

Brutti numeri anche per Caltagirone editore, passato da 1,6 milioni di perdita un anno fa a 18 milioni quest’anno.

 

Il Fatto non ha ancora pubblicato la semestrale. L’ultimo dato disponibile è del bilancio 2019: un milione e mezzo di perdita su un fatturato di 32 milioni. Con 30 mila abbonati a 6 euro al mese supererebbe il pareggio, a 50 euro sarebbe una piccola miniera d’oro. Se l’edicola regge.

 

Vendite giornali giugno 2020. I nazionali

Quotidiani

nazionali        Giugno 2020 Giugno 2019 2020 su 2019

Corriere della Sera  163.879         184.293         0,88

Repubblica    113.492         137.780         0,82

La Stampa    73.719           94.665           0,77

Il Giornale     44.709           42.636           1,04

Il Sole 24 Ore           37.700           39.702           0.94

Il Fatto Quotidiano   29.846           27.788           1,07

Italia Oggi      10.403           20.041           0,51

Libero 25.237           23.789           1,06

Avvenire        14.570           22.525           0,64

Il Manifesto   7.112  7.229  0,98

La Verità       27.308           23.196           1,17

Vendite giornali locali

Quotidiani

locali  

Giugno 2020

 

Giugno  2019

 

2020 su 2019

Resto del Carlino     71.174           84.468           0,84

Il Messaggero          52.262           69.981           0,74

La Nazione   49.629           61.491           0,80

Il Gazzettino 33.526           39.840           0,84

Il Secolo XIX 27.941           34.368           0,81

Il Tirreno        27.433           31.444           0,87

L’Unione Sarda        27.415           32.186           0,85

Dolomiten      5.236  5.977  0,87

Messaggero Veneto           31.266           32.438           0,96

Il Giorno         21.705           32.484           0,66

Nuova Sardegna     22.190           26.611           0,83

Il Mattino       19.317           23.834           0,81

Arena di Verona      18.977           20.460           0,92

Eco di Bergamo       17.058           19.210           0,88

Gazzetta del Sud     11.512           15.517           0,74

Giornale di Vicenza 16.924           18.612           0,90

Il Piccolo        15.407           17.296           0,89

Provincia (Co-Lc-So)          14.093           15.990           0,88

Il Giornale di Brescia          15.669           16.983           0,92

Gazzetta Mezzogiorno       9.177  15.531           0,59

Libertà           14.435           15.586           0,92

La Gazzetta di Parma         14.881           15.048           0,98

Il Mattino di Padova 12.865           14.195           0,90

Gazzetta di Mantova           13.164           14.143           0,93

Il Giornale di Sicilia 7.648  11.172           0,68

La Sicilia        7.745  13.040           0,59

Provincia Cremona 10.369           11.180           0,92

Il Centro         8.706  10.775           0,80

Il Tempo        8.624  11.839           0,72

La Provincia Pavese           8.561  9.451  0,90

Alto Adige-Trentino 6.569  7.953  0,82

L’Adige          8.509  10.543           0,80

La Nuova Venezia   6.566  7.056  0,93

Tribuna di Treviso   8.098  8.807  0,91

Nuovo Quot. Puglia 6.187  8.569  0,72

Corriere Adriatico    8.655  11.559           0,74

Corriere Umbria       5.058  8.364  0,60

Gazzetta di Reggio 6.203  7.348  0,84

Gazzetta di Modena           5.364  6.550  0,81

La Nuova Ferrara    4.791  5.304  0,90

Quotidiano del Sud —-       —-      —-

Corriere delle Alpi   4.087  4.041  1,01

Quotidiano di Sicilia 9.100  5.795  1,57

Vendite giornali sportivi

Nell’ultima tabella quindi mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

 

Quotidiani

sportivi           Giugno 2020 Giugno 2019 2020 su    2019

Gazzetta dello Sport Lunedì         54.961           141.966         0,38

Gazzetta dello Sport           53.681           142.526         0,37

Corriere dello Sport            37.784           67.141           0,56

Corriere dello Sport Lunedì           36.744           66.754           0,55

Tuttosport     31.595           43.746           0,72

Tuttosport Lunedì    29.562           43.534           0,67

Perché insistiamo sulle vendite in edicola…

…e le teniamo distinte dalle copie digitali?

 

Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

 

quotidiani

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

 

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere.

REPUBBLICA DI JOHN ELKANN DEDICA UN BOXINO ALLA PERQUISIZIONE NELLA SEDE FCA

 

Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

 

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

 

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads

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