gianfranco d'angelo

“MI PENTO DI ESSERE ANDATO IN TV DALLA D'URSO” – GIANFRANCO D’ANGELO TORNA SULLA POLEMICA DELLA PENSIONE “CHE NON GLI BASTA”: “NON VOLEVO LAMENTARMI MA MI SONO TROVATO IN MEZZO AD ACCUSE ASSURDE. IL CORONAVIRUS? IL CONSIGLIO DI BURIONI DI STARE IN CASA È BUONO, MA IO SCELGO DI CONTINUARE A VIVERE PRENDENDO QUALCHE RISCHIO. L'ISOLAMENTO TOTALE SECONDO ME È ESAGERATO” (D'ANGELO, RESTA A CASA!) - VIDEO

 

Alessandra Menzani per Libero Quotidiano

 

Gianfranco D' Angelo, mitico volto di Drive In e conduttore di Striscia la notizia, a 80 anni è ancora in grande forma e attivissimo a teatro, coronavirus permettendo.

 

gianfranco d'angelo

Romano, 86 anni, nella sua vita ha fatto tutto: venditore di giornali, rappresentante di commercio, scrutatore del Totocalcio, manovale, commesso di supermercati. Il teatro oggi è la sua casa ma in questi giorni il suo umore è a terra. «Dovevamo andare in scena il 24 marzo a Roma dopo essere stati a Torino. Ma è saltato tutto: Toscana, Calabria. I teatri chiudono a causa del virus», dice il simpatico attore.

 

gianfranco d'angelo

Un grande danno economico?

«Sì, i biglietti sono andati persi e noi non lavoriamo. Nessun tg ci calcola, nessun programma. Tutti parlano delle scuole e dei cinema, giustamente, ma anche noi siamo al collasso. E facciamo cultura. L' indotto teatrale è enorme e noi stiamo perdendo migliaia di euro. Giriamo tutta l' Italia, abbiamo un pulmino, venti persone che lavorano con noi, prenotazioni di hotel, ristoranti, autostrade, noleggio luci ecc.

Tutti a casa. Ma l' esigenza della salute è in primo piano, giustamente».

 

Quando recuperate?

«Se ne parla verso la fine di aprile, poi c' è l' estate e si va ad ottobre».

 

Ci racconti Sul lago dorato, tratto da un testo di Ernest Thompson e portato al cinema da Henry Fonda e Katherine Hepburn.

gianfranco d'angelo

«Sono Norman, un docente di filosofia di 80 anni. Con sua moglie, coetanea (interpretata da Corinne Clery, ndr), Norman passa le vacanze nella casa sul lago, come tutti gli anni. Stavolta arriva anche la figlia che non vede da anni. La donna arriva perché si è separata dal marito e ha un nuovo compagno con un figlio adolescente: non sanno dove piazzarlo per le vacanze. Nasce uno scontro generazionale tra Norman e il ragazzo, ma alla fine diventano amici. E anche con la figlia prevale il buonsenso».

 

C' è qualcosa di autobiografico?

«Io non sono burbero come lui. Sono sposato da 50 anni, felicemente. A differenza del film con Fonda, che era un po' triste - diciamolo - il linguaggio qui è più moderno e divertente. Si sorride, ce n' è bisogno».

 

gianfranco d'angelo fenech

Lo spettacolo tratta il tema dell' anzianità. Cosa pensa del fatto che in questa epoca di coronavirus si sente spesso la frase «vabbé ma erano vecchi...»?

«Il mio approccio è cauto ma non smetto di vivere. Il consiglio di Burioni di stare in casa è buono, ma io scelgo di continuare a vivere prendendo qualche rischio. Difendersi significa isolarsi, l' isolamento totale secondo me è esagerato».

 

Ha qualche altro progetto dopo lo spettacolo Il lago dorato?

gianfranco d'angelo

«Sì, uno a cui tengo molto. Eravamo quattro amici al bar, una pièce divertente su quattro amici che parlano di tutto. Ci sono bellissime canzoni. In scena ci sono Sergio Vastano, Fiordaliso, le musiche sono di Tonino Scala».

Un anno fa dichiarò che a 80 anni è «costretto a lavorare» perché la pensione che prende è bassa.

«Sì, ma non volevo lamentarmi. Mi pento di essere andato in televisione da Barbara d' Urso a parlare di questo argomento».

 

E cosa voleva dire in realtà?

«Che lavoro da 55 anni, ho sempre lavorato, e rispetto ad altre persone la pensione che prendo non è alta. Mi hanno pregato di andare in tv, allora ci sono andato. Ma mi sono pentito, perché poi sono nati equivoci, gli opinionisti scatenano polemiche per fare ascolti».

gianfranco d'angelo

 

Tipo?

«Mi sono trovato in mezzo ad accuse assurde: che mi lamentavo, che ci sono persone che percepiscono il minimo. Lo so bene anche io. Dico che non posso godermi quello che ho costruito. E basta».

 

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