mughini montesano la russa

MUGHINI – LA STORIA DEL CORPO MILITARE CHE HA NOME "X MAS" NON E’ UN ARGOMENTO DA FACEBOOK E NON E’ DEGNO DI ESSERE TRATTATO COME SE LA GUERRA CIVILE TRA ITALIANI FOSSE ANCORA IN CORSO. NEL NOSTRO PAESE SONO CATERVE I SEGNI, I SIMBOLI, CHE MARCANO IL FATTO CHE È ESISTITO IL REGIME FASCISTA. ALTRO CHE UNA MAGLIETTA INDOSSATA DA UN NOTO ATTORE MENTRE SGAMBETTAVA IN UNA SALETTA DA BALLO - VEDO CHE IGNAZIO LA RUSSA VIENE TRATTATO POCO AMICALMENTE PERCHÉ CONSERVA UN QUALCHE BUSTO DI BENITO MUSSOLINI. EBBENE, E SE IL BUSTO FOSSE QUELLO MERAVIGLIOSO SCOLPITO DAL GRANDE ADOLFO WILDT, VOI CHE NE DIRESTE E COME LO COMMENTERESTE? PERCHÉ DI QUESTO SI TRATTA, CHE IL FASCISMO È STATA COSÌ TANTA PARTE DELLA NOSTRA STORIA CHE…

Giampiero Mughini per Dagospia

 

MONTESANO SQUALIFICATO

Caro Dago, c’è che in Italia - e dunque nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nei nostri album dei ricordi - sono caterve i segni i simboli le tracce le evocazioni i manufatti d’arte i poster le foto che marcano il fatto che in Italia è esistito per vent’anni e oltre un regime politico dittatoriale che ha nome fascismo. E come potrebbe essere altrimenti? Altro che una maglietta indossata da un noto attore mentre sgambettava in una saletta da ballo.

 

Finché non ho toccato i vent’anni e ho cominciato a comprare pagandoli ratealmente il ben di dio dei libri Einaudi, la traccia del fascismo con cui avevo più confidenza era la foto di un Benito Mussolini giovane che mio padre teneva alle spalle della sua scrivania da lavoro. Lui era stato fascista negli anni tra le due guerre e lo era stato ardentemente.

 

MONTESANO 1

Quando con lui e mia madre vivevamo nella Firenze dell’agosto 1944 dove stavano per irrompere le forze alleate (quelle che davvero “liberarono” l’Italia, non certo le pur eroiche formazioni partigiane) mio padre si allontanò da casa per qualche giorno, perché non è detto che se lo avessero trovato avrebbero indossato i guanti bianchi. Durante la sua assenza venne a casa nostra un drappello partigiano che voleva piazzare una mitragliatrice da una delle finestre di casa. Alla fine rinunciarono.

 

Quella foto di Mussolini la guardavo sempre quando andavo da mio padre, che era separato da mia madre. Fosse stata un vintage l’avrei contesa ai miei fratelli quando mio padre è morto. Era una foto che testimoniava che cosa aveva rappresentato quell’uomo per una generazione, quell’uomo che fa da simbolo delle tragedie della storia italiana del Novecento.

 

MUGHINI

E siccome io a quel tempo vivevo con mia madre in casa dei nonni materni, anche il nonno Pietro teneva delle immagini dietro la sua scrivania. Erano dei calchi in gesso che raffiguravano il pantheon comunista, dato che mio nonno era comunista fin dal 1940 e io ho qui sul tavolo la sua tessera di iscritto al Pci. In bella fila erano i ritratti di Marx Engels Lenin Gramsci Stalin. Dopo il XX Congresso il nonno scalzò via il ritratto di Stalin, e ne rimase la macchia sul muro. Io quattordicenne ricordo, mentre pranzavamo, le aspre discussioni tra mia madre e mio nonno se i russi avessero fatto bene a scaraventare i loro carri armati sulla Budapest del 1956. Più tardi mia madre divenne a sua volta comunista tutta d’un pezzo, e quando ebbe tra le mani il mio “Compagni addio” del 1987 non ce la fece ad andare oltre le prime pagine perché quel libro troppo disturbava le sue convinzioni politiche.

la russa al quirinale per le consultazioni 8

 

Sì, tutte le case e tutte le famiglie italiane traboccano di segnali che alludono alla storia del fascismo e dunque dell’antifascismo. Vedo che Ignazio La Russa viene trattato poco amicalmente perché conserva un qualche busto di Benito Mussolini. Ebbene, e se il busto fosse quello meraviglioso scolpito dal grande Adolfo Wildt, voi che ne direste e come lo commentereste? Perché di questo si tratta, che il fascismo è stata così tanta parte della nostra storia che molti dei nostri grandi artisti ne hanno fatto l’apologia, a cominciare dai futuristi, il drappello forse il più geniale di tutte le avanguardie italiana del Novecento.

 

Adolfo Wildt busto mussolini

Non che il fascistissimo Mario Sironi fosse stato un futurista, ma uno dei più grandi pittori italiani del Novecento senza alcun dubbio. Ebbene io ho - e lo tengo come sacro da quanto è bello - un suo disegno preparatorio di quella Mostra romana del 1932 sul decennale della Rivoluzione fascista che passa per essere stata indimenticabile. Quel disegno di Sironi lo avevo visto da una gallerista romana mia amica, solo che un suo cliente l’aveva già comprato. Poi accadde che la moglie del cliente non la volesse in casa quell’opera talmente marchiata da un credo politico, e a quel punto io mi precipitai per acquistarla. Adesso troneggia all’ingresso del mio Muggenheim e vorrei ben vedere che qualcuno su Facebook mi pungesse al riguardo.

 

Sì, perché le discussioni su quel che è stata l’Italia durante i vent’anni e passa del dominio fascista non sono argomenti da Facebook. Persino la storia e l’identità drammaticissima del corpo militare che ha nome X Mas non sono un argomento da Facebook.

 

MARIO SIRONI 4

Meglio ancora. Nessuno di quegli argomenti è degno di essere trattato come se la guerra civile tra italiani fosse ancora in corso. La guerra civile è la tragedia più grande di un Paese, quella in cui gli uni e gli altri se le danno di santa ragione. Quando trent’anni fa me ne facevo un dovere di incontrare e discutere lealmente con gli intellettuali appartenenti alla destra, a uno di loro che era stato un ufficiale repubblichino ma che io rispettavo, Enzo Erra, dissi pubblicamente che “avevano avuto torto marcio” nello schierarsi dalla parte dei tedeschi. Ciò che non ledeva in nulla, lo ripeto, il rispetto che portavo a Erra e agli altri come lui, il mio vecchio amico Giano Accame tanto per fare un nome. Un rispetto che mi potevo permettere, e che tutti avremmo potuto permetterci, perché la guerra civile era finita da quarant’anni. Potevamo ragionare confrontarci raccontare ciascuno la propria esperienza. Grazie a Dio, potevamo farlo. Ho l’orgoglio di essere stato uno dei primissimi in Italia a farlo.

 

 

 

MONTESANOenrico montesano memeMARIO SIRONIGIANO ACCAMEenzo erra

GIAMPIERO MUGHINI

Ultimi Dagoreport

antonio barbera giulio base monda buttafuoco borgonzoni mantovano

FLASH! – BIENNALE DELLE MIE BRAME: IL MANDATO DI ALBERTO BARBERA ALLA DIREZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA TERMINA FRA UN ANNO MA DA MESI SI SUSSEGUONO VOCI SULLE ASPIRAZIONI DI ANTONIO MONDA (SPONSOR MANTOVANO) E DI GIULIO BASE, SUPPORTATO DALLO STRANA COPPIA FORMATA DALLA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA LUCIA BORGONZONI E DA IGNAZIO LA RUSSA (GRAZIE ALLO STRETTO RAPPORTO CON FABRIZIO ROCCA, FRATELLO DI TIZIANA, MOGLIE DI BASE) - IL PRESIDENTE ‘’SARACENO’’ BUTTAFUOCO, CHE TREMA AL PENSIERO DI MONDA E BASE, NON VUOLE PERDERE LA RICONOSCIUTA COMPETENZA INTERNAZIONALE DI BARBERA E GLI HA OFFERTO UN RUOLO DI ‘’CONSULENTE SPECIALE’’. RISPOSTA: O DIRETTORE O NIENTE…

peter thiel narendra modi xi jinping donald trump

DAGOREPORT - IL VERTICE ANNUALE DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO), SI AVVIA A DIVENTARE L’EVENTO POLITICO PIÙ CLAMOROSO DELL’ANNO - XI JINPING ATTENDE L’ARRIVO DEI LEADER DI OLTRE 20 PAESI PER ILLUSTRARE LA “VISIONE CINESE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE – ATTESI PUTIN, L’INDIANO MODI (PER LA PRIMA VOLTA IN CINA DOPO SETTE ANNI DI SCAZZI), IL BIELORUSSO LUKASHENKO, IL PAKISTANO SHARIF, L’IRANIANO PEZESHKIAN E IL TURCO ERDOGAN - SE DA UN LATO IL SUMMIT SCO RAPPRESENTA IL TRIONFO DEL DRAGONE, CHE È RIUSCITO A RICOMPATTARE MEZZO MONDO, DALL’INDIA AL BRASILE, MINACCIATO DALLA CLAVA DEL DAZISMO DI TRUMP, DALL’ALTRO ATTESTA IL MASSIMO FALLIMENTO DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA – L’ANALISI SPIETATA DELL’EMINENZA NERA, PETER THIEL, A “THE DONALD”: "A COSA SONO SERVITI I TUOI AMOROSI SENSI CON PUTIN PER POI RITROVARTELO ALLA CORTE DI PECHINO? A COSA È SERVITO LO SFANCULAMENTO DELL’EUROPA, DAL DOPOGUERRA AD OGGI FEDELE VASSALLO AI PIEDI DEGLI STATI UNITI, CHE ORA È TENTATA, PER NON FINIRE TRAVOLTA DALLA RECESSIONE, DI RIAPRIRE IL CANALE DI AFFARI CON LA CINA, INDIA E I PAESI DEL BRICS?” – "DONALD, SEI AL BIVIO’’, HA CONCLUSO THIEL, "O SI FA UN’ALLEANZA CON LA CINA, MA A DETTAR LE CONDIZIONI SARÀ XI, OPPURE DEVI ALLEARTI CON L’EUROPA. UNA TERZA VIA NON C’È…”

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...