ghali

SE NON DICI LA TUA, SEI COMPLICE? - GHALI ACCUSA I COLLEGHI RAPPER DI TACERE SUL CASO DI WILLY MONTEIRO: ''FORSE PERCHÉ NEL RAP ITALIANO SIETE MOLTO SIMILI AI QUEI QUATTRO RAGAZZI?'' - ROCKOL: ''ORMAI IL BENPENSANTISMO IMPERANTE, TI CONDANNANO ANCHE PER OPINIONI NON ESPRESSE. COME DICE DIACO, I SOCIAL SONO UN CIRCOLINO CHE NON RAPPRESENTA AFFATTO IL TASSO DI UMANITÀ CHE ATTRAVERSA I CITTADINI''

 

 

Da www.corriere.it

 

Ghali torna a parlare del caso di Willy Monteiro, il ragazzo di origini sudamericane morto a seguito di un pestaggio all’uscita da un locale di Colleferro, provincia di Roma: «Cari colleghi perché non ne parlate, avete altro a cui pensare? O non ve ne frega niente, oppure siete molto simili a quei quattro ragazzi, perché nel rap italiano succede questo». Riferendosi ai 4 giovani di Artena, praticanti di arti marziali, accusati di aver causato la morte del 21enne.

 

ghali

 

CARI CANTANTI, MA CHI VI CREDETE DI ESSERE DIVENTATI?

Franco Zanetti per www.rockol.it

 

 

Un rapper di un certo nome ha accusato oggi i suoi colleghi di non essersi espressi pubblicamente in merito a un fatto di cronaca nera.

A questo punto siamo arrivati: che se qualcuno non prende posizione esplicitamente - e, naturalmente, sempre nella direzione auspicata dal  benpensantismo imperante - è accusato di "non essersi espresso", e quindi, senza alcuna consequenzialità logica, di "pensarla in un altro  modo" (come se pensarla in un altro modo fosse una colpa e non un diritto).

ghali

 

Non voglio minimamente entrare nel merito del caso specifico, che è quello del ragazzo che è stato ucciso di botte a Colleferro. Ma allo stesso modo si potrebbero allora additare al pubblico ludibrio tutti quelli che non hanno preso posizione rispetto alla donna di 46 anni, con tre figli, uccisa in Svizzera pochi giorni fa per proteggere tre bambini (ne ha scritto qui Carla Vistarini).

 

Il che vuol dire, in questa circostanza specifica, additare al pubblico ludibrio tutti indistintamente: perché, su questo tristissimo episodio, nessuno ha preso posizione, dei tanti - dei troppi - che usano i social per farci sapere che esistono. (Il che, fra parentesi, vuol dire che la differenza di colore della pelle importa più a quelli che stigmatizzano pubblicamente che a quelli che tacciono).

 

gabriele bianchi in umbria

Quello che mi interessa segnalare qui è un fenomeno diverso: quello dei personaggi dello spettacolo che si atteggiano a opinion leader - e senza averne la statura riconosciuta - e quello dei media che rilanciano le loro opinioni.

 

Non voglio mettere in dubbio la sincerità dei sentimenti dei primi, e non mi permetto di insinuare che dietro a queste esternazioni ci sia una volontà autopromozionale (anche se dubito che abbiano una particolare capacità di influenza morale sul loro pubblico). Ma il meccanismo infernale che si è instaurato è tale che un post su Instagram diventa una notizia, e la notizia è rilanciata dai giornali, ripresa dalle radio, commentata dalle televisioni, suscitando tutta una sequela di nuovi commenti social, che diventano a loro volta altre notizie, generando un flusso inarrestabile.  E circondando di un assordante rumore mediatico anche chi - come me - si tiene fieramente a distanza dalla frequentazione dei social.

gabriele bianchi a positano

 

Ho letto nei giorni scorsi un'intervista di un conduttore televisivo che non conosco personalmente, e sul quale non ho nessuna opinione né professionale né personale, semplicemente perché non l'ho mai ascoltato in radio e non l'ho mai guardato in televisione. Si chiama Pierluigi Diaco, e queste sono le cose che ha detto:

 

"Sui social ci sono troppe semplificazioni e troppa superficialità. I social danno una rappresentazione del Paese in cattiva fede. Chi sta sui social è ormai un tuttologo. Parlano di tutto anche se non hanno nulla da dire. E quando tu rendi accessibile a tutti la possibilità di dire, fare, polemizzare, criticare senza regole e senza limite e senza una legittimazione per esprimersi con argomenti complessi, il tenore della conversazione si indebolisce.

 

willy 5

Non credo che ci sia bisogno di tornare indietro. Basta che i media tradizionali la smettano di dare importanza ai social. Sono un circolino che non rappresenta affatto il tasso di umanità che attraversa i cittadini. Non ce l'ho con i social. Credo che il tipo di attenzione che viene dato a ciò che succede in rete sia smodato. Denota una certa pigrizia di alcuni colleghi che montano pezzi basandosi su una manciata di tweet che circolano in rete".

 

Sottoscrivo tutto.

 

 

diaco

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…