ecuador

ECUADOR, DALLA TRAGEDIA ALLA FARSA - I CRIMINALI RESPONSABILI DEGLI ATTACCHI, CHE HANNO PORTATO IL PAESE NEL CAOS E CAUSATO LA MORTE DI 13 PERSONE, CHIEDONO SCUSA ALLA POPOLAZIONE: IN UN VIDEO, HANNO PUNTATO IL DITO CONTRO IL PRESIDENTE DANIEL NOBOA, “COLPEVOLE” DI VOLER RENDERE PIU’ SEVERO E DURO IL SISTEMA CARCERARIO (“E’ UN RAGAZZO RICCO CON L’EGO DA SUPEREROE”) - SONO 139 LE PERSONE ANCORA IN OSTAGGIO IN ALMENO CINQUE PRIGIONI, COMPRESE GUARDIE E PERSONALE AMMINISTRATIVO, DOVE I DETENUTI SI SONO RIBELLATI - VIDEO!

 

ECUADOR BANDA ARMATA IN UNO STUDIO TV

1 - ECUADOR, 'LIBERATI 41 OSTAGGI, 5 TERRORISTI UCCISI

 (ANSA) - QUITO, 11 GEN - Le Forze armate ecuadoriane hanno ucciso cinque "terroristi", ne hanno arrestati 329 e hanno liberato 41 ostaggi: lo ha reso noto il capo del Comando congiunto, Jaime Vela. Si tratta del primo rapporto ufficiale sulle operazioni effettuate dopo l'ondata di violenze scatenata dalla criminalità organizzata in tutto il Paese.

 

2 - ECUADOR: GANG SI SCUSANO CON POPOLAZIONE, 'COLPA DEL PRESIDENTE'

 (ANSA) - QUITO, 11 GEN - Un gruppo di criminali in Ecuador, presunti responsabili degli attacchi indiscriminati su tutto il territorio, ha chiesto scusa alla popolazione puntando il dito contro il presidente Daniel Noboa per le violenze che hanno provocato almeno 13 morti. In un video diffuso dal gruppo si vedono una ventina di loro in piedi, vestiti con magliette bianche e jeans, riuniti attorno a un loro compagno che, senza mostrare il volto, legge un comunicato. "Salutiamo l'intero Paese e ci scusiamo per i disordini, soprattutto a voi poveri, che siete i più colpiti", afferma l'uomo.

ECUADOR BANDA ARMATA IN UNO STUDIO TV

 

Nel messaggio viene attaccato il capo dello Stato, descritto come "un ragazzo ricco con il suo ego da supereroe", e si fa cenno a possibili negoziati con il governo su esempio della Colombia. "La Colombia ha accordi con gli Stati Uniti e ha fatto trattati di pace con le Farc, guerriglieri e paramilitari, mentre tu (Noboa, ndr) vuoi uccidere e far uccidere il popolo ecuadoriano per il tuo dannato ego". E poi: "Sai cos'è un accordo di pace? Serve a porre fine a uno scontro armato tra due nazioni o organizzazioni con l'obiettivo di una vita migliore".

ECUADOR - IL NARCOBOSS FABRICIO COLON PICO

 

3 - ECUADOR: 139 PERSONE ANCORA IN OSTAGGIO NELLE CARCERI

(ANSA) - QUITO, 11 GEN - Sono 139 le persone ancora in ostaggio in almeno cinque prigioni (a Cuenca, Azogues, Napo, Ambato e Latacunga) in Ecuador, comprese guardie e personale amministrativo, dove i reclusi si sono ribellati come misura di protesta contro la dura politica che il presidente Daniel Noboa vuole implementare nel sistema carcerario. Secondo il Servizio penitenziario (Snai), "non esiste alcun ostaggio che sia stato assassinato".

 

Tuttavia, non è stato ancora riferito se le forze dell'ordine siano riuscite a entrare nelle carceri dove si sono verificati i disordini. Mentre la polizia ha riferito che due agenti risultano sequestrati nel carcere di Turi, a Cuenca. Per quanto riguarda le oltre 300 persone arrestate nel frattempo dalle forze armate, il comandante dell'Esercito, Nelson Proaño, ha indicato che la maggior parte di loro appartiene alle gang Tiguerones, Lobos e Choneros. Questi gruppi, insieme ad altri, sono stati dichiarati "terroristi ed entità non statali belligeranti che costituiscono obiettivi militari", sulla base del decreto 111 firmato dal capo dello Stato, dove si riconosce che l'Ecuador affronta "un conflitto armato interno".

 

 

ECUADOR CAOS

 

 

 

4 - NARCOS ECUADOR

Estratto dell’articolo di Emiliano Guanella per “la Stampa”

 

Aguilas Fatales, Latin Kings, Los Lobos, los Tiguerones, nomi che sembrano adatti a gruppi di reggaeton, ma che per gli ecuadoriani rappresentano il terrore che si è impossessato di una nazione che fino a pochi anni fa era considerata tra le più sicure del Sudamerica.

 

È bastato che il giovanissimo neopresidente Daniel Noboa dichiarasse mano dura contro il narcotraffico per far scattare una reazione di violenza inaudita, con scene da guerra civile. Panico arrivato in diretta tv per gli spettatori del canale TC Television di Guayaquil, con un commando di ragazzini incappucciati e armati fino ai denti che ha invaso una trasmissione in corso. Pistole e fucili spianati, granate mostrate alle telecamere, il conduttore in panico con una dinamite infilata nel taschino della giacca a invocare il non intervento della polizia.

 

ECUADOR BANDA ARMATA IN UNO STUDIO TV

[…] Barbarie anche sui social, con video ripresi dentro i grandi penitenziari dominati dalle gang; guardie carcerarie uccise con colpi di pistola in testa, un altro impiccato mentre i delinquenti col passamontagna promettevano di mettere a ferro e fuoco il Paese. La miccia che ha fatto scattare l'incendio è stata la scoperta dell'evasione dal penitenziario della Regional del boss José Adolfo Macias.

 

IL CLAN NARCOS LOS LOBOS RIVENDICA L ASSASSINIO DI FERNANDO VILLAVICENCIO 1

Macias è soprannominato "Fito" ed è il capo de Los Choneros, la banda più potente con i suoi 25.000 uomini armati, troppi se si pensa che la polizia nazionale ha poco meno di 50.000 agenti. […] Poche ore dopo è scappato da un altro penitenziario Fabricio Colon Pico, leader della banda Los Lobos, che contende ai Choneros l'egemonia sulle rotte della droga.

 

L'escalation della violenza degli ultimi anni è impressionante. Nel 2019 il tasso di omicidi era di 19 ogni 100.000 abitanti, nel 2023 è stato di 40, più del doppio. Alla base della forza dei clan ci sono le 700 tonnellate di coca provenienti ogni anno dai due più grandi produttori mondiali, il Perù e, soprattutto, la Colombia. Da nazione di semplice passaggio della coca l'Ecuador è oggi il maggior centro operativo e di smistamento.

IL CLAN NARCOS LOS LOBOS RIVENDICA L ASSASSINIO DI FERNANDO VILLAVICENCIO

 

L'accordo di pace siglato nel 2016 tra il governo colombiano e le Farc ha obbligato i narcos a cercare nuove vie e la frontiera meridionale con l'Ecuador è parsa da subito molto conveniente. Oggi sono due le direttrici principali, che servono non a caso i maggiori mercati mondiali. La prima passa dai porti di Manta e Guayaquil e arriva attraverso il Messico negli Stati Uniti. La seconda passa attraverso la foresta amazzonica in Brasile o Venezuela per poi arrivare in Europa.

 

Negli ultimi mesi è cresciuta anche la rotta cilena, con carichi nascosti in navi che arrivano nel porto di San Antonio e da lì si dirigono verso Oceania ed Asia. […] gli ecuadoriani si sono alleati ai padroni del narcotraffico come i cartelli messicani di Sinaloa, del golfo o de los Zetas, i brasiliani del PCC di San Paolo, la ‘Ndragheta e la mafia albanese. Grazie a queste sinergie i boss locali hanno potuto armarsi fino ai denti […]

 

ECUADOR - IL NARCOBOSS ADOLFO MACIAS DETTO FITO

 

Il trentaseienne Daniel Noboa, figlio dell'uomo più ricco del Paese, è diventato presidente a sorpresa a metà ottobre sconfiggendo la candidata progressista Luiza Gonzalez, delfina dell'ex presidente socialista Rafael Correa condannato per corruzione e rifugiatosi in Belgio. Fin da subito Noboa ha promesso mano dura contro le gang e la settimana scorsa ha mandato alla Corte Costituzionale la proposta di un referendum con 11 domande per riformare la giustizia e la sicurezza, con l'intervento diretto delle Forze Armate nella lotta antidroga e nel controllo dei penitenziari e pene più severe per diversi reati.

 

I narcos non sono rimasti a guardare e hanno fatto scattare la loro controffensiva a partire proprio dalle carceri, che controllano da tempo. Uno dei loro quartieri generali è nel complesso penale di Guayaquil (Litoral e Regional, uno accanto all'altro), che ospita 10.000 detenuti, un quarto di tutta la popolazione carceraria del Paese. Lì dentro i boss decidono sulla vita e la morte di ogni recluso, dispongono di armi, droga e telefoni satellitari per controllare tutte le loro attività.

 

ECUADOR BANDA ARMATA IN UNO STUDIO TV

A inizio del 2021 c'è stata la prima ribellione con un maxi regolamento di conti interno, con 79 detenuti decapitati. Sono seguiti altri scontri, arrivando al tragico bilancio di 400 morti ammazzati in meno di tre anni. Il piano sulla sicurezza pubblica di Noboa […] prevede la costruzione di navi prigioni per evitare al massimo i contatti esterni dei detenuti. […] in alcune località i civili si sono accodati armi in mano alle ronde dei poliziotti promettendo giustizia sommaria e legge del taglione contro i banditi […]

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…