enzo anghinelli agguato via cadore milano

MILANO COCATA – CHILI DI COCAINA SOTTO IL GIUBBOTTO, AUTO DORATA E SPACCIO NELLE DISCOTECHE - ECCO CHI ERA ENZO ANGHINELLI, IL BERSAGLIO DELL’AGGUATO A PORTA ROMANA - L’UOMO È COMPARSO IN DIVERSE INDAGINI SUL TRAFFICO DI DROGA: RIFORNIVA DI COCAINA I PUSHER DELLE DISCOTECHE DI MILANO – VIDEO

 

Cesare Giuzzi e Gianni Santucci per www.corriere.it

 

 

enzo anghinelli agguato via cadore milano

Il nome di Enzo Anghinelli, il 46enne che guidava la Ford finita sotto la raffica di proiettili in via Cadore, venerdì mattina, è comparso in diverse indagini sul traffico di droga. L’inchiesta, dal momento in cui i poliziotti hanno preso in mano il documento dell’uomo ferito da due sicari in scooter, è entrata nelle reti dei medi e grandi trafficanti di cocaina di Milano. Perché è quello il contesto criminale nel quale si è sempre mosso Anghinelli.

 

Alla fine del 2007 lo arrestarono i carabinieri in un’operazione antidroga che si concentrava su un autonoleggio di via Teodosio, zona Città Studi, periferia Est di Milano. Autonoleggio che forniva macchine di lusso anche per agenzie di spettacolo. Ma quando scattò il blitz, in quegli uffici Anghinelli stava entrando con due chili di cocaina infilati nelle tasche interne del giubbotto. Lo arrestarono e alla fine delle perquisizioni sequestrarono in tutto 26 chili di droga, il carico che la batteria di Anghinelli aveva acquistato per rifornire i giri delle discoteche prima delle feste natalizie. Discoteche del centro e della periferia.

 

enzo anghinelli agguato via cadore milano

 

 

 

enzo anghinelli agguato via cadore milano

Nell’autonoleggio i carabinieri scoprirono un ambiente cinematografico, con scenografie di polistirolo e decorazioni teatrali: in un paio di scatole recuperarono 40 mila euro in contanti, mentre il carico più grosso di cocaina (una quindicina di chili) era nascosto in una grossa Mercedes color oro. L’ipotesi degli investigatori è che, scontata la condanna e uscito dal carcere, Anghinelli sia tornato in affari in quell’ambiente di trafficanti milanesi che muovono chili di droga: un ambiente in cui è facile accumulare debiti o crediti, trattative da decine di migliaia di euro che possono diventare il movente per un tentato omicidio.

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