maternita' surrogata

I SOLDI COMPRANO TUTTO, ANCHE I BAMBINI – NEGLI STATI UNITI SOLO SE SEI UN RICCASTRO PUOI RIVOLGERTI AD AGENZIE CHE SI OCCUPANO DI MATERNITÀ SURROGATA: BASTA SGANCIARE 125MILA DOLLARI PER PORTARSI A CASA UN BEBÈ SFORNATO DA UNA DONNA DISPOSTA A USARE IL PROPRIO CORPO PER METTERSI UNA BELLA CIFRA IN TASCA – MAURIZIO BINI DELL'OSPEDALE NIGUARDA: “NEGLI USA SONO 7 GLI STATI DOVE È CONSENTITA LA MATERNITÀ SURROGATA, STATI RICCHI, CARATTERIZZATI DA UNA…”

Paola Natali per “Libero quotidiano”

 

Maurizio Bini

Parlare di procreazione assistita ed utero in affitto non è per nulla semplice perché in ballo c'è la famiglia e soprattutto la nascita di bambini che devono essere tutelati ed amati. Il sogno di diventare genitore spesso s' infrange a causa di problemi di infertilità maschile o femminile. Alcune coppie scelgono la strada dell'adozione scontrandosi con un sistema lungo e farraginoso.

 

Altre invece prediligono la procreazione assistita o in taluni casi la maternità surrogata. E proprio di quest' ultima via parliamo con il Professor Maurizio Bini, responsabile della struttura di diagnosi e terapia della sterilità e crioconservazione dell'ospedale Niguarda. «Parlare di maternità surrogata non è per nulla semplice. Dare un giudizio senza affrontare ed attraversare ovvero vivere la situazione non è corretto poiché dire no a priori vuol dire non analizzare il problema».

 

MATERNITA' SURROGATA

Ma il professor Bini fa subito un distinguo fondamentale: «Se una persona dona il proprio ovulo non viene vista in modo immorale, se una persona dona un proprio organo questo viene considerato come un gesto d'amore, se una persona non dona completamente il proprio utero (maternità surrogata) questo viene visto negativamente: abbiamo quindi tre atteggiamenti differenti di tolleranza.

 

In Israele per evitare lo sfruttamento viene convocato un comitato scientifico medico alla presenza di un rappresentante della regione per valutare caso per caso. Se la coppia fa una richiesta a causa di una malattia e questa viene accettata è lo stato che paga le procedure ed il figlio una volta nato è dello stato israeliano che poi valuterà chi saranno i genitori».

 

UTERO IN AFFITTO

Allargando lo sguardo oltreoceano, Bini spiega: «Negli Usa sono 7 gli stati dove è consentita la maternità surrogata, stati ricchi, caratterizzati da una medicina contrattualistica: si pensi che nel contratto prematrimoniale viene stabilito in caso di procreazione assistita la spartizione degli embrioni: tutto questo per evitare problematiche legali».

 

Questione di contratti e soldi.

UTERO IN AFFITTO

«Negli Stati Uniti la maternità surrogata costa circa 125 mila dollari, 75 mila dollari in Grecia. In India ci fu un grosso dibattito perché una donna aveva guadagnato nei 9 mesi di gestazione con la maternità surrogata come in 25 anni di lavoro ed aveva usato questi soldi per fare studiare i suoi figli». Insomma, un'analisi è d'obbligo: «Chi ricorre alla maternità surrogata fa nascere una vita e rende felice una coppia ed i suoi figli? Ma quale valore quindi viene dato al denaro? Un'altra analisi andrebbe fatta sul compagno della madre surrogata e sui figli della coppia che vedono la madre in dolce attesa di un figlio e di un fratellino che non vedranno mai».

 

Qual è il suo giudizio quindi sulla maternità surrogata? Favorevole o contrario?

UTERO IN AFFITTO

«Non è una necessità - dice Bini -, sarei per un alleggerimento per affido e adozione nei paesi dove il numero dei bambini è superiore alla capacità di adozione; quindi dico no alla surrogata ma solo al termine di un ragionamento complesso come quello che ho appena fatto».

 

Dalla maternità surrogata alla fecondazione eterologa.

«In Lombardia siamo molto avanti con l'eterologa -conclude Bini-, si pensi che nella mia struttura abbiamo 1300 coppie in lista d'attesa. Con possibilità di successo in Italia del 34% per l'eterologa, al Niguarda sopra il 50 % e per l'omologa siamo al 29%». A proposito di utero in affitto e maternità surrogata, procedure vietate nel nostro paese, ecco l'esperienza di Letizia, manager a livello internazionale a causa di una patologia ha dovuto sottoporsi ad una isterectomia. Decide quindi di rivolgersi con il suo compagno ad un'agenzia di maternità surrogata in California.

 

Maurizio Bini

L'iter prevede un colloquio conoscitivo e viene poi stilato un contratto con la suddetta agenzia che è formata da legali con il compito di tutelare la madre surrogata e la madre biologica con tanto di test psicologico, carichi pendenti ed esami medici. Si viene messi poi in lista d'attesa e, dopo un anno c'è il dialogo con la madre surrogata e, solo se si crea un rapporto tra le due donne, si può procedere.

 

utero in affitto 2

La madre biologica seguirà tutta la gravidanza della madre surrogata. La madre biologica prima di poter diventare tale deve sottoporsi ad esami psicologici e clinici e deve già essere madre di almeno un figlio. «Il costo- dice la manager italiana - prevede 3 mila dollari alla firma del contratto, da 65 a 75 mila dollari da pagare in rate mensili suddivise nei 9 mesi di gestazione e 300 dollari al mese alla madre surrogata. Se quest' ultima non può lavorare durante la gravidanza si deve stabilire altro compenso aggiuntivo». A questi vanno aggiunti nel caso di Letizia altri 20 mila dollari per l'inseminazione artificiale. Dopo la nascita del bambino viene concessa la maternità da un giudice in base al contratto e tra le madri di solito si crea un legame che prosegue nel tempo.

due donne con un bambinocoppia omosessuale con figliacoppia di uomini con figliADOZIONE ADOZIONE ADOZIONE ADOZIONEutero in affitto 1

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…