boccia sangiuliano gilioli giuli

STAVOLTA SANGIULIANO NON C’ENTRA: MARIA ROSARIA BOCCIA FINISCE DI NUOVO INDAGATA (PER TRUFFA) A PISA - LA PROCURA HA FATTO NOTIFICARE ALLA "POMPEIANA ESPERTA" UN INVITO A COMPARIRE PER INTERROGARLA SU UNA PRATICA LEGATA A UN IMMOBILE IN UN PAESE DELLA PROVINCIA TOSCANA - LA VICENDA NON È COLLEGATA AL CASO SANGIULIANO - A ROMA L’IMPRENDITRICE È SOTTO INCHIESTA PER MINACCIA A CORPO POLITICO E LESIONI PERSONALI - TESTIMONE DELLE MANOVRE DELLA BOCCIA SAREBBE L’EX CAPO DI GABINETTO, FRANCESCO GILIOLI, SILURATO DA ALESSANDRO GIULI…

Fabio Amendolara per la Verità- Estratti

 

boccia sangiuliano

La pompeiana Maria Rosaria Boccia è di nuovo al centro dell’attenzione: questa volta, però, non per le sue straordinarie doti da influencer, né per gli storytelling da fotoromanzi. E neppure per l’intrigo con l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. A Pisa è indagata per l’ipotesi di truffa.

 

Secondo il capo della Procura Teresa Angela Camelio, la Boccia sarebbe coinvolta in un misterioso progetto imprenditoriale legato a un immobile. La questione risale al 2021 e dallo scarno comunicato diffuso dalla Procura non è possibile comprendere i contorni della vicenda.

 

maria rosaria boccia e gennaro sangiuliano a sanremo 3

La Camelio spiega solo che «ricorrono specifiche ragioni di interesse pubblico» per rendere nota l’esistenza dell’inchiesta, e ricorda che l’indagata beneficia della «presunzione di non colpevolezza». Gli investigatori della Guardia di finanza di Torre Annunziata la scorsa settimana le hanno notificato un invito a comparire, con contestuale avviso di garanzia, per rendere interrogatorio. E a quel punto la notizia, per quanto scarna, ha cominciato a circolare.

 

 La società della Boccia, la Cult comunication Srl, non risulta detenere unità immobiliari o beni aziendali. Da indiscrezioni si apprende che l’immobile al centro della questione si troverebbe in provincia di Pisa. Ma l’eventuale vendita potrebbe non essersi conclusa. Il procuratore di Pisa, infatti, parla di una «presunta partecipazione a un progetto imprenditoriale riguardante un immobile». Che non si presenterebbe solo come una costruzione, ma come un crocevia di interessi. Gli investigatori starebbero setacciando gli accordi, nei quali sembrerebbe nascondersi un piano più ampio.

 

maria rosaria boccia - meme by 50 sfumature di cattiveria

L’indagine pisana, su cui viene tenuto riserbo, è completamente distinta dalle altre vicende giudiziarie in corso che uniscono, su versanti separati, la Boccia e Sangiuliano.

 

A Roma l’imprenditrice di Pompei, che era arrivata molto vicina a farsi nominare consigliere del ministro della Cultura, è sotto inchiesta per minaccia a corpo politico e lesioni personali (perché avrebbe ferito alla testa l’ex ministro durante una trasferta a Sanremo il 17 luglio scorso) dopo l’esposto presentato dal difensore di Sangiuliano, l’avvocato Silverio Sica, a conclusione dell’ingarbugliata vicenda alimentata mediaticamente dalla Boccia fino al giorno della perquisizione nella sua abitazione. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le presunte manovre che la pompeiana avrebbe messo in campo per ottenere la nomina alla quale aspirava.

francesco gilioli

 

Testimone dei passaggi cruciali sarebbe l’ex capo di gabinetto, Francesco Gilioli, silurato da Alessandro Giuli, coincidenza, poco dopo la sua convocazione in Procura come persona informata sui fatti.

 

I carabinieri mandati a casa della Boccia erano anche alla ricerca dell’audio di una telefonata con un dirigente del ministero che conterrebbe dei passaggi riguardanti un componente dello staff del ministro, oltre ad alcune mail che dimostrerebbero la disponibilità dei funzionari nei confronti dell’indagata e quelle con alcune carte di imbarco sue e del ministro. L’1 agosto Sangiuliano avrebbe firmato una bozza di decreto di nomina.

maria rosaria boccia a piazzapulita foto lapresse 18

 

Un documento che secondo il ministro non sarebbe mai stato inviato all’Ufficio centrale di bilancio e alla Corte dei conti, come testimonierebbe l’assenza di un protocollo. La nomina, insomma, sarebbe stata ancora nella sua fase istruttoria.

 

«Le mie perplessità», ha sostenuto l’ex ministro nell’esposto, «sono dimostrate da un messaggio inoltrato il 9 agosto a mezzo Whatsapp al capo di gabinetto». «Per quel consigliere da nominare tieni fermo. Ne parliamo a fine agosto», scrive Sangiuliano. Che ricorda anche le «incongruenze nel curriculum» che proprio il capo di gabinetto gli aveva evidenziato, oltre ai «conflitti d’interesse».

 

E quando la Boccia avrebbe intuito la sua «riserva mentale», stando al racconto di Sangiuliano, sui social della pompeiana sarebbero cominciate a comparire le foto col ministro. Finché, il 6 agosto, la Boccia, sostiene Sangiuliano, pubblica «una storia su Instagram con scritto «ricordati che la vita è come un ristorante, nessuno se ne va senza pagare»». E quella frase Sangiuliano l’ha presa «come una minaccia diretta». Il 15 agosto la vicenda vive un altro momento clou. «Ho organizzato una riunione operativa al ministero, pubblicizzando la circostanza sui social», ricorda il ministro.

maria rosaria boccia e gennaro sangiuliano a sanremo 2

 

La pompeiana, che non era invitata, avrebbe capito che la nomina era saltata. A quel punto, secondo Sangiuliano, avrebbe cominciato a tampinare la moglie.

 

E il 26 agosto decide di ufficializzare tutto e manda una mail al capo di gabinetto: «In merito alla nomina, accogliendo le perplessità circa potenziali situazioni di conflitto d’interesse, ti prego di non procedere e di non perfezionare gli atti».

 

Per l’indagine di Pisa, però, la Boccia sembra mantenere un profilo più basso. Su Instagram ha pubblicato solo una storia che mostra una sua performance, con tanto di casco di sicurezza, su una filovia ad alta quota, mentre stringe tra le mani il manubrio che scorre sul filo d’acciaio.

FRANCESCO GILIOLI

Come se volesse trasmettere ai suoi follower il momento di tensione post avviso di garanzia.

 

 

(...)

gilioli giuliFRANCESCO GILIOLI GENTE E IL GRAFFIO SULLA TESTA DI SANGIULIANO

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...