george pell angelo becciu

IN VATICANO HANNO I NERVI A FIOR DI PELL – GUARDA TU LE COINCIDENZE: L’INCRIMINAZIONE DEL CARDINALE AUSTRALIANO NEL 2017 ARRIVÒ GIUSTO QUALCHE SETTIMANA DOPO LA SCOPERTA DELLA PROVA SCHIACCIANTE SU ALCUNE "ACROBAZIE FINANZIARIE" IN VATICANO – UNA COPIA DI QUELLE CARTE FINÌ A BECCIU IN SEGRETERIA DI STATO. E PROPRIO IN QUEL PERIODO DALLO IOR PARTIRONO 700MILA EURO IN DIREZIONE PROPRIO DELL’AUSTRALIA

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

IL PROCESSO A GEORGE PELL ERA UNA FARSA ORCHESTRATA PER FARLO FUORI? LA GENDARMERIA INDAGA SUI 700 MILA EURO PARTITI DALLO IOR E ARRIVATI IN AUSTRALIA, FRAZIONATI IN TANTI BONIFICI https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/becciu-non-rsquo-nbsp-mai-fine-ndash-processo-george-248729.htm

 

GEORGE PELL

FINANZA E CASO BECCIU NEL 2017 PELL BLOCCATO DAI BONIFICI IN AUSTRALIA

Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

 

«We have them on the ropes», li abbiamo messi alle corde. Lo aveva detto con fierezza, con tono sicuro, tirando finalmente un sospiro di sollievo, il cardinale George Pell, al termine di una lunghissima giornata fatta di riunioni e incontri riservati nel suo ufficio.

«Dobbiamo garantire ciò che ci ha chiesto il Papa e cioè pulizia», era stato il suo ultimo commento prima di spegnere la luce e chiudere la porta della sua stanza.

 

LIBERO MILONE PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

Era il 2017, il porporato australiano, chiamato dal Papa a Roma nel 2014 a capo della potentissima Segreteria per l' Economia, aveva appena ricevuto la prova schiacciante che inchiodava definitivamente chi aveva deciso di riportare il Vaticano ai tempi di monsignor Marcinkus, con acrobazie finanziarie e pesanti situazioni di malaffare.

 

Sulla scrivania del «ranger» era arrivata documentazione scottante, scovata dall' ufficio del revisore generale dei conti, Libero Milone: tabulati e transazioni che riconducevano ad alcuni personaggi della Curia Romana, laici ed ecclesiastici, che avevano e stavano ancora mettendo le mani sul tesoro vaticano per operazioni spregiudicate, lontane dalla trasparenza tanto invocata da Papa Francesco.

 

LA POLIZIA FA VISITA A GEORGE PELL

La mossa successiva di Pell, sarebbe stata quella di chiedere un incontro a Bergoglio per istituire una commissione d' inchiesta sulle finanze vaticane, che facesse luce su quanto accaduto in vari ambienti della Curia, com' era già successo ai tempi del Vatileaks, quando Benedetto XVI istituì una commissione cardinalizia per indagare su quanto stava avvenendo dentro le mura leonine.

 

angelo becciu papa francesco

Prima di incontrare il Papa, però, c' era da catalogare tutta la documentazione e preparare una relazione dettagliatissima da mostrare a Francesco. Una copia di quelle carte, il porporato l' aveva subito inviata anche in Segreteria di Stato, per informare chi di dovere ma, a quanto pare, i documenti erano finiti anche nelle mani sbagliate, di chi insomma c' era dentro fino al collo.

 

Poche settimane dopo, non a caso, Libero Milone si era dimesso dall' incarico, accusato di esser andato oltre le competenze previste dal suo ruolo.L' ex revisore generale si era subito difeso: «Sono stato costretto a dare le dimissioni e mi hanno impedito di parlare col Papa».

 

LIBERO MILONE

A commentare la notizia a caldo era stato l' allora Sostituto della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu: «Milone mi spiava e spiava anche altri superiori, se non si fosse dimesso avremmo dovuto perseguirlo legalmente». Nemmeno una settimana dopo era arrivato un secondo siluro, questa volta contro George Pell: dall' Australia la notizia che il porporato era stato incriminato per gravi reati sessuali su minori, una bomba che lo aveva costretto a congedarsi per tornare nel suo Paese e difendersi dalle accuse.

 

ANGELO BECCIU E PAPA BERGOGLIO

A distanza di oltre tre anni, emerge quanto stava realmente accadendo, il perché, secondo le ultime carte uscite d' Oltretevere, 700mila euro furono inviati dal Vaticano in Australia: il sospetto è che alcuni esponenti della Santa Sede avrebbero fatto arrivare un lauto compenso agli accusatori di Pell, uno dei quali, nell' aprile del 2017, aveva acceso un mutuo per l' acquisto di una casa del valore di 350mila euro, stessa somma che gli sarebbe stata versata per puntare il dito contro il cardinale, in modo da tenerlo lontano dal Vaticano. Il porporato, nel 2019 è stato scagionato dall' Alta Corte australiana da ogni accusa, dopo un anno e mezzo di carcere, per scarsità di prove.

 

IL CARDINALE PAROLIN CON PAPA FRANCESCO

«Il ritorno a Roma di Pell non è collegato al caso Becciu e alle ultime vicende finanziarie», ha commentato alcuni giorni fa il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, che ieri pomeriggio è tornato sull' argomento, parlando con i giornalisti: «Appoggiamo cordialmente le riforme, credo che la linea sia quella indicata dal Papa: correttezza e trasparenza nella gestione delle finanze».

 

Non è da escludere quindi che, con il porporato australiano rientrato a Roma da qualche giorno, Francesco possa adesso decidere di istituire quella famosa commissione d' inchiesta sulle finanze che avrebbe voluto il «ranger» e di coinvolgere in prima persona proprio Pell. Questa volta, magari, in veste di commissario.

George Pell GEORGE PELLgeorge pell MONSIGNOR ANGELO BECCIUGiovanni Angelo Becciu george pell George Pell

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”