nick zhao

LA VIA DELLA SETA SI TINGE DI GIALLO – SEMBRA UN DRAMMA DI AGATHA CHRISTIE L’OMICIDIO DI NICK ZHAO, L’UOMO CONTATTATO DAI SERVIZI SEGRETI CINESI PER CANDIDARSI ALLE ELEZIONI AUSTRALIANE E TROVATO MORTO IN UN ALBERGO DI MELBOURNE - IL LEGAME CON L'AFFAIRE WANG LIQANG, LE PRESSIONI SUL 5G, LE SMENTITE DI PECHINO E IL SILENZIO TOTALE IN ITALIA…

 

 

Giuseppe Pennisi per www.formiche.net

 

nick zhao 5

Sembra un racconto o un dramma di Agatha Christie. Ci sono tutti gli ingredienti: un morto (in una stanza d’albergo) che forse sapeva troppo (e comunque era stato pagato troppo), un richiedente asilo (forse doppiogiochista), servizi segreti alla ricerca della verità (senza grande successo), un governo che smentisce tutte le informazioni che appaiono sulla stampa, un altro governo che dopo venti anni muta una politica commerciale e di collaborazione culturale che sembrava proficua. E sullo sfondo giornalisti di spicco che si sentono pedinati da agenti stranieri e università in subbuglio.

 

nick zhao 1

Se ne parla sulla stampa internazionale, anche nelle prime pagine. Ma silenzio totale in Italia. Certamente al piano nobile della Farnesina, dove c’è l’ufficio del ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Signor Luigi Di Maio, si è al corrente dell’intricata vicenda. Tanto più che il capo di gabinetto del ministro è stato a lungo ambasciatore a Pechino e che l’ambasciatore d’Italia a Canberra Francesca Tardioli è nota per la propria puntualità e precisione. La Via della seta tra Cina ed Australia è il luogo dove si svolge l’ancora irrisolto giallo.

francesca tardioli

 

In breve, un giovane e brillante uomo d’affari, Nick Zhao, militante nel Partito Liberale, viene trovato cadavere in una stanza d’albergo. Nessuno indizio, nessun movente. Dopo alcuni giorni un articolo del Sydney Morning Herald sostiene che, dato che polizia giudiziaria e magistratura non venivano a capo dell’assassinio, la pratica viene ora curata da The Age, il nomignolo dato ai servizi segreti australiani. A poco a poco filtrano altre notizie: Zhao era il personaggio ideale per essere avvicinato dallo spionaggio cinese.

 

luigi di maio xi jinping

Avrebbe stabilito buoni rapporti con i cinesi e gli sarebbe stato offerto un milione di dollari australiani per la campagna elettorale che aveva in mente di fare. Qui la faccenda si ingarbuglia. Non è chiaro se Zhao spinto dal senso patriottico sia corso a spifferare tutto a The Age e se fosse lui stesso un agente di The Age che volesse sondare le spie cinesi. Pare che il milione di dollari fosse in cambio di legislazione atta a favorire la tecnologia cinese G5 in Australia.

 

nick zhao 2

La vicenda diventa ancora più intricata perché un noto editorialista australiano (pur se ormai quasi in pensione) John Garbnaut, profondo conoscitore della Cina (si mormora che in passato abbia scritto rapporti riservati su quello che fu il Celeste Impero) chiede protezione perché ha la sensazione di essere pedinato per le vie di Sydney. Che tema di fare la fine di Zhao?

 

nick zhao 7

Altra complicazione: un giovane cinese richiedente asilo Wang Lioang si presenta alle autorità australiane in cerca di aiuto. È stato assistente di un importante uomo d’affari di Hong Kong, il quale sarebbe in effetti a capo di un servizio di disinformazione e di individuazione di potenziali agenti (come pensavano fosse Zhao). A questo punto, le autorità di Pechino, che sino ad allora avevano reagito con composti comunicati per affermare che su Zhao ed il milione di dollari, si fanno solo chiacchiere senza alcun indizio, perdono lo staffe ed iniziano una campagna per squalificare Wang: il tabloid del Partito Comunista Cinese in lingua inglese più diffuso in Asia e nel Pacifico The Global Times lo accusa di essere un volgare truffatore e viene diffuso sulla rete il video di un processo per truffa che il giovane avrebbe subito nel 2018 (prima di scappare alla volta dell’Australia). Wang avrebbe, nel contempo, rivelato i nomi di agenti cinesi incaricati di seguire nelle Università australiane studenti “dissidenti”, di fotografarli e di inviare rapporti ai servizi segreti di Pechino.

wang 'william' liqiang la spia cinese fuggita in australia

 

Cosa fa il governo di Canberra? Silenzio sino a quando non si è risolto il caso Zhao, ma il clima sta cambiando. Sino a poco tempo fa, lo slogan era Mangia tu che mangio io-arricchiamoci insieme. Ora Canberra non solo è più cauta ma ha maggiore contezza di disporre di un’arma importante: Pechino ha vitale necessità di importare ferro dall’Australia, ai prezzi praticati dagli australiani. Per i dignitari della Città Proibita il tratto di Via della Seta tra Cina ed Australia rischia di diventare tutto in salita.

wang 'william' liqiang la spia cinese fuggita in australia 2nick zhao 4nick zhao 3wang 'william' liqiang la spia cinese fuggita in australia 1nick zhao 6

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…