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IL VIRUS È GIOVANE! - UN CONTAGIATO SU QUATTRO NELL’ULTIMO MESE È UNDER 18: I VACCINI SONO EFFICACI NEL PREVENIRE L’INFEZIONE, LA MALATTIA GRAVE E I RICOVERI IN OSPEDALE - IL DOSSIER DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ SULL’EVOLUZIONE DELLA PANDEMIA: L’ITALIA SI STA LIBERANDO DAL VIRUS GRAZIE ALLA CAMPAGNA VACCINALE. LA DOPPIA INOCULAZIONE EVITA LA MORTE DAL 92,7 AL 95,2% DEI CASI. TUTTI GLI INDICATORI SONO POSITIVI

IL RAPPORTO DELL'ISS SU INCIDENZA GIORNALIERA DEI RICOVERI

Margherita De Bac e Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera”

 

Vaccini efficaci nel prevenire l'infezione (tra il 70% nei più piccoli e l'86% negli over 80), la malattia grave e il ricovero in ospedale. Lieve aumento dei contagi fra i bambini (3-5 anni) che però non hanno bisogno di cure in ospedale. Italia sempre più «libera» dal virus pandemico. Il dossier dell'Istituto superiore di Sanità fotografa lo stato della pandemia in Italia, aggiornato a venerdì. La situazione volge al bello anche se esistono segnali da monitorare.

 

vaccino

Un focus, in considerazione del periodo di ripresa delle lezioni, è dedicato a bambini e ragazzi in età scolare. Nell'ultimo mese il 23,6% dei contagiati aveva tra 0 e 18 anni. Nelle ultime due settimane il 50% dei casi diagnosticati sotto i 19 anni ha riguardato gli under 12, cioè i non vaccinabili visto che non è stato ancora autorizzato un anti Covid per questa età.

VACCINI COVID 2

 

Mentre tutte le curve che mostrano l'incidenza per 100 mila abitanti puntano verso il basso, quella relativa ai bambini sotto i 12 è sostanzialmente stabile. Se si scorporano le 5 fasce tra zero e 19 anni, quella tra 3 e 5 anni è l'unica in leggero incremento di contagi nell'ultima settimana rispetto alla precedente. I ricoveri, invece, pur continuando a essere un'eventualità rara nei bambini (dallo 0,9% tra i 16 e i 19 anni all'11,5% dei lattanti) è in crescita negli under 20.

 

roma vaccinazione anti covid 19 per i maturandi 1

Il vaccino anti Covid, come tutti gli altri, non protegge al 100% ma questo è capace di costruire una barriera molto alta. Se si effettua il ciclo completo difende all'88% dall'infezione, al 94% dal ricovero in ospedale e al 97% da quello in terapia intensiva, al 96% dall'esito fatale della malattia. La «forza» preventiva è indiscutibile: la doppia inoculazione evita la morte dal 92,7 al 95,2% dei casi, a seconda dell'età, e il ricovero in terapia intensiva per oltre il 95%.

 

EFFICACIA DEI VACCINI

Tutti gli altri indicatori sono positivi. I casi totali di infezione negli ultimi sette giorni sono il 16,5% in meno della settimana precedente. La media giornaliera di contagiati scende da 4.200 a 3.700. Cala, ed è la prima volta da settimane, il tasso di occupazione dei letti sia nei reparti ordinari (dal 7 al 6%) sia nelle terapie intensive (dal 6 al 5%).

 

TERAPIA INTENSIVA CORONAVIRUS

Giù anche i decessi: 52 al giorno in media, contro i 57 dei sette giorni precedenti. Solo nel Lazio, in Campania, Piemonte, Val d'Aosta e nella Provincia di Trento i casi, nell'ultima settimana, risultano in aumento. E oggi in nessuna regione (inclusa la Sicilia) ci sono valori da zona gialla: incidenza sopra i 50 per 100 mila abitanti, letti occupati rispettivamente al 10% in terapia intensiva e al 15% nei reparti ordinari. Il quadro non sembrerebbe tanto luminoso analizzando i numeri sull'efficacia vaccinale nella popolazione sopra i 12 anni suddivisa per casi diagnosticati, ospedalizzati, perone ricoverate in terapia intensiva e decedute negli ultimi 30 giorni.

 

VACCINAZIONE CORONAVIRUS

Nelle classi di età immunizzate con ciclo completo le vittime sono più numerose di quelle del gruppo dei non vaccinati. L'incongruenza è più evidente tra chi ha tra 60 e 79 anni e negli over 80. Prendiamo quest' ultima categoria: i morti non vaccinati sono 338 (47%), quelli completamente immunizzati 364 (50,6%) e i vaccinati con soltanto una dose 17 (2,4%) .

 

Come si spiega? L'Istituto superiore di Sanità risponde così: «Se le vaccinazioni raggiungono alti livelli di copertura si verifica l'effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non.

 

coronavirus vaccino

Però l'incidenza, vale a dire il rapporto tra casi e popolazioni, è circa dieci volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati». Infatti i 364 morti tra i vaccinati sono su una popolazione di oltre 4 milioni di persone, quindi 8,7 ogni 100mila, mentre i 338 tra i non vaccinati sono su poco più di 280mila, quindi 119 ogni 100mila, 13 volte di più. Anche i dati di ieri sono nella media del generale miglioramento: 3.099 nuovi casi, quasi 500 in meno del giorno prima, 44 decessi e tasso di positività stabile all'1,1%.

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