VITE IN GIOCO – LA PANDEMIA HA RIMPOLPATO LE FILA DEI MALATI DI GIOCO D’AZZARDO, ATTIRANDO NELLA SUA RETE GIOVANI E DONNE DI TUTTE LE ETÀ CHE, DOPO AVER INIZIATO CON “UN GRATTA E VINCI”, FINISCONO PER PERDERE ORE E FORTUNE ALLE SLOT MACHINE – I RACCONTI DELL’ASSOCIAZIONE “GIOCATORI ANONIMI ITALIANI”: “CI SONO PERSONE CHE SI UCCIDONO. CI SONO DONNE CHE DOPO AVER PERSO TUTTO SI PROSTITUISCONO PER CONTINUARE A GIOCARE E UOMINI DISPOSTI A FAR SESSO CON ALTRI UOMINI PER…”

Simona Pletto per “Libero quotidiano”

 

ludopatia 5

Giovanissimi giocatori e mature donne in cerca di fortunati e rapidi guadagni crescono. Dalle slot machine alle scommesse online: la pandemia ha fatto registrare in generale un aumento di giocate pari al 29% rispetto all' anno precedente. Tra i nuovi patiti dell' azzardo ci sono i ventenni che, costretti a stare in casa e invogliati a iniziare con un credito offerto per innescare la spirale senza fine della ludopatia, hanno maturato come passatempo la febbre del gioco online. E qui la tecnologia aiuta: basta uno smartphone tra le mani, o un click al joystick del proprio computer, per crearsi una comoda sala giochi virtuale in casa.

 

ludopatia 4

Ma ad ingrossare le fila del popolo dei ludopatici (1,5 milioni secondo l' Istituto superiore di sanità i "giocatori problematici") sono soprattutto le donne. Giovani, ma anche mogli, madri o pensionate over 70. Iniziano quasi tutte con un "gratta e vinci" acquistato al Tabacchi e finiscono col perdere ore e fortune davanti a una slot machine piazzata nel bar o nella sala giochi più lontana da casa.

 

«Ci sono donne che dopo aver perso tutto si prostituiscono per poter continuare a giocare», confida Francesco, 72 anni, di Milano, tra i responsabili dell' associazione "Giocatori anonimi italiani" (la mail è info@giocatorianonimi.org, tel. 331.271215) che ha sotto l' ala 1.500 vittime del gioco, da sette anni guarito lui stesso dalla ludopatia. «Ma anche uomini, pronti a far sesso con altri uomini. Purtroppo col Covid sono aumentate le richieste di aiuto al nostro centralino da parte dei giocatori che hanno ricadute, oppure di nuove vittime che nella chiusura forzata peggiorano e prendono coscienza di essere entrate nella spirale infernale dell' azzardo».

gioco d'azzardo online

 

INCONTRI VIA SKYPE L' associazione, che conta una cinquantina di volontari distribuiti nelle grandi città del nord e del sud (quasi tutti ex ludopatici), prima della pandemia organizzava settimanalmente incontri serali con gruppi che si riunivano nelle cosiddette "stanze di mutuo aiuto", ospitate per lo più da disponibili parroci nelle diverse chiese di tutta Italia. «Visto che il fenomeno è in crescita esponenziale in questi mesi di lockdown, abbiamo creato "stanze telefoniche" con gruppi anche di 25 persone che si vedono o sentono via Skype o su altre piattaforme internet», aggiunge Francesco, ex scommettitore di cavalli.

 

ludopatia 1

«I gruppi, formati da uomini e da donne vittime della ludopatia, servono. Parlare liberamente, ascoltare le storie di chi sta vivendo il tuo dramma e che quindi parla la tua lingua, è una cura. Meglio ancora se si è affiancati dalla psicoanalisi». E prima di lasciarci, Francesco confida: «In questi anni di opera prestata all' associazione ne ho viste e sentite di tutte. Come quell' imprenditore lombardo che man mano ha perso l' azienda e lasciato a casa i suoi dipendenti, poi la famiglia e tutti i suoi appartamenti, per finire un brutto giorno svenuto per fame e freddo in un parco pubblico.

Si è ripreso, grazie alla moglie che è rimasta a lui vicina nonostante la conclamata povertà.

 

ludopatia

Ho visto persone che non ce l' hanno fatta a superare la ludopatia e si sono tolte la vita, altre che hanno chiesto aiuto e si sono salvate dopo essere cadute nel baratro. Una cosa è certa: la ludopatia è un dramma, una malattia, una droga e da soli non se ne esce».

Quello della dipendenza da azzardo è un fenomeno tutt' altro che marginale, visti i numeri presentati lo scorso anno dall' Osservatorio nazionale in Parlamento, se solo si pensa che in Italia si stimano 8/10 milioni di giocatori. Una curiosità: le regioni con la più alta vocazione al gioco sono l' Abruzzo, dove la media pro-capite per puntate è di 1.770 euro. Seguono Lombardia (1.725), Campania (1.611), Emilia-Romagna (1.607), Lazio (1542) e in fondo alla lista c' è la Valle d' Aosta con 879. Pavia è stata per anni la città con la più alta percentuale di giocatori.

ludopatia 3

 

LE SLOT DILAGANO Il fenomeno più dilagante è quello dello slot machine. Molti iniziano mettendo un euro dato di resto dal barista mentre bevono un caffè al volo, e finiscono per passare ore a sfidare la sorte buttando via fino a duemila euro al giorno.

«Io sono stata una giocatrice compulsiva parecchi anni fa.

Oggi sono quindici anni che frequento l' associazione G.A (Giocatori anonimi, ndr).

 

Non dico che sono uscita, sono sempre sotto controllo. Da questa malattia non si guarisce mai, ma si può imparare a fermarsi». Così la pensa Anna, 73 anni, milanese. «Mi spinse mio marito, imprenditore che mi ha lasciato alcuni anni fa, a frequentare l' associazione. Mi diceva che ero malata, ma io non me ne rendevo conto - aggiunge -. Mi dicevo: "smetto quando voglio", invece non si smette mai, anzi». Anna nel 1974 è stata la prima donna driver a scendere in pista a San Siro. «Lì ho iniziato a scommettere ai cavalli, lì mi sono ammalata. Non mi sono più fermata. Mi sono giocata la mia scuderia e tutti i cavalli, persino la mia piscina. Mi sono trovata senza nulla. Dopo i cavalli infatti sono passata alle slot.

gioco d'azzardo

 

Quegli apparecchi ti mandano in pappa il cervello. Sarà la musichetta, i colori, il video Non ti rendi conto del tempo che passi, non mangiavo nemmeno più. Quanti soldi mi sono giocata? Talmente tanti che non so dire».

L' ultimo bilancio ufficiale sul gioco d' azzardo, stilato nel settembre 2020 dall' Agenzia delle Dogane e del Monopoli, segnala un volume di raccolta su rete fisica (no online) pari a 74,1 miliardi di euro, per una raccolta procapite pari a 2.180 euro. Slot machine e videolottery si confermano i più utilizzati (46,7 miliardi nel 2019), inglobando il 63% delle giocate complessive su rete fisica.

 

ludopatia 2

Va detto che questi apparecchi da intrattenimento, soggetti a continue tassazioni da parte dello Stato, forniscono i due terzi del gettito erariale. Intanto prosegue inarrestabile la crescita della raccolta online: nel 2019 è stata pari a 36,4 miliardi di euro (+16% rispetto al 2019), un terzo delle giocate complessive in Italia.

 

«La mia vita era finita, ho tentato un paio di volte di morire, ero diventata uno zombie» racconta Lucia, 57 anni, operatrice sanitaria romana, dipendente in una Rsa. «Sono finita in strada, dormivo in auto con le mie cose negli scatoloni perché spendevo tutto e non potevo più pagare l' affitto, ero piena di debiti fatti con le finanziarie per poter giocare. Poker, slot, ero malata di tutto.

gioco online 3

 

L' ultima volta che ho giocato, esattamente 5 anni e 8 mesi e 19 giorni fa, ero alla slot e avevo appena preso lo stipendio di 1400 euro. Ne avevo vinti 500 e alla fine in un' ora ho perso tutto, non avevo più un euro per prendermi un caffè. Da lì ho chiesto aiuto a un' amica che mi ha introdotto nell' associazione giocatori anonimi e grazie a loro ne sono uscita. Oggi lavoro e sto ancora pagando i debiti accumulati, ma sono una donna libera, capace di vivere. Sono una giocatrice compulsiva: sono uscita dal tunnel quando ne ho preso atto».

 

BINGO FATALE Cristina di Ravenna, casalinga over 50, era invece una patita del Bingo. «Ho iniziato a 40 anni, in concomitanza con le prime crepe del mio matrimonio. Pensavo fosse un passatempo per starmene fuori casa la sera, il Bingo mi sembrava un gioco innocente. Mi sono trovata ad esserne schiava. Ricordo l' euforia della prima vincita, 500 euro. Li portai a casa con molto orgoglio, ma quello fu l' inizio della fine. La mia dipendenza è durata dieci anni, mi sono giocata molto, decine di migliaia di euro.

gioco online 1

 

Mi sono giocata anche il mio matrimonio. Quando ho iniziato a chiedere prestiti a un fondo finanziario, è subentrata per me la vergogna e la presa di coscienza della mia malattia». Prosegue Cristina: «Una donna che gioca mette in discussione il suo ruolo, sei anche un esempio cattivo di madre. Quando ne ho preso atto ho chiesto aiuto all' associazione. Non ho più giocato neppure un centesimo. E posso dire una cosa banale? Ora che non gioco sono una donna felice».

sale scommesse 7gioco d'azzardo

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO