tedros ghebreyesus

''VOGLIAMO UN'INDAGINE SULL'ORIGINE DEL COVID E RIFORMARE L'OMS''. MA CHI È, TRUMP? NO, IL MINISTRO DEL PD AMENDOLA! SOLO CHE PARLA ALL'''HINDUSTAN TIMES'', GIORNALE INDIANO. FORSE DOVREBBE DIRLO AL SUO COLLEGA SPERANZA, CHE HA INGAGGIATO RICCIARDI (MEMBRO ITALIANO ALL'OMS) PER GESTIRE L'EMERGENZA, E AL RESTO DEL GOVERNO, DA SEMPRE MOLTO SOFT SULL'ORGANIZZAZIONE MANOVRATA DA XI JINPING ATTRAVERSO IL SUO EMISSARIO GHEBREYESUS

 

Marta Vigneri per www.tpi.it

 

GHEBREYESUS XI JINPING

“L’Italia vuole un’indagine indipendente sull’origine della pandemia di Covid-19 in Cina e sostiene le richieste dell’India di riformare gli organismi multilaterali come l’Oms, che non hanno funzionato come previsto durante l’attuale crisi”, lo ha detto il ministro per gli Affari Europei italiano, Vincenzo Amendola, al quotidiano indiano Hindustan Time, in un’intervista rilasciata il 30 maggio scorso. Eppure, per quanto il ministro avesse già parlato in Italia della necessità di condurre un’indagine sul comportamento della Cina nella gestione della pandemia, non si era mai pronunciato sulle responsabilità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella diffusione dell’epidemia. E, come lui, nemmeno il suo governo.

 

enzo amendola ministro per gli affari europei foto di bacco

Ma al quotidiano indiano, Amendola ha manifestato la disponibilità ad appoggiare l’India nelle proposte di riforma che il primo ministro Modi ha intenzione di avanzare quando presiederà il G20 nel 2022, proprio dopo l’Italia, che ospiterà il summit nel 2021. Una posizione che rafforzerebbe l’India all’interno del forum internazionale che si terrà a Roma e a Nuova Delhi nei prossimi due anni. “Amendola ha affermato che l’Italia sostiene l’appello del primo ministro Narendra Modi, lanciato durante il vertice ‘virtuale’ del G20 che si è tenuto il 26 marzo, di riformare organismi come l’Oms per soddisfare le esigenze di un mondo che è in continuo cambiamento”, si legge sull’Hindustan Time.

 

“I criteri dell’Oms in questa crisi non hanno funzionato come previsto, per questo è necessario aprire un’indagine indipendente su ciò che è accaduto in Cina, che è stato il punto di partenza dell’emergenza di Covid-19”, ha detto Amendola al quotidiano. “Il vostro primo ministro aveva ragione, perché l’attuale ordine globale e i suoi organismi multilaterali non tengono conto dei rischi e delle opportunità legate al periodo che stiamo attraversando. Credo che l’Oms non abbia funzionato correttamente, perché ci sono stati molti ritardi e molti problemi”, ha aggiunto.

TEDROS ADHANOM GHEBREYESUS

 

In un’intervista rilasciata al Foglio il 7 maggio scorso, invece, il ministro per gli Affari Europei in quota Pd si era limitato ad attribuire la responsabilità di una fuorviante e tardiva condivisione delle informazioni alla Cina, rilanciando la proposta della commissione d’indagine indipendente, alla quale “anche il presidente Conte era tutt’altro che ostile”. E aveva solo accennato alla complicità dell’Oms nell’assecondare i silenzi di Pechino. “Ho ancora salvato sul mio cellulare un tweet che l’Oms fece il 14 gennaio, in cui le autorità cinesi negavano l’evidenza della trasmissione da uomo a uomo del Coronavirus”, aveva detto, senza menzionare un’idea di riforma.

 

conte speranza zampa

Oggi invece, nell’intervista rilasciata all’organo di stampa indiano, accusa in modo più chiaro l’Oms, unendosi al coro di chi sostiene che l’Agenzia delle Nazioni Unite per la Salute debba essere rinnovata una volta rientrata l’emergenza, nonostante in Italia – dove al fianco del ministro Speranza siede proprio un rappresentante dell’Oms in qualità di consulente, il virologo Walter Ricciardi – il governo non si è mai lamentato del suo funzionamento.

 

A partire dall’esplosione della pandemia, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite ha ricevuto diverse critiche, tra cui quella di essersi fidata troppo dei dati forniti dalla Cina, come faceva notare anche Amendola citando il Tweet del 14 gennaio. Bisognerà infatti aspettare fino al 30 dello stesso mese perché l’Oms lanci il primo vero campanello d’allarme sul virus. Prima delle dichiarazioni del ministro, dagli esponenti dell’esecutivo giallo-rosso non è mai arrivato nessun annuncio sulla volontà di chiedere una riforma dell’Organismo Onu.

walter ricciardiGHEBREYESUS XI JINPING

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)